Le dichiarazioni di Piero De Luca dopo la vittoria di Roberto Fico nuovo presidente della Regione Campania
La vittoria di Roberto Fico alla guida della Regione Campania non ha soltanto ridisegnato gli equilibri politici del territorio. Per il Partito Democratico, rappresentato dal suo segretario regionale Piero De Luca, segna l’inizio di una fase nuova, che supera la dimensione locale per collocarsi in un quadro nazionale sempre più competitivo. In una nota diffusa dopo i risultati, De Luca rivendica la solidità del campo largo, il lavoro svolto negli ultimi dieci anni dall’amministrazione regionale uscente e il segnale politico proveniente contemporaneamente da Campania e Puglia.
La sua è una dichiarazione ad alto contenuto politico, che colloca il successo di Fico dentro una strategia più ampia in vista delle elezioni politiche del 2027.
«Abbiamo vinto»: la soddisfazione dei democratici
Piero De Luca non usa giri di parole. «Abbiamo vinto! Siamo molto soddisfatti», afferma, sottolineando come l’esito delle urne confermi il radicamento del centrosinistra sul territorio e la forza del progetto progressista presentato ai cittadini.
La vittoria di Roberto Fico, definita «netta», viene interpretata come una conferma del buon governo regionale degli ultimi dieci anni. Secondo De Luca, l’elettorato ha riconosciuto «il lavoro politico e amministrativo svolto», premiando un modello che ha saputo mantenere una linea coerente sulle principali priorità del territorio: sanità, infrastrutture, politiche sociali, lotta alle disuguaglianze, gestione dei fondi europei.

Il significato politico del voto: unità e campo largo
Una parte rilevante della dichiarazione del segretario dem riguarda il metodo politico che ha portato alla vittoria.
«Una vittoria netta che premia lo sforzo unitario del Partito Democratico e dell’intera coalizione progressista», afferma De Luca.
Nelle ultime settimane di campagna elettorale, il dialogo tra PD, M5S, AVS, liste civiche e forze moderate ha rappresentato uno degli elementi centrali della strategia del campo largo. Per il segretario regionale, la prova di compattezza dimostrata in Campania costituisce la base per costruire una proposta politica nazionale alternativa alla destra.
Il richiamo all’unità non è solo celebrativo: De Luca lo interpreta come un investimento in prospettiva. «La strada è quella giusta», ribadisce.
Il messaggio che arriva da Sud: Campania e Puglia protagoniste
Il risultato ottenuto da Fico si somma all’affermazione di Antonio Decaro in Puglia, elemento che De Luca interpreta come un segnale politico forte a livello nazionale.
«Dalla Campania e dalla Puglia arriva un messaggio chiaro di opposizione a un governo di destra che ha fortemente politicizzato la competizione», afferma.
Il segretario dem parla di «governo nemico del Mezzogiorno», riferendosi alle politiche economiche, ai tagli denunciati negli ultimi mesi da più amministrazioni meridionali e al tema dell’autonomia differenziata, percepito come un rischio per la coesione nazionale.
Il Sud, in questa lettura, torna ad essere un laboratorio politico capace di orientare gli equilibri nazionali, non solo un terreno di scontro elettorale.

La critica al governo Meloni e la questione meridionale
Nel suo intervento, De Luca non risparmia critiche all’esecutivo nazionale.
Secondo il segretario regionale, la destra ha «fortemente politicizzato la competizione», trasformando la Campania in un terreno di confronto diretto con il centrosinistra. Una scelta che, a suo avviso, non ha pagato.
Il riferimento a un «governo nemico del Mezzogiorno e dannoso per l’intero Paese» richiama una serie di temi che hanno caratterizzato il dibattito degli ultimi mesi: l’autonomia differenziata, la gestione del PNRR, i fondi di coesione, la sanità territoriale, la distribuzione delle risorse per i servizi pubblici.
Per De Luca, la risposta degli elettori dimostra che il Sud «non si riconosce nelle politiche nazionali dell’esecutivo» e chiede un modello differente.
Il ringraziamento ai candidati nelle altre regioni
Il segretario regionale dedica anche un passaggio al Veneto, dove Giovanni Manildo, candidato del campo progressista, non ha ottenuto la vittoria ma ha mostrato — secondo De Luca — «generosità nell’impegno profuso».
Un riferimento che inserisce il voto campano in una cornice più ampia, in cui i risultati delle tre regioni al voto vengono letti come indicatori del clima politico nazionale.
Il futuro: la corsa verso le Politiche 2027
L’ultimo segmento della dichiarazione guarda avanti.
«Dal risultato di queste elezioni regionali parte la sfida per costruire un’alternativa di governo credibile e seria alla destra a livello nazionale», afferma il segretario del PD Campania.
Il voto del 2025, in questa lettura, non è un punto di arrivo ma il primo tassello di un percorso che il Partito Democratico e le forze progressiste intendono consolidare nei prossimi due anni.
La prospettiva è chiara: lavorare affinché l’esperienza del campo largo possa diventare la base per una coalizione nazionale competitiva nel 2027.
Le parole di Piero De Luca restituiscono il senso politico della vittoria di Fico: non soltanto un cambio di guida regionale, ma un segnale lanciato a livello nazionale. La Campania diventa così uno dei centri nevralgici di una stagione politica che mira a ricomporre il centrosinistra e rilanciare il ruolo del Mezzogiorno nella costruzione di un’alternativa di governo.


