mostra Luciano De Crescenzo Napoli
📍 Napoli

13 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Napoli rende omaggio a Luciano De Crescenzo: una mostra fotografica tra memoria, filosofia e identità

A Napoli una mostra fotografica dedicata a Luciano De Crescenzo unisce le sue immagini a quelle di Ciro Pipoli.

Napoli celebra uno dei suoi intellettuali più amati con una mostra che intreccia immagini, memoria e identità. È stata inaugurata alla Domus Ars della Fondazione Il Canto di Virgilio la mostra fotografica “Così parlò e parla Bellavista”, dedicata a Luciano De Crescenzo, scrittore, filosofo, attore e, come emerge con forza da questo progetto espositivo, anche fotografo sensibile e attento.
L’esposizione, iniziata ieri e visitabile fino al 30 dicembre, mette in dialogo le fotografie iconiche del napoletano Ciro Pipoli con scatti meno noti realizzati dallo stesso De Crescenzo, restituendo al pubblico una Napoli che cambia nel tempo ma resta profondamente fedele alla propria anima.

Un dialogo visivo tra due epoche della città

Il cuore della mostra è il confronto tra due sguardi separati da epoche diverse ma sorprendentemente affini. Le fotografie di Luciano De Crescenzo raccontano una Napoli osservata con attenzione filosofica, mentre quelle di Ciro Pipoli restituiscono la vitalità contemporanea dei luoghi e dei volti.
Ne emerge un racconto continuo, dove passato e presente si riflettono l’uno nell’altro. Le immagini testimoniano come la città, pur trasformandosi, conservi una coerenza profonda fatta di gesti, espressioni e relazioni umane che resistono al tempo.

mostra Luciano De Crescenzo Napoli

L’eredità affettiva e culturale raccontata dal nipote

La mostra è stata fortemente voluta e organizzata da Michelangelo Porzio De Crescenzo, nipote del maestro, che ha spiegato le motivazioni alla base del progetto: «Ho organizzato questa mostra fotografica per portare avanti l’eredità affettiva e culturale che ci ha lasciato mio nonno. Lui descriveva una Napoli sensibile, piacevole e filosofica ed io sentivo il bisogno di dialogare con questa sua visione».
L’incontro con Ciro Pipoli è stato casuale, ma determinante. «La prima cosa che mi ha colpito – ha aggiunto – è stato l’amore che anche lui prova per Napoli. Anche se realizzati in due epoche diverse, nei suoi scatti ho trovato molte similitudini con quelli di mio nonno. Da qui l’idea di creare un ponte tra la Napoli antica e quella attuale».

Ciro Pipoli: «Raccontiamo Napoli così com’è»

Anche il fotografo Ciro Pipoli ha sottolineato il valore del dialogo tra le immagini: «Questa mostra unisce le mie fotografie e quelle del maestro De Crescenzo attraverso un filo conduttore che vuole raccontare Napoli così com’è».
Pipoli ha evidenziato come la somiglianza tra gli scatti sia sorprendente, nonostante la distanza temporale: «Trovo incredibile e molto affascinante la somiglianza tra immagini realizzate in momenti storici così diversi».
Un’affinità che conferma quanto lo sguardo su Napoli, quando è autentico, riesca a superare le mode e le stagioni.

Cimeli, cinema e memoria collettiva

Passeggiando negli spazi della Domus Ars, il visitatore incontra non solo fotografie ma anche cimeli cinematografici legati ai film di Luciano De Crescenzo. Tra questi spicca il celebre cavalluccio di Così parlò Bellavista, simbolo di un cinema che ha saputo raccontare Napoli con ironia, profondità e umanità.
La mostra diventa così anche un luogo della memoria, dove il linguaggio visivo si intreccia con quello cinematografico e letterario, restituendo la complessità di una figura che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo.

mostra Luciano De Crescenzo Napoli
Mostra Luciano De Crescenzo a Napoli, la locandina

Le parole della figlia Paola: «Napoli lo amava davvero»

Tra i presenti all’inaugurazione, Paola De Crescenzo, figlia del maestro, ha condiviso ricordi personali che arricchiscono il senso dell’esposizione. «Qui a Santa Chiara ci venivamo spesso. A passeggio tra i vicoli di San Gregorio Armeno e a visitare il Cristo Velato, che lui amava molto», ha raccontato.
Il ricordo del funerale, celebrato proprio a Santa Chiara, resta particolarmente vivido: «È stato un momento triste ma mi ha fatto capire ancora di più quanto il popolo napoletano lo amasse. C’era un’energia particolare, un calore umano pieno di affetto».
Paola De Crescenzo ha inoltre annunciato di essere al lavoro su un libro dedicato al padre, edito da Mondadori, la cui pubblicazione è prevista per il prossimo anno.

Artisti e istituzioni rendono omaggio al maestro

All’inaugurazione hanno partecipato numerosi artisti napoletani, tra cui il musicista Ciccio Merolla e il cantante Gabriele Esposito. Presente anche il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Borrelli, che ha espresso ammirazione per la capacità di De Crescenzo di raccontare i vicoli e le espressioni dei napoletani.
«Consiglio a tutti di vedere questa mostra – ha dichiarato – per riscoprire un uomo che ha fatto tanto per la nostra città e per portare Napoli nel mondo». Borrelli ha ricordato inoltre di aver dedicato la sua tesi di laurea proprio alla figura del maestro.

Una Napoli che continua a parlare attraverso le immagini

“Così parlò e parla Bellavista” non è soltanto una mostra fotografica, ma un atto culturale che riafferma il legame profondo tra Napoli e uno dei suoi narratori più autentici.
Attraverso lo sguardo di De Crescenzo e Pipoli, la città continua a raccontarsi, confermando quella dimensione sensibile e filosofica che il maestro ha saputo rendere universale. Un percorso visivo che invita a rallentare, osservare e riconoscersi in una Napoli che, pur cambiando, resta fedele a se stessa.

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