arrestato Bonito
📍 Villaricca

7 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Villaricca, minacce dal carcere alla sorella: la denuncia di Francesco Emilio Borrelli

Dopo anni di violenze fisiche e psicologiche, una donna continua a vivere nel terrore nonostante l’aggressore sia in carcere. Borrelli: “È inaccettabile, lo Stato deve intervenire”.

La violenza domestica è quella che lascia le ferite più profonde, soprattutto quando arriva da chi dovrebbe proteggere.
È la storia di una donna di Villaricca, da anni vittima delle aggressioni e minacce del fratello, un uomo già noto alle forze dell’ordine e oggi detenuto in carcere, ma ancora capace di terrorizzare la famiglia.
A denunciare l’ennesimo episodio di violenza è il deputato dell’Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto l’appello disperato della vittima.

Anni di violenze e paura

Il dramma familiare non è recente.
La donna era già stata brutalmente aggredita lo scorso anno a Secondigliano, quando il fratello l’aveva investita con uno scooter e poi picchiata violentemente.
Secondo il referto medico, le lesioni riportate erano guaribili in sette giorni, ma il trauma psicologico non ha mai smesso di pesare sulla vittima.
Nonostante la detenzione dell’aggressore, l’incubo non è finito.

Minacce dal carcere con un telefono cellulare

Oggi la donna e il padre vivono ancora nel terrore: secondo quanto denunciato, il fratello riuscirebbe a comunicare dal carcere attraverso un telefono cellulare detenuto illegalmente, con il quale avrebbe lanciato pesanti minacce di morte.
Un fatto che, sottolinea Borrelli, “è gravissimo e inaccettabile”.
Il parlamentare ha chiesto un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) per sequestrare il dispositivo e isolare il detenuto, al fine di impedire ulteriori contatti con i familiari.

Borrelli: “Lo Stato deve proteggere le vittime”

“Ricevere minacce di morte direttamente dal carcere – ha dichiarato Borrelli – dimostra che il sistema non tutela abbastanza le vittime.
Serve un segnale forte: non si può permettere che chi è in cella continui a seminare terrore”.
Il deputato ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare, chiedendo più controlli nelle strutture penitenziarie e misure di protezione più efficaci per le vittime di violenza domestica.

Francesco Emilio Borrelli
Francesco Emilio Borrelli

Violenza domestica e tutela delle vittime in Campania

Il caso di Villaricca è solo l’ennesimo episodio che riporta l’attenzione sul problema della violenza familiare, una piaga che continua a colpire in modo trasversale, spesso all’interno delle mura domestiche.
Secondo i dati ISTAT, oltre il 30% delle donne campane ha subito, nel corso della vita, una forma di violenza fisica o psicologica da parte di un familiare.
Molte di loro vivono in una condizione di paura continua, aggravata da minacce, persecuzioni e abusi economici.

Quando la violenza non si ferma con l’arresto

Il caso di questa donna dimostra come, in alcuni contesti, la detenzione del carnefice non basti a interrompere il ciclo di violenza.
Le minacce provenienti dal carcere, infatti, rappresentano una nuova forma di intimidazione, resa possibile dall’uso illegale di dispositivi mobili.
Gli esperti chiedono l’introduzione di sistemi di blocco elettronico delle comunicazioni e un monitoraggio costante delle celle, per impedire che simili episodi si ripetano.

La richiesta di un segnale forte dello Stato

“Le vittime devono sentirsi tutelate e protette – ha aggiunto Borrelli – non abbandonate nella paura.
È necessario che la giustizia sia rapida e che venga garantita l’incolumità di chi ha trovato il coraggio di denunciare”.
La speranza della donna di Villaricca, come di tante altre, è che la sua voce non resti inascoltata e che il suo caso diventi un punto di svolta per la tutela delle vittime di violenza familiare.

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