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📍 Pastena

5 Dicembre 2025

Redazione Il Campano

Salerno, rissa con tirapugni a Pastena: un minore finisce a processo, messa alla prova per altri due

Rissa con tirapugni a Pastena: un minore va a processo mentre due coetanei accedono alla messa alla prova stabilita dal Tribunale dei Minori

Una rissa violenta avvenuta a Pastena, quartiere orientale di Salerno, torna oggi davanti alla giustizia con un primo esito processuale: un minore andrà a processo, mentre per altri due giovani – entrambi stranieri – è stata disposta la messa alla prova. L’episodio, avvenuto il 29 novembre 2024 nei pressi della chiesa Madonna di Fatima, vide l’uso di un tirapugni cromato e il ferimento di alcuni studenti dell’istituto nautico “Giovanni XXIII”. A distanza di un anno, l’inchiesta della Procura presso il Tribunale dei Minori porta ora alle prime decisioni del Gup, che delineano un quadro complesso di responsabilità, comportamenti impulsivi e dinamiche adolescenziali sfuggite di mano.

La rissa con tirapugni a Pastena: cosa accadde quel 29 novembre

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la rissa scoppiò intorno alle 9 del mattino, quando gruppi di studenti dell’istituto nautico “Giovanni XXIII” e della sede centrale di Torrione Alto si stavano recando al cinema Fatima per un cineforum programmato. In quel contesto, un alterco nato probabilmente per futili motivi degenerò rapidamente in violenza fisica.

Almeno due ragazzi riportarono ferite giudicate guaribili in una settimana, mentre un terzo, colpito nel tentativo di dividere i contendenti, rimediò calci e pugni. L’elemento più grave emerso nelle indagini è la presenza di un tirapugni in ferro cromato, utilizzato da uno dei minori coinvolti per colpire tre coetanei.

Le decisioni del Tribunale dei Minori di Salerno

Il Gup ha stabilito che uno dei protagonisti – un 16enne di Angri – dovrà affrontare un processo a partire dal prossimo aprile. Per altri due ragazzi, un 16enne marocchino e un 15enne siriano, è stata disposta la messa alla prova, con programmi che saranno valutati dal Tribunale a febbraio.

La messa alla prova prevede la sospensione del procedimento penale e un percorso educativo e di responsabilizzazione con l’obiettivo di estinguere il reato, qualora la prova venga superata con esito positivo. Per il ragazzo maggiorenne coinvolto, estraneo all’istituto scolastico, la posizione sarà invece trattata dall’autorità giudiziaria ordinaria.

auto dei carabinieri

Il ruolo del tirapugni e le accuse contestate

La posizione più grave è quella del giovane siriano, accusato non solo di rissa, ma anche di possesso e utilizzo del tirapugni in luogo pubblico. Le indagini della Polizia hanno infatti documentato che lo strumento metallico fu impiegato per ferire tre coetanei, aggravando notevolmente il quadro accusatorio.

Gli altri giovani coinvolti rispondono del reato di rissa, con contestazioni sulla base delle testimonianze raccolte e dei referti medici. Le accuse restano circoscritte ai fatti avvenuti davanti al cinema Fatima e non emergono motivazioni precise che abbiano scatenato lo scontro.

La ricostruzione degli investigatori: telecamere e testimonianze

La Polizia ha ricostruito la vicenda attraverso denunce reciproche, testimonianze di studenti presenti e immagini di videosorveglianza. Le telecamere di alcune attività commerciali limitrofe sono state determinanti per identificare i minori coinvolti e confermare la dinamica concitata degli eventi.

Le indagini hanno anche accertato che l’episodio avvenne prima dell’arrivo dei docenti responsabili del cineforum, in un momento di autonomia degli studenti fuori dall’edificio scolastico.

Il contesto: un episodio di violenza giovanile che interroga la città

La rissa di Pastena non rappresenta un caso isolato nel panorama della violenza giovanile che sta coinvolgendo molte città italiane. La facilità con cui vengono impugnati strumenti potenzialmente letali – come un tirapugni – accende un allarme significativo.

La vicenda ha sollevato preoccupazioni tra docenti e famiglie, richiamando la necessità di un maggiore presidio educativo e di iniziative di prevenzione mirate agli adolescenti.

Le ferite riportate e l’intervento del 118

Dopo lo scontro, due ambulanze del 118 arrivarono sul posto per soccorrere i feriti, che presentavano lesioni lacero-contuse al volto e contusioni multiple. Tutti furono dimessi in giornata, senza conseguenze permanenti, ma l’episodio lasciò una scia di tensione e apprensione tra studenti e genitori.

Le responsabilità ancora da chiarire nel processo

Il processo del 16enne di Angri sarà l’occasione per definire in modo più puntuale i ruoli dei partecipanti. Resta centrale, inoltre, verificare la dinamica iniziale: chi ha provocato chi, quali comportamenti hanno fatto degenerare la situazione e quale ruolo abbia avuto il maggiorenne estraneo alla scuola, indicato da alcuni come possibile innesco della rissa.

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