Impresentabili nelle elezioni Regionali in Campania, la Commissione Antimafia segnala otto candidati non conformi al codice di autoregolamentazione: quattro in Campania e quattro in Puglia.
Sono otto i candidati ritenuti “impresentabili” dalla Commissione parlamentare antimafia in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025.
Il giudizio deriva dalle verifiche sull’osservanza del codice di autoregolamentazione, che stabilisce criteri di moralità pubblica e di trasparenza per gli aspiranti consiglieri regionali.
Le regioni interessate sono Campania e Puglia, mentre nessun caso è stato segnalato in Veneto.

Campania: quattro segnalazioni tra centrodestra e campo largo
In Campania, la Commissione ha individuato quattro candidati non conformi ai principi del codice.
Tre di loro appartengono alle liste che sostengono Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione; uno, invece, figura tra i nomi del campo largo che sostiene Roberto Fico.
I nomi segnalati in Campania:
- Maria Grazia Di Scala, candidata per Casa Riformista, schieramento a sostegno di Roberto Fico.
- Davide Cesarini, candidato con la Democrazia Cristiana di Rotondi, coalizione pro-Cirielli.
- Luigi Pergamo, lista Pensionati-Consumatori, coalizione pro-Cirielli.
- Pierpaolo Capri, lista Udc, sempre a sostegno di Cirielli.
La Commissione Antimafia ha specificato che le segnalazioni non equivalgono a condanne, ma si basano sulla mancata conformità ai criteri etici fissati nel codice, che impone di escludere dalle candidature persone coinvolte in procedimenti penali o sottoposte a misure di prevenzione.

Le verifiche della Commissione Antimafia
La Commissione parlamentare antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, effettua regolarmente un’analisi preventiva delle candidature alle elezioni regionali e comunali per verificare la presenza di persone condannate, rinviate a giudizio o sottoposte a misure di prevenzione per reati di particolare gravità, come quelli di natura mafiosa, corruzione o traffico illecito di rifiuti.
I dati vengono raccolti attraverso la collaborazione con Prefetture, Ministero della Giustizia e Ministero dell’Interno, con l’obiettivo di segnalare ai partiti eventuali anomalie prima del voto.
I Comuni sotto osservazione: Caivano, Monteforte Irpino, Acquaro e Capistrano
Oltre alle elezioni regionali, la Commissione ha individuato altri nominativi “impresentabili” nelle liste per le amministrative in alcuni Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose.
Tra questi:
- Caivano e Monteforte Irpino in Campania,
- Acquaro e Capistrano in Calabria.
Questi casi confermano la perdurante attenzione dell’Antimafia verso territori a rischio, dove le ingerenze della criminalità organizzata possono compromettere la libera espressione del voto e la correttezza della competizione politica.
Un monito alla trasparenza
La Commissione ha ribadito che l’obiettivo delle verifiche non è quello di sostituirsi alla magistratura. Fornire altresì ai cittadini informazioni chiare sulla trasparenza dei candidati.
Il presidente Colosimo ha ricordato che il codice di autoregolamentazione “rappresenta un impegno etico” per i partiti e che la presenza di candidati non conformi “non è compatibile con la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche”.


