Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

25 Novembre 2025

Angela Capasso

Vincenzo De Luca guarda al futuro: «Non vado in pensione». La lista “A testa alta” vola e l’ex governatore pensa a Salerno

Le mosse future di Vincenzo De Luca dopo le elezioni in Campania e il risultato della lista “A testa alta”

La vittoria del campo largo guidato da Roberto Fico non coincide con il ritiro dalla scena politica di Vincenzo De Luca. L’ex presidente della Regione Campania, pur restando in disparte durante la giornata elettorale e nelle ore immediatamente successive all’annuncio del nuovo governatore, continua a fare sentire il proprio peso politico. La sua lista “A testa alta”, erede della storica “De Luca Presidente”, ottiene un risultato significativo, conquistando seggi determinanti nelle province di Napoli, Caserta e Salerno. Un successo che conferma l’influenza ancora forte del governatore uscente, mentre si moltiplicano le ipotesi su un suo imminente ritorno a Salerno, la città da cui è partito il suo lungo percorso istituzionale.

Il silenzio strategico del giorno dopo: un passo indietro solo apparente

De Luca non partecipa al momento pubblico della vittoria della coalizione, né commenta a caldo il risultato. Nessuna uscita, nessuna dichiarazione, nessun intervento in comitato. Una scelta che molti interpretano come un passo d’addio, ma che, osservando i movimenti delle ultime settimane, appare piuttosto un atto di prudenza in vista di una nuova fase politica.

Il voto espresso in anonimato nel cuore di Salerno e l’assenza da riflettori e telecamere raccontano di una fase di transizione, non di un addio. Ai suoi collaboratori De Luca è stato chiaro: non è pronto ad andare in pensione. E l’esito elettorale della sua lista gli consegna una base solida da cui ripartire.

La lista “A testa alta”: un successo costruito su candidature forti

Il risultato ottenuto dalla lista “A testa alta” è uno dei dati più significativi delle elezioni regionali. Nata sulle ceneri della lista “De Luca Presidente”, rappresenta la continuità politica del governatore uscente.

Il successo è evidente soprattutto in tre province: Napoli, Caserta e Salerno, dove la lista raggiunge percentuali tra l’8 e il 9%, posizionandosi subito dopo il Partito Democratico. Un risultato frutto di un lavoro di selezione accurata dei candidati e della capacità di De Luca di mantenere un radicamento territoriale molto forte.

Nomi come Lucia Fortini, Carmine Mocerino, Gennaro Oliviero, Antonio Cerrato e Luca Cascone confermano una squadra elettoralmente solida, in grado di attrarre consenso trasversale. L’unica provincia in cui la lista non sfonda è Benevento, dove il peso di Clemente Mastella e della lista “Fico Presidente” frena la crescita.

a testa alta con de luca

Il futuro di De Luca: il ritorno a Salerno come ipotesi più concreta

La domanda che domina il dibattito politico è solo una: cosa farà De Luca ora?
Dalle ricostruzioni e dai segnali osservati negli ultimi mesi, l’ipotesi più probabile è il suo ritorno a Salerno come candidato sindaco nel 2026. Una scelta che riporterebbe l’ex presidente nella città che ha amministrato per quasi vent’anni e che considera ancora la sua “casa politica”.

Da settimane, infatti, circola l’idea di un ritorno al vertice di Palazzo Guerra. E un suo slogan pronunciato nei giorni scorsi — «Salerno fatti bella» — suona a molti come un messaggio chiaro: un richiamo affettivo e politico al suo principale laboratorio amministrativo.

Il nodo, ora, è il timing. L’attuale sindaco Enzo Napoli potrebbe completare il mandato fino al 2026, ma non è escluso che possa lasciare prima, aprendo la strada a un commissariamento e a elezioni anticipate già nella primavera 2026. Una finestra perfetta per il rientro dell’ex governatore.

L’ipotesi assessorato regionale: un’opzione poco credibile

C’è anche chi ipotizza un ingresso nella giunta regionale di Fico. Un’ipotesi che però, secondo ricostruzioni, non entusiasma De Luca.

Per più di un decennio è stato il centro nevralgico della politica campana: appare difficile immaginare un suo ritorno a Santa Lucia in un ruolo non apicale. Inoltre, resta da capire se nella nuova squadra ci sia chi sia disposto a “offrirgli” un assessorato e, soprattutto, se De Luca avrebbe interesse ad accettarlo.

Questa pista appare quindi debole e poco allineata alla sua personalità politica, da sempre improntata a ruoli di guida e non di retrovia.

Vincenzo De Luca
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De Luca e il suo futuro ruolo nel centrosinistra regionale e nazionale

Il peso politico dell’ex governatore non è destinato a dissolversi. I voti raccolti dalla sua lista e il ruolo che ha avuto nella costruzione del campo largo fanno di lui un attore ancora fondamentale sia nella dinamica campana sia nello scacchiere nazionale del centrosinistra.

La vittoria di Roberto Fico e quella parallela di Antonio Decaro in Puglia aprono un nuovo ciclo per l’area progressista. In questo scenario, De Luca potrebbe assumere un ruolo di riferimento nella costruzione di una piattaforma meridionale in vista delle prossime politiche.

La fase che si apre ora è una fase di attesa e di definizione dei nuovi equilibri. Ma una cosa appare certa: De Luca non si ritira, e la Campania — e Salerno — torneranno al centro delle sue scelte politiche.

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