crisi idrica Solofra
crisi idrica Solofra
📍 Solofra

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Solofra, crisi idrica in Irpinia: portata in calo al pozzo San Francesco, autobotti per le famiglie

In Irpinia la siccità fa sentire i suoi effetti: la portata del pozzo San Francesco cala di cinque litri al secondo. Attivato un servizio straordinario di autobotti e sospensioni per le utenze industriali.

A Solofra, nel cuore dell’Irpinia, la crisi idrica torna a farsi sentire con forza.
La portata del pozzo San Francesco si è ridotta da 15 a 10 litri al secondo, costringendo l’amministrazione comunale guidata da Nicola Moretti e la società Solofra Servizi a mantenere attivo il servizio straordinario di autobotti in supporto alle famiglie più colpite.

Una situazione che riflette gli effetti del prolungato periodo di siccità e dell’abbassamento della falda acquifera, un fenomeno che sta coinvolgendo gran parte della provincia di Avellino.

Le zone più colpite

Secondo i monitoraggi condotti dalla Solofra Servizi, la crisi si concentra nelle aree più alte della città, dove la pressione idrica si abbassa sensibilmente nelle ore di punta.
Le zone più interessate sono:

  • Pastena
  • Via Felice De Stefano (centro)
  • Panoramica Turci
  • Frazione Sant’Andrea (località Fontanelle)

In alcune aree l’acqua manca per oltre 12 ore consecutive, mentre in altre si registrano cali solo in determinate fasce orarie.

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Acqua che scorre dal rubinetto

Le cause: falda in calo e cambiamenti climatici

L’avvocato Duilio Schiazza, responsabile della Solofra Servizi, ha chiarito che le difficoltà non derivano da guasti tecnici, ma da un abbassamento naturale della falda acquifera.

“La Solofra Servizi non effettua alcuna chiusura volontaria della fornitura. La riduzione è dovuta alla magra stagionale e alla scarsità di piogge”, spiega Schiazza.

Negli anni scorsi il fenomeno si manifestava tra giugno e dicembre, ma il 2025 ha segnato un autunno insolitamente secco, con piogge quasi assenti e temperature sopra la media, fattori che hanno aggravato la crisi idrica.

Autobotti e turnazioni per garantire l’acqua ai cittadini

Per mitigare i disagi, il Comune di Solofra ha messo in campo autobotti mobili nei punti strategici della città, soprattutto nelle aree più colpite.
Il servizio straordinario rimarrà attivo fino al completo rientro delle criticità e fino all’attivazione del nuovo pozzo Turci, attualmente in fase di collegamento in località Madonna della Neve.

Le famiglie hanno imparato a gestire meglio la scarsità, organizzandosi con scorte domestiche e serbatoi d’accumulo, ma la situazione resta delicata.

Ordinanza idropotabile: stop notturno alle aziende

Per fronteggiare la crisi, il sindaco Nicola Moretti ha firmato anche quest’anno l’ordinanza per crisi idropotabile, che prevede la sospensione temporanea della fornitura idrica alle utenze industriali nelle ore serali (dalle 19 alle 6).

Le aziende sono state divise in due gruppi:

  • Gruppo A: lunedì, mercoledì e venerdì
  • Gruppo B: martedì, giovedì e sabato

Il provvedimento resterà in vigore fino al 31 gennaio 2026, con l’obiettivo di garantire maggiore disponibilità d’acqua alle utenze civili, in particolare nelle zone alte del territorio.

“La riduzione dei consumi produttivi servirà a limitare i disagi dei cittadini”, ha dichiarato Moretti.

Verso nuovi pozzi e investimenti sulle reti

Il Comune e la Solofra Servizi stanno valutando la realizzazione di un nuovo pozzo qualora le indagini geologiche confermassero la presenza di nuove risorse idriche.
In parallelo, si attende lo sblocco dei finanziamenti regionali e PNRR per l’ammodernamento di reti e serbatoi.

Uno dei progetti più urgenti riguarda la riattivazione dei pozzi industriali sequestrati per la presenza di tetracloroetilene.
Una volta bonificati e dotati di filtri a carboni attivi, potranno essere destinati all’uso industriale, separando definitivamente la rete produttiva da quella civile.

L’intervento di Luigi Guacci

Sulla crisi è intervenuto anche Luigi Guacci, ex presidente della Solofra Servizi, che ha ricordato come la situazione attuale sia l’effetto di un ritardo negli interventi strutturali.

“La carenza idrica è di origine naturale, ma se il processo di dissequestro dei pozzi industriali fosse stato completato, oggi la pressione sulle reti civili sarebbe minore”, ha spiegato Guacci.

L’ex dirigente ha inoltre sottolineato la necessità di un piano di revisione complessivo della rete idrica comunale, soggetta a frequenti dispersioni e guasti.

Il contesto regionale: l’Irpinia in sofferenza

La crisi idrica che interessa Solofra si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutta l’Irpinia.
Il progressivo calo delle sorgenti e le reti obsolete stanno mettendo in difficoltà diversi comuni.
La Regione Campania ha annunciato 71 milioni di euro di investimenti per reti idriche e fognarie, ma i tempi di attuazione restano lunghi.

Nel frattempo, i cittadini devono convivere con un’emergenza che rischia di diventare strutturale.

La situazione di Solofra è il simbolo di una crisi idrica che tocca l’intera Irpinia: un problema che non può più essere gestito solo con ordinanze e autobotti.
Servono interventi strutturali, nuove infrastrutture e una politica di gestione sostenibile delle risorse idriche, per garantire a cittadini e imprese un futuro meno precario.

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