bagnoli pontile italsider
📍 Napoli

9 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Bagnoli, iniziato l’abbattimento del pontile ex Italsider. Manfredi: «Il cronoprogramma sarà rispettato»

Demolita la Sala Pompe, primo passo della rimozione del pontile centrale ex Italsider. Manfredi: «Più di 200 operai al lavoro, materiali trasportati via mare per ridurre l’impatto». Obiettivo: un’area pubblica liberata dopo la Coppa America.

A Bagnoli è iniziata la fase più simbolica e attesa del processo di rigenerazione: l’abbattimento del pontile centrale dell’ex Italsider. La demolizione della Sala Pompe, struttura in cemento armato situata a 360 metri dalla costa, segna l’avvio di un intervento anticipato per consentire lo svolgimento della 38ª America’s Cup e, successivamente, restituire un tratto di mare alla città.

La Sala Pompe è stata demolita: parte l’abbattimento del pontile ex Italsider

Le operazioni sono iniziate con la caduta della storica Sala Pompe, un massiccio cassone in cemento armato collegato alla terraferma dal vecchio pontile in ferro. I lavori, affidati al gruppo internazionale DEME insieme a Savarese Costruzioni e Iterga Costruzioni Generali, proseguiranno fino alla fine di febbraio.

L’intervento, originariamente programmato tra il 2028 e il 2029, è stato anticipato per garantire uno specchio d’acqua libero in occasione della prossima edizione della America’s Cup, in programma la prossima estate sul litorale flegreo. Al termine delle competizioni, l’area sarà resa interamente fruibile ai cittadini.

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Manfredi: «C’è un cantiere in piena attività, il cronoprogramma sarà rispettato»

Il sindaco di Napoli e commissario straordinario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, ha confermato che la tabella di marcia procede secondo le previsioni:
«C’è un cantiere in piena attività come potete vedere, ci sono più di 200 operai al lavoro. Se il tempo ci aiuta, vedo il cronoprogramma rispettato».

Per minimizzare l’impatto sulla circolazione urbana, Manfredi ha spiegato che il trasporto dei materiali avverrà esclusivamente via mare:
«I materiali edili, invece che arrivare via terra per evitare che passino camion sulla viabilità ordinaria, arrivano via mare grazie alla collaborazione col porto, così da ridurre l’impatto».

La tecnica del capping: «Materiale quasi totalmente inerte, sicurezza assoluta»

Un punto cruciale del progetto riguarda la messa in sicurezza della colmata, tema al centro del dibattito pubblico da anni. Manfredi ha illustrato il metodo utilizzato:
«Si tratta del capping, con posa di tessuti. Il materiale è quasi totalmente inerte e ci sono solo piccolissime aree inquinate. Questo intervento crea un guscio che mette in assoluta sicurezza ed è certificato da tutte le autorità competenti».

Quanto alla possibilità di rimuovere integralmente la colmata, il sindaco ha chiarito l’impraticabilità della proposta:
«Rimuoverla è fantascienza: parliamo di un milione e mezzo di metri cubi, intrasportabile».

Per quanto concerne i sedimenti dragati, ha aggiunto:
«C’è un piano approvato, verrà tutto portato via terra in discariche controllate».

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Gaetano Manfredi

Dopo la Coppa America, l’area diventerà pubblica: «Restituiamo il mare alla comunità»

Le strutture previste per l’evento sportivo saranno temporanee e lasceranno spazio a un’area pubblica destinata alla fruizione dei residenti e dei turisti.
«Le strutture della Coppa America sono temporanee. Dopo l’evento diventerà un’area pubblica a servizio dei cittadini e dei turisti per l’accesso al mare», ha assicurato il sindaco.

Per quanto riguarda la balneabilità, Manfredi ha precisato:
«L’ultimo trattamento in mare verrà fatto quando andranno via le installazioni della Coppa America».

Borgo Coroglio, il nodo più delicato: «Soluzioni per chi vuole restare o lasciare»

Resta aperta la questione di Borgo Coroglio, area che dovrebbe essere liberata per consentire la prosecuzione dei lavori. Il sindaco ha annunciato modifiche al piano originario:
«Stiamo modificando il piano. Prevederà che chi vuole vendere possa farlo e chi è in affitto abbia una soluzione abitativa a canone agevolato. Troveremo una soluzione anche per chi vuole restare».

Una scelta che punta a conciliare esigenze urbanistiche, diritti dei residenti e tempi del grande cantiere di trasformazione.

L’abbattimento del pontile centrale rappresenta un passaggio storico: simbolo del passato industriale e delle ferite ambientali del territorio, si avvia ora verso una trasformazione che punta a restituire mare, spazi e prospettive a un’intera comunità. Bagnoli entra così in una nuova fase, tra cantieri accelerati e la prospettiva di un waterfront finalmente accessibile.

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