Federico II Napoli parto cuore malato
📍 Nocera Inferiore

12 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Neonata morta all’ospedale di Nocera Inferiore: venti sanitari rinviati a giudizio

Morte neonatale a Nocera Inferiore: venti imputati a processo per omicidio colposo secondo la Procura

Una vicenda drammatica, ferma da anni nelle carte giudiziarie, arriva finalmente davanti a un giudice. Venti tra medici, ostetriche e infermieri dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di una neonata avvenuta il 22 marzo 2018. Il processo inizierà il prossimo febbraio davanti al giudice monocratico, dopo la decisione del Gup che ha accolto integralmente la richiesta della Procura.

La ricostruzione dei fatti: cosa accadde tra il 21 e il 22 marzo 2018

Secondo la ricostruzione formulata dagli inquirenti, l’intero caso si sarebbe consumato nell’arco di un giorno, tra il 21 e il 22 marzo. La madre della piccola fu seguita da diversi professionisti che si alternarono tra monitoraggi, controlli e valutazioni cliniche.

La Procura sostiene che il personale sanitario abbia agito «con negligenza, imprudenza e imperizia», non rispettando le linee guida nazionali e internazionali previste per la gestione del travaglio e del parto in situazioni potenzialmente critiche.

La diagnosi mancata: la “ipossia fetale intrauterina” non rilevata

Il punto centrale dell’impianto accusatorio è legato all’autopsia eseguita dal medico legale. Secondo quanto emerso, gli imputati – a seconda dei ruoli ricoperti – non avrebbero diagnosticato una grave ipossia fetale intrauterina, condizione che avrebbe richiesto:

  • monitoraggio cardiotografico prolungato
  • intervento tempestivo
  • parto cesareo urgente

Per l’accusa, il cesareo venne eseguito troppo tardi. Una tempestività diversa, sostengono i consulenti, avrebbe potuto evitare l’esito fatale.

medico di famiglia
medico di famiglia

Le condizioni della neonata subito dopo la nascita

I risultati dell’autopsia hanno delineato un quadro clinico devastante. Dieci minuti dopo il parto, la neonata presentava:

  • encefalopatia ipossico-ischemica
  • insufficienza cardiorespiratoria
  • ipotonia generalizzata
  • midriasi fissa bilaterale
  • acidosi metabolica

Tutte condizioni compatibili con una sofferenza fetale non rilevata e protratta per troppo tempo.

I sanitari tentarono manovre rianimatorie, ma la piccola morì poco dopo per arresto cardiocircolatorio da asfissia da aspirazione di liquido amniotico in utero alla 41esima settimana di gestazione.

La denuncia della famiglia e l’avvio dell’inchiesta

La famiglia della neonata presentò denuncia immediatamente dopo il decesso, chiedendo chiarezza sulle procedure seguite e sollecitando l’accertamento di eventuali responsabilità. Da quel momento la Procura di Nocera Inferiore avviò una lunga attività istruttoria, culminata nella notifica degli avvisi di garanzia e nella successiva richiesta di rinvio a giudizio.

Il numero elevato degli imputati – ben venti – è legato alla rotazione del personale che gestì, nelle diverse ore, il travaglio e il parto.

Cosa avverrà ora: il processo e gli scenari possibili

Il dibattimento, che partirà a febbraio, dovrà stabilire:

  • se il monitoraggio cardiotografico fu effettuato correttamente
  • se vi furono omissioni diagnostiche
  • se il parto cesareo tardivo configurò una responsabilità sanitaria
  • quali ruoli ebbero i singoli imputati nell’esito finale

Il giudice dovrà valutare punto per punto il capo d’imputazione, basato interamente su documenti clinici, consulenze tecniche e autopsia.

Un caso che riapre il dibattito sulle criticità della sanità campana

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del percorso nascita negli ospedali campani, già al centro di discussioni per carenze di personale, sovraccarichi nei reparti, difficoltà gestionali e turnazioni massacranti.

Non è la prima volta che l’ospedale di Nocera Inferiore finisce sotto la lente degli inquirenti per casi complessi legati alla gestione del parto. L’esito del processo potrebbe rappresentare un precedente importante, sia per le famiglie coinvolte sia per l’intero sistema sanitario regionale.

A distanza di quasi otto anni dai fatti, la morte della neonata arriva finalmente davanti a un tribunale. Il processo dovrà stabilire se vi siano state responsabilità individuali o sistemiche, o se l’evento sia stato un drammatico incidente clinico non prevedibile. Intanto, la famiglia attende giustizia per una vicenda che, a oggi, resta una ferita aperta.

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