Samuele Ciambriello portavoce dei Garanti: riconferma con 61 voti per il biennio 2025-2027, in un sistema carcerario segnato da sovraffollamento, suicidi e diritti a rischio.
La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà ha scelto la continuità. Riunita oggi a Napoli, nella sala multimediale del Consiglio regionale della Campania, l’assemblea ha riconfermato Samuele Ciambriello come portavoce nazionale per il biennio 2025-2027, con 61 voti favorevoli. Una fiducia rinnovata in uno dei volti più riconoscibili del sistema delle garanzie sui diritti dei detenuti, in un momento in cui le carceri italiane e campane affrontano un sovraffollamento strutturale, un numero di suicidi in crescita e tensioni ormai permanenti.
La riconferma arriva mentre il dibattito nazionale sulla detenzione torna al centro dell’agenda politica, tra decreti carceri, appelli dei garanti e i numeri diffusi dall’associazione Antigone, che segnalano oltre 62mila detenuti a fronte di poco più di 51mila posti regolamentari e un tasso di affollamento effettivo stimato attorno al 133 per cento.
L’assemblea a Napoli e la riconferma con 61 voti
La Conferenza dei Garanti territoriali – che riunisce garanti regionali, provinciali e comunali delle persone private della libertà – si è riunita oggi a Napoli in modalità mista, con parte dei delegati presenti nella sala multimediale del Consiglio regionale e altri collegati da remoto. Al termine della discussione interna, il voto ha confermato Samuele Ciambriello come portavoce per il secondo mandato consecutivo, affidandogli la rappresentanza politica e istituzionale della Conferenza fino al 2027.
La scelta di rinnovare l’incarico segnala la volontà dei garanti territoriali di proseguire su una linea già tracciata negli ultimi anni: un confronto costante con il Ministero della Giustizia, il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, il Garante nazionale e il terzo settore, con una postura dichiaratamente autonoma rispetto al potere politico.

Il profilo di Ciambriello: garante campano, docente, operatore del sociale
Sannita di nascita, laureato in Teologia, Samuele Ciambriello è garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale in Campania dal 2017, nominato dal Consiglio regionale in successione ad Adriana Tocco.
Operatore del privato sociale, è stato fondatore della cooperativa “L’Agorà” per detenuti e presidente dell’associazione “La Mansarda”, attiva dal 1989 nel sostegno ai minori a rischio e alle comunità di accoglienza.
Docente universitario presso l’Università Suor Orsola Benincasa, scrittore e giornalista, ha fatto della comunicazione e dell’educazione civica due strumenti centrali del proprio mandato, alternando visite quotidiane negli istituti della regione a campagne pubbliche su sovraffollamento, salute mentale in carcere e tutela dei detenuti più fragili.
Dal 2023 ricopre il ruolo di portavoce della Conferenza dei Garanti territoriali a livello nazionale, carica ora confermata per il secondo biennio consecutivo.
«La Costituzione è il baluardo del nostro agire»
Nel messaggio diffuso dopo la votazione, Ciambriello ha voluto innanzitutto ringraziare i colleghi garanti per la fiducia rinnovata, rivendicando il carattere indipendente del ruolo:
«Ringrazio per la fiducia i colleghi. Con spirito di collaborazione, insieme all’intero coordinamento della conferenza lavoreremo per rappresentare collegialmente ed efficacemente la funzione di garanzia che esercitiamo. È la Costituzione il baluardo del nostro agire da Autorità indipendente. La politica aiuta, coopera ma non detta regole alle istituzioni di garanzia, per la difesa delle persone private della libertà personale, non solo in carcere. Con un atteggiamento di dialogo e di relazioni efficaci lavoreremo con, il Ministero della Giustizia, Dap, il Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità, Ufficio del Garante Nazionale e la comunità del terzo settore e dei cappellani delle carceri, insieme alla comunità dei detenenti e dei detenuti».
Parole che tengono insieme due coordinate: da un lato il richiamo al quadro costituzionale, che assegna alle autorità di garanzia un ruolo autonomo rispetto all’esecutivo; dall’altro la necessità di mantenere canali di dialogo efficaci con politica, amministrazioni penitenziarie e società civile, perché i temi della detenzione non restino confinati ai soli addetti ai lavori.
Che cos’è la Conferenza dei Garanti territoriali e cosa fa il portavoce
La Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà è l’organismo che riunisce le figure istituite da regioni, province e comuni – in base alla normativa nazionale e alle leggi regionali – per vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone detenute, internate, sottoposte a trattamenti sanitari obbligatori o ospitate in centri di accoglienza e rimpatrio.
Il Regolamento interno affida al portavoce tre responsabilità principali. Deve convocare l’assemblea almeno tre volte l’anno, coordinando i lavori del tavolo nazionale; presiede il Coordinamento della Conferenza, dove si elaborano posizioni comuni e documenti da sottoporre alle istituzioni; rappresenta la Conferenza all’esterno, nei rapporti con Governo, Parlamento, amministrazioni penitenziarie, Garante nazionale, enti locali e organi di stampa, esprimendo valutazioni e proposte a nome dell’intero organismo.
La riconferma di Ciambriello conferma anche una certa linea di continuità nell’azione della Conferenza: appelli pubblici al Parlamento e al Ministro della Giustizia, interventi sulla necessità di misure strutturali contro il sovraffollamento, prese di posizione sui suicidi in cella e sul ricorso improprio a strumenti come l’isolamento o il trattamento sanitario obbligatorio quando viene utilizzato di fatto come misura di gestione interna.
Il Regolamento, ricorda tuttavia il testo base, tutela l’autonomia di ciascun garante, che può rilasciare dichiarazioni a titolo personale e intrattenere rapporti diretti con soggetti istituzionali per questioni legate al proprio mandato territoriale. Il portavoce, come tutte le cariche della Conferenza, svolge la propria attività a titolo gratuito.


