La morte di Rocco Amato resta avvolta da punti oscuri: il 32enne, deceduto a Barcellona dopo un volo di dieci metri, rientra oggi a Capodichino. Sabato alle 15 le esequie nella chiesa di San Germano Vescovo. La comunità di Francolise si stringe attorno alla famiglia mentre prosegue l’inchiesta.
Francolise si prepara a vivere una giornata di dolore e raccoglimento. La salma di Rocco Amato, il 32enne di Sant’Andrea del Pizzone morto a Barcellona il 22 novembre, rientrerà in Italia nelle prossime ore. Una tragedia che ha scosso un’intera comunità e che ha lasciato aperti interrogativi ancora irrisolti.
Sabato alle 15, nella chiesa di San Germano Vescovo, si terranno i funerali. Ad accogliere il feretro ci saranno i genitori, Sandro e Alba, i familiari e decine di amici arrivati da diversi Paesi europei, testimonianza di una rete affettiva costruita da Rocco negli anni grazie al suo lavoro nel mondo della musica techno e degli eventi internazionali.
Intanto l’inchiesta continua, con l’Italia pronta a fare la sua parte per far luce su quegli ultimi minuti che rimangono ancora avvolti dal mistero.
Il ritorno a casa di Rocco Amato: l’arrivo a Capodichino e il cordoglio di un paese intero
L’aereo con a bordo la salma atterrerà all’aeroporto di Napoli-Capodichino nella serata di domani. Un viaggio doloroso, reso possibile anche grazie alla gara di solidarietà che amici e conoscenti hanno avviato nei giorni successivi alla tragedia: in poche ore sono stati raccolti circa 20mila euro per sostenere la famiglia nelle spese di trasporto e nelle procedure legali avviate sia in Spagna che in Italia.
Francolise si prepara al lutto cittadino. Il sindaco Saturnino Di Benedetto ha scelto di proclamare una giornata di silenzio e partecipazione collettiva: «Rocco era un figlio della nostra terra. Girava il mondo, ma le sue radici erano qui. La sua vita spezzata è una ferita profonda per tutta la comunità», ha dichiarato.
Una vita in movimento: chi era Rocco Amato, il ragazzo che aveva fatto dell’Europa la sua casa
Rocco era uno spirito libero, molto conosciuto nel mondo della musica elettronica. Aveva vissuto tra California, Germania e diversi Paesi europei, collaborando con organizzatori di eventi e locali internazionali. Amava viaggiare e costruire reti umane ovunque andasse, quella “famiglia allargata” che in queste ore si prepara a raggiungere Francolise per salutarlo un’ultima volta.
Chi lo conosceva lo descrive come un giovane generoso, capace di creare legami immediati, con una visione internazionale che lo aveva portato a vivere Barcellona come una seconda casa.

Il “giallo” degli ultimi istanti: il volo di dieci metri e i punti ancora da chiarire
Nonostante la ricostruzione preliminare della Polizia catalana, che tende a considerare l’accaduto un incidente, restano diversi elementi ancora da verificare.
Il 32enne è precipitato da un’altezza di circa dieci metri in un parcheggio. Le autorità iberiche parlano di un possibile momento di distrazione, ipotesi supportata dalle immagini di un video che mostra Rocco camminare rapidamente, telefono in mano, poco prima della caduta.
Ma la famiglia chiede di più. Vuole capire cosa sia successo in quelle ore e se Rocco fosse in condizioni fisiche tali da compromettere lucidità e orientamento.
Le parole della zia Rosanna: “Rocco non stava bene, soffriva di forti mal di testa”
A rilanciare i dubbi è la zia, Rosanna Miraglia, che riferisce un dettaglio ritenuto “cruciale” dai familiari:
«Rocco soffriva di forti mal di testa ultimamente – racconta – e quel giorno un amico lo aveva accompagnato in ospedale».
Secondo questa ricostruzione, i due sarebbero arrivati in una struttura sanitaria, ma l’amico, allontanatosi pochi minuti per mangiare un panino, al ritorno non lo avrebbe più trovato.
Ed è qui che si apre un vuoto temporale ancora inspiegato:
- non esiste traccia di un ingresso formale in ospedale,
- non risulta alcuna visita registrata,
- non è chiaro perché Rocco si sia allontanato o in quali condizioni fisiche e psicologiche si trovasse.
Un nodo che la famiglia considera essenziale per capire se la caduta possa essere stata determinata da uno stato di confusione o malessere.
Le indagini in Italia: lo smartphone di Rocco è nelle mani dei Carabinieri
Uno degli elementi centrali dell’inchiesta diventa ora lo smartphone del 32enne, recuperato e consegnato in Italia ai Carabinieri. Sarà necessario sbloccarlo e analizzarne dati, messaggi, comunicazioni e geolocalizzazioni per ricostruire gli spostamenti di Rocco nelle ore precedenti alla morte.
Le indagini italiane procedono parallelamente a quelle in corso in Spagna, con l’obiettivo di chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o se emergano altri elementi da approfondire.
Comunità sconvolta e dolore collettivo: un addio che chiama verità
Francolise si prepara ad accogliere il feretro nel silenzio di una comunità che non riesce a darsi pace. Rocco era tornato più volte a casa negli anni, mantenendo un rapporto strettissimo con i genitori e con il suo paese, nonostante la vita nomade che amava.
Sabato il paese si fermerà. E mentre l’Italia e la Spagna cercano risposte, resta la voce di una comunità che chiede giustizia, trasparenza e verità.


