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📍 Eboli

7 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Eboli, al via il processo per la morte del piccolo Francesco Pio: imputati i proprietari dei due pitbull

Si apre il procedimento a carico dei due proprietari, accusati di omicidio colposo per omessa custodia degli animali. Il piccolo Francesco Pio, di 13 mesi, morì nel giardino di casa.

Si è aperto presso il Tribunale di Salerno il processo a carico dei proprietari dei due pitbull che, nell’aprile del 2024, aggredirono e uccisero il piccolo Francesco Pio, un bimbo di soli 13 mesi.
La vicenda, che aveva profondamente scosso la comunità di Eboli, torna oggi in aula con l’accusa di omicidio colposo in concorso per omessa custodia di animali.

Gli imputati e le accuse

Sul banco degli imputati siedono Gaia Sabato e Fabio Fiorillo, originari di Battipaglia ma residenti a Eboli.
Secondo la Procura di Salerno, i due – difesi dagli avvocati Daniele Olivieri e Alfonso Criscuolo – avrebbero agito con negligenza e imprudenza, lasciando incustoditi i due cani, Pablo e Totò, noti per la loro aggressività.
L’accusa ritiene che i proprietari fossero pienamente consapevoli della pericolosità degli animali, già protagonisti, un mese prima della tragedia, dell’uccisione di un altro cane.

Il dramma nel giardino di casa

L’aggressione si verificò nel giardino dell’abitazione degli imputati, a pochi passi dalla marina di Eboli.
Quel giorno i cani erano stati affidati alla madre del bambino e ai due zii, persone che, secondo l’accusa, non erano in grado di gestire in sicurezza gli animali.
I pitbull, usciti improvvisamente dal locale in cui venivano abitualmente rinchiusi, attaccarono il piccolo Francesco Pio, che in quel momento si trovava tra le braccia di uno zio.

Le ferite e l’autopsia: morte sul colpo

L’aggressione fu devastante: il bimbo riportò traumi multipli e gravi lesioni interne.
Secondo il referto autoptico, la morte fu immediata, causata da una frattura della colonna vertebrale dovuta ai morsi ricevuti alla nuca.
I tentativi disperati dei familiari di allontanare i cani si rivelarono inutili.

Il pitbull di Eboli
Il pitbull di Eboli

Il ruolo dei familiari e i punti ancora da chiarire

Uno degli aspetti centrali del processo riguarda la dinamica della custodia degli animali in quel momento.
La difesa sostiene che la responsabilità vada condivisa tra i presenti, mentre l’accusa punta il dito contro i proprietari per non aver adottato misure adeguate nonostante la comprovata pericolosità dei due pitbull.
Il giudice Di Filippo, della terza sezione penale del Tribunale di Salerno, ha ammesso le prove e accolto la costituzione di parte civile della madre del piccolo, rappresentata dall’avvocato Vittorio Schettino.

Un processo complesso e dal forte impatto emotivo

Il dibattimento si preannuncia lungo e delicato.
La tragedia di Francesco Pio aveva suscitato profonda commozione in tutta la Campania, con manifestazioni di solidarietà e una fiaccolata organizzata dagli abitanti di Eboli per ricordare il bambino.
Il Comune proclamò il lutto cittadino il giorno dei funerali.

La responsabilità dei proprietari di animali

Il caso riporta al centro il tema della responsabilità penale dei proprietari di animali, in particolare di razze potenzialmente pericolose.
Il Codice penale (articolo 672) punisce l’omessa custodia e il mancato controllo, ma in presenza di esiti letali come questo, l’ipotesi di omicidio colposo diventa inevitabile.
Le autorità ribadiscono la necessità di formazione, rispetto delle regole e prevenzione per evitare che tragedie simili possano ripetersi.

Un dolore ancora vivo nella comunità di Eboli

A più di un anno dai fatti, la città di Eboli non ha dimenticato il piccolo Francesco Pio.
Familiari, amici e cittadini attendono ora che la giustizia faccia il suo corso, restituendo verità e responsabilità a una vicenda che resta una delle più drammatiche e simboliche del Salernitano.

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