Giunta Fico, veto su Bonavitacola e frattura con il Pd: il governatore valuta Sarracino vicepresidente mentre il partito resta senza un nome alternativo
La formazione della nuova Giunta regionale di Roberto Fico entra nella sua fase più delicata. Il veto imposto dal governatore al ritorno dell’ex vicepresidente Fulvio Bonavitacola ha provocato un irrigidimento immediato nei rapporti con il segretario regionale del Pd, Piero De Luca, che considerava quella casella un punto fermo. Una mossa che apre un fronte politico inatteso e che rischia di cambiare l’equilibrio interno della coalizione. Sul tavolo, nel frattempo, avanza l’ipotesi del deputato dem Marco Sarracino come possibile vicepresidente, scelta che altererebbe profondamente le dinamiche interne al partito.
La frattura tra Fico e il Pd dopo lo stop a Bonavitacola
Il primo, vero intoppo della trattativa si consuma sul nome più simbolico del decennio deluchiano. Lo stop a Bonavitacola, considerato l’erede naturale del modello amministrativo che ha guidato la Regione per dieci anni, rappresenta una frattura evidente tra il nuovo Presidente e il gruppo dirigente del Pd campano. Piero De Luca, che aveva avanzato quella proposta come espressione dell’area salernitana, vive il veto come un colpo politico diretto, difficile da assorbire nella fase iniziale della legislatura.

Perché Bonavitacola è diventato un caso politico
Il nodo non riguarda solo un profilo tecnico o amministrativo, ma un tema di discontinuità. Fico, che ha impostato la sua campagna elettorale sul superamento dell’era De Luca, considera improponibile aprire la legislatura con una nomina che richiamerebbe immediatamente il passato. L’ingresso di Bonavitacola avrebbe generato un corto circuito comunicativo difficile da gestire e avrebbe compromesso la promessa di “nuova stagione politica” rivendicata dal governatore fin dal palco della proclamazione.
L’ipotesi Sarracino: un segnale alla segreteria nazionale
Per recuperare il controllo del tavolo, Fico valuta ora la possibilità di nominare Marco Sarracino vicepresidente della Regione. Il deputato dem è figura vicina alla segreteria nazionale e gode della piena fiducia di Elly Schlein. Una scelta che, più che un colpo di scena, è un messaggio chiaro: la leadership regionale non verrà delegata alla vecchia guardia del Pd, ma sarà costruita con interlocutori considerati affidabili e orientati a un rinnovamento politico.
Il Pd salernitano senza un nome alternativo
Il problema, al momento, è che il Pd non ha ancora fornito un’alternativa al nome di Bonavitacola. La direzione salernitana, da anni perno dell’assetto democratico in Campania, si ritrova improvvisamente priva di una proposta spendibile. L’incapacità di avanzare un nuovo profilo rischia di rallentare ulteriormente la composizione della Giunta e costringe il segretario Piero De Luca a un confronto interno più complicato del previsto.

La posizione di Piero De Luca e il rischio di isolamento
L’ostinazione iniziale del Pd su Bonavitacola ha finito per isolare politicamente il segretario regionale, che ora deve fronteggiare la pressione dei territori, le richieste della base e il crescente peso della segreteria nazionale. Il rischio è che la vicenda si trasformi in una prova di forza interna, con la leadership di Piero De Luca esposta a una perdita di centralità nel rapporto con Palazzo Santa Lucia.
Il messaggio di Fico alla coalizione
Dietro la fermezza del governatore non c’è solo una questione personale, ma un’impostazione politica più ampia. Fico intende affermare un modello di governo basato su competenze tecniche, discontinuità e allineamento con le priorità programmatiche annunciate. La scelta del vicepresidente, in questo senso, diventa la prima cartina di tornasole del nuovo equilibrio di potere.
Una trattativa destinata a protrarsi
Lunghe ancora le distanze tra le parti, e il tempo stringe. La Giunta dovrebbe essere definita entro Natale, ma il braccio di ferro di queste ore mostra chiaramente che la partita non è semplice. Gli equilibri politici, territoriali e interni ai partiti rendono la composizione dell’esecutivo una delle sfide più delicate della nuova legislatura.
La linea del governatore
Fico, al momento, appare determinato a non cedere. Vuole un esecutivo coerente con il mandato elettorale ricevuto e, soprattutto, vuole marcare da subito la distanza dal modello del passato. La vicepresidenza, più che una casella, diventa così il simbolo della nuova architettura politica che il governatore intende costruire.
La trattativa riprenderà nelle prossime ore, ma il messaggio è ormai chiaro: la nuova Giunta nascerà su un equilibrio diverso da quello degli ultimi dieci anni. Il Pd è costretto a ripensare le sue posizioni mentre Fico afferma la sua autonomia politica. Il nodo Bonavitacola si rivela così il primo vero spartiacque della Campania post-De Luca.


