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📍 Sant'Anastasia

15 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Santa Maria Capua Vetere, tifosi nerazzurri aggrediti dopo la partita: caccia ai violenti

Tifosi del Gladiator di Santa Maria Capua Vetere aggrediti dopo la partita a Sant’Anastasia. Circa trenta violenti armati di spranghe e caschi. Indagano i carabinieri.

Scene di violenza che nulla hanno a che fare con lo sport e che riportano alla mente episodi già visti e mai del tutto superati. È quanto accaduto sabato pomeriggio al termine dell’incontro di Eccellenza tra Sant’Anastasia e Gladiator 1924, vinto dalla formazione nerazzurra. Alcuni tifosi ospiti sono stati aggrediti all’esterno dello stadio De Cicco da un gruppo di facinorosi armati di spranghe e caschi. Le immagini dell’assalto, riprese in un video diventato virale, hanno acceso l’indignazione e dato il via alle indagini.

L’aggressione dopo il match di Eccellenza

Secondo quanto ricostruito, circa trenta tifosi del Sant’Anastasia hanno preso di mira i sostenitori del Gladiator 1924 subito dopo il fischio finale. L’attacco è avvenuto nel piazzale esterno allo stadio, dove i tifosi nerazzurri sono stati circondati e colpiti con bastoni, spranghe e caschi protettivi.

L’aggressione, descritta come improvvisa e particolarmente violenta, ha coinvolto un numero ristretto di tifosi ospiti, circa cinque, che si sono trovati di fronte un gruppo numericamente superiore e armato. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato conseguenze ancora più gravi.

Alcuni feriti, ma nessun ricovero ospedaliero

A seguito dell’assalto, alcuni tifosi del Gladiator sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche. Fortunatamente, nessuno ha necessitato del ricovero in ospedale. Resta però la gravità di un episodio che ha messo a rischio l’incolumità delle persone e che si inserisce in una scia di precedenti analoghi.

Francesco Emilio Borrelli
Francesco Emilio Borrelli

La dura condanna di Francesco Emilio Borrelli

Tra le prime reazioni pubbliche, quella del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha diffuso il video dell’aggressione sui propri canali social. «Quelle immagini sono indegne e rappresentano l’esatto contrario dei valori dello sport», ha dichiarato. «Non siamo di fronte a tifosi, ma a violenti che usano il calcio come pretesto per sfogare aggressività e delinquenza».

Borrelli ha chiesto una condanna senza ambiguità e l’identificazione puntuale di tutti i responsabili, invocando provvedimenti severi e tempestivi. «Chi trasforma una partita in un campo di battaglia non deve avere spazio né negli stadi né nella società», ha aggiunto, parlando apertamente di tolleranza zero verso questi comportamenti.

La nota del Gladiator: “Violenza già vista lo scorso anno”

Durissima anche la presa di posizione della società Gladiator 1924, che in una nota ufficiale ha ricordato come non si tratti di un episodio isolato. «Per il secondo anno consecutivo lo stadio di Sant’Anastasia si è rivelato un luogo dove la violenza è di casa», si legge nel comunicato.

La società nerazzurra ha ricordato che già lo scorso anno un proprio calciatore era rimasto ferito a seguito di una violenta aggressione, con conseguente sospensione della partita. Anche quest’anno, nonostante le segnalazioni preventive alle autorità competenti, un gruppo di tifosi è stato aggredito in modo definito «vile» da persone che il Gladiator non esita a qualificare come delinquenti.

Nel comunicato viene inoltre sottolineato come, poche settimane prima, una sorte simile fosse toccata ai tifosi del Real Forio, a dimostrazione di una criticità che si ripete nel tempo.

La posizione del Sant’Anastasia Calcio

Un messaggio di condanna è arrivato anche dalla società di casa. In una nota ufficiale, il Sant’Anastasia Calcio ha preso le distanze dagli episodi di violenza, ribadendo la volontà di collaborare pienamente con le forze dell’ordine. «Non è questo il calcio che vogliamo», si legge nel comunicato, nel quale dirigenti e tesserati condannano quanto accaduto e annunciano l’avvio di ogni atto necessario per individuare i responsabili.

La società ha ringraziato le forze dell’ordine per l’intervento immediato, sottolineando che i violenti coinvolti non rappresentano i valori del club.

Le indagini e il ruolo del video

Il video diffuso sui social, realizzato da alcuni passanti, rappresenta ora un elemento chiave per l’identificazione dei responsabili. Le immagini mostrano quello che viene definito come un vero e proprio assalto organizzato, con un gruppo armato che si scaglia contro un numero esiguo di tifosi avversari.

Sull’episodio indagano i carabinieri della stazione locale, chiamati a fare piena luce su quanto accaduto e ad accertare le singole responsabilità penali.

L’aggressione ai tifosi del Gladiator riporta al centro il tema della sicurezza negli impianti sportivi e nelle aree limitrofe, soprattutto nei campionati dilettantistici, troppo spesso lasciati senza adeguati presidi. Un episodio che non può essere archiviato come una semplice rissa tra tifosi, ma che impone risposte chiare e interventi concreti per evitare che lo sport continui a essere teatro di violenza.

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