Piero De Luca M5S Campania
Piero De Luca

6 Novembre 2025

Angela Capasso

Piero De Luca apre al M5S: «Un alleato serio». Ma il campo largo in Campania resta un terreno minato

Piero De Luca, segretario del Pd campano, parla di “alleanza seria” con il Movimento 5 Stelle per le Regionali, ma le tensioni nel campo largo restano evidenti.

Un’alleanza “seria e responsabile”. Così Piero De Luca, segretario regionale del Partito Democratico in Campania e deputato del Pd, definisce il nuovo rapporto con il Movimento 5 Stelle. In un’intervista concessa a la Repubblica, il figlio del governatore uscente Vincenzo De Luca ha ribadito che il “campo largo” tra progressisti e M5S rappresenta «un pezzo fondamentale del cantiere nazionale per l’alternativa alla destra».
Un’apertura che segna una svolta, almeno sul piano politico, in una regione dove le distanze tra i due partiti erano sembrate per anni insanabili.

«Il M5S è un alleato serio»: la nuova linea del Pd campano

«Il Movimento 5 Stelle è un alleato serio. C’è stato un lavoro responsabile che ha portato tutte le forze di opposizione a condividere un programma per guidare la seconda regione d’Italia», ha dichiarato Piero De Luca.
«Abbiamo messo da parte divergenze e diffidenze del passato nell’interesse dei cittadini. Vogliamo rilanciare un progetto che consolidi i risultati ottenuti e ponga nuovi obiettivi».

Le parole del deputato campano tracciano la direzione strategica del Pd in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre, con la candidatura di Roberto Fico a capo della coalizione di centrosinistra.

Dalla rottura al dialogo: la difficile riconciliazione

L’intesa tra Pd e M5S in Campania è il frutto di mesi di trattative e compromessi, ma non cancella il passato recente.
Basti ricordare gli scontri tra Vincenzo De Luca e i pentastellati durante le scorse legislature, quando l’allora governatore non risparmiava frecciate e toni provocatori nei confronti dei rappresentanti M5S, a partire da Valeria Ciarambino, oggi candidata al consiglio con il Psi.

Oggi, però, la nuova linea politica impone collaborazione e sintonia programmatica, seppure non senza tensioni.

Il peso politico di Piero De Luca

Con la leadership regionale del Pd saldamente nelle sue mani, Piero De Luca si propone come figura di raccordo tra Roma e Napoli, impegnato a tenere unita una coalizione ampia e fragile.
La sua visione è chiara: il “campo largo” non è solo un’alleanza elettorale, ma una piattaforma per costruire un’alternativa di governo credibile a livello nazionale.

«Un pezzo del cantiere nazionale per l’alternativa alla destra passa da qui», ha ribadito.

Una dichiarazione che sottolinea l’ambizione di trasformare la sfida campana in un banco di prova per l’intero centrosinistra italiano.

Il passato che pesa: da nemici a partner di coalizione

Resta tuttavia il nodo politico più evidente: la trasformazione del M5S da oppositore a partner.
Per anni il movimento ha accusato De Luca senior di cattiva gestione e clientelismo, mentre il governatore rispondeva con toni ironici e provocatori.
Oggi quelle stesse forze si trovano a condividere un progetto politico che mira alla continuità amministrativa, con Fico come volto del nuovo corso.

Un cambio di rotta che rischia di spiazzare parte dell’elettorato, ancora diffidente verso un’alleanza percepita come tattica più che ideale.

Le crepe nel campo largo

Nonostante le dichiarazioni di unità, il campo largo in Campania mostra già segni di frammentazione interna.
Alcuni candidati al consiglio regionale, appartenenti a liste civiche e minori, spingono contro la leadership di Fico, alimentando tensioni che rendono il progetto più fragile del previsto.
Inoltre, il malcontento di alcuni esponenti deluchiani per l’alleanza con i 5 Stelle continua a emergere sottotraccia, minacciando la compattezza della coalizione.

Un test decisivo per il centrosinistra

Le elezioni regionali campane saranno, dunque, un test cruciale per il futuro del centrosinistra e per la capacità di Pd e M5S di convivere non solo nei programmi, ma anche nelle urne.
Se l’alleanza dovesse reggere, rappresenterebbe il primo passo concreto verso una piattaforma nazionale comune; in caso contrario, la Campania rischierebbe di diventare il simbolo della difficoltà strutturale del campo largo.

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