Terremoto Montefredane, nuova scossa di magnitudo 3.0 nella notte: scuole chiuse oggi nel comune irpino per consentire le verifiche sugli edifici. Il sindaco rassicura: “Al momento non si registrano danni a persone o cose”, ma la comunità torna a fare i conti con la paura dopo il sisma 4.0 di fine ottobre.
La terra torna a tremare in Irpinia e, ancora una volta, l’epicentro è Montefredane. Un terremoto di magnitudo 3.0 è stato registrato dall’INGV un minuto dopo la mezzanotte di oggi, martedì 9 dicembre, a una profondità di 11 chilometri. La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione. Ciò ha fatto rivivere l’ansia di fine ottobre. Infatti, nella stessa area un sisma di magnitudo 4.0 aveva già portato alla chiusura delle scuole in diversi comuni della provincia di Avellino.
Nelle ore successive il sindaco di Montefredane, Ciro Aquino, ha confermato che non risultano danni a persone o cose. Tuttavia, ha disposto la chiusura degli istituti scolastici per la giornata odierna, in via precauzionale, per consentire le verifiche strutturali sugli edifici.
La scossa nella notte: magnitudo 3.0, epicentro a Montefredane
Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la scossa è stata registrata alle 00:01:23 italiane nel territorio di Montefredane. La magnitudo locale (ML) era pari a 3.0 e l’ipocentro localizzato a 11 chilometri di profondità.
Il terremoto è stato percepito non solo nel comune epicentrale, ma anche in diversi centri vicini dell’Avellinese e in parte del Sannio. Numerosi cittadini hanno segnalato sui social e ai media locali un boato seguito dal movimento del terreno, con particolare intensità ai piani più alti degli edifici.
La magnitudo 3.0 rientra in una fascia di sismicità considerata “moderata”. Tuttavia, è sufficiente a generare paura in un territorio che porta ancora impressa nella memoria collettiva la tragedia del 1980. Nelle ultime settimane, questa area ha sperimentato una nuova sequenza sismica.
La decisione del sindaco: scuole chiuse e contatto immediato con la Prefettura
Nella notte, il sindaco Ciro Aquino ha comunicato di essersi messo subito in contatto con la Prefettura di Avellino, seguendo il protocollo previsto in caso di eventi sismici percepiti dalla popolazione. Contestualmente, ha annunciato la chiusura delle scuole per la giornata di oggi, tramite un’ordinanza a carattere precauzionale.
Nel provvedimento viene specificato che la sospensione delle attività didattiche è finalizzata a permettere le verifiche tecniche di integrità strutturale degli edifici scolastici. Questo servirà a escludere eventuali criticità prima della ripresa delle lezioni. Il sindaco ha inoltre rassicurato i cittadini spiegando che, “al momento, non si registrano danni a persone o cose”, invitando la popolazione alla calma in attesa dei controlli con la luce del giorno.

Il precedente di ottobre: la sequenza sismica tra Montefredane e Grottolella
La scossa di questa notte non arriva nel vuoto. Infatti, tra il 24 e il 25 ottobre 2025, la stessa area, compresa tra Montefredane e Grottolella, era già stata interessata da una sequenza di eventi sismici con una decina di terremoti localizzati dalla Rete Sismica Nazionale. Due gli episodi più significativi: una scossa di magnitudo 3.6 il 24 ottobre e un sisma di magnitudo 4.0 il 25 ottobre, registrato alle 21:49 a una profondità di circa 14 chilometri.
Quell’evento era stato avvertito in gran parte dell’Irpinia e anche nelle province di Napoli, Salerno e Benevento. Questo aveva spinto i sindaci dell’area a chiudere le scuole per consentire le verifiche sugli edifici. Nel frattempo, la Protezione Civile regionale e nazionale attivava controlli diffusi sul territorio.
La nuova scossa di magnitudo 3.0 del 9 dicembre si inserisce dunque in un quadro di sismicità recente che, pur non avendo provocato danni, ha riacceso l’attenzione sul rischio sismico dell’Irpinia.
Irpinia, un territorio abituato a convivere con il rischio sismico
L’Irpinia è uno dei distretti sismici più delicati d’Italia. La memoria va inevitabilmente al terremoto del 23 novembre 1980, quando una scossa di magnitudo 6.9 colpì un’ampia area tra le province di Avellino, Salerno e Potenza. Questo causò 2.734 vittime, migliaia di feriti e danni gravissimi in centinaia di comuni.
Da allora il territorio ha conosciuto interventi di ricostruzione, rafforzamento normativo e una crescente attenzione al tema della prevenzione. Tuttavia, resta strutturalmente vulnerabile. I terremoti degli ultimi decenni – e in particolare quelli delle ultime settimane nell’area di Montefredane – ricordano che il rischio non è un ricordo del passato. È una componente con cui la popolazione è chiamata a convivere, puntando su informazione, manutenzione degli edifici e procedure di emergenza.
Cosa prevedono le verifiche sugli edifici scolastici
La decisione di chiudere le scuole dopo una scossa di magnitudo 3.0 non è soltanto un gesto simbolico. In casi come questo, i tecnici comunali e, quando necessario, i professionisti incaricati effettuano controlli visivi e strumentali. L’obiettivo è verificare l’eventuale presenza di lesioni, fessurazioni, distacchi di intonaco o altri segnali di sofferenza strutturale.
L’ordinanza firmata dal sindaco di Montefredane richiama proprio la necessità di “verifiche tecniche di integrità strutturale degli edifici”. L’obiettivo è garantire che le scuole siano pienamente sicure prima di riaprire.
Si tratta di una procedura ormai consolidata dopo gli eventi sismici in aree ad alta pericolosità. L’attenzione si concentra in particolare sugli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore di norme antisismiche più stringenti, sugli ampliamenti successivi e sui punti critici come giunzioni, travi e tamponature.

Una notte di paura ma senza danni: la risposta della comunità
Dalle prime ore dopo la scossa sono arrivate numerose richieste di informazioni al Comune e ai canali ufficiali di informazione locale. La popolazione, già provata dalle scosse di ottobre, ha reagito con una miscela di paura e consapevolezza, seguendo gli aggiornamenti diffusi dai media e dai profili istituzionali.
I messaggi del sindaco e della Protezione Civile, in linea con quanto riportato dalle principali testate nazionali e locali, hanno ribadito che “non si registrano danni a persone o cose”, confermando che la situazione è monitorata e sotto controllo.
In un territorio che conosce bene il peso della parola “terremoto”, la scelta di chiudere le scuole, mantenere attivo il contatto con la Prefettura e affidarsi alle indicazioni degli esperti rappresenta un segnale di prudenza e di responsabilità.


