Baretti di Napoli
I baretti di Napoli
📍 Napoli

5 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Movida Napoli, arriva la stretta: stop agli alcolici dopo le 22 e locali chiusi a mezzanotte e mezza

Firmata dal sindaco Gaetano Manfredi la nuova ordinanza emergenziale che impone limiti severi in via Cisterna dell’Olio, piazza Bellini e dintorni. Validità: 60 giorni.

Linea dura – almeno sulla carta – contro il caos della movida napoletana.
Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato la nuova ordinanza emergenziale che stabilisce limiti rigidi alla vendita di alcolici e agli orari di apertura dei locali nel cuore del centro storico, in particolare tra via Cisterna dell’Olio, via Domenico Capitelli e le traverse adiacenti.

Una misura attesa e inevitabile: il Tribunale amministrativo regionale (Tar) aveva concesso al Comune 30 giorni per intervenire sull’inquinamento acustico, pena l’arrivo di un commissario ad acta.

Le origini del provvedimento

L’ordinanza non è un episodio isolato, ma l’ultimo capitolo di una lunga battaglia legale e politica che coinvolge Palazzo San Giacomo, i residenti e i gestori dei locali.

Il Comune di Napoli, ritenuto “proprietario dei suoli” da cui proviene il disturbo acustico, è stato condannato dal tribunale a risarcire 1,2 milioni di euro agli abitanti di vico Quercia e piazza Bellini, esasperati da anni di notti insonni e musica a tutto volume.

A settembre, la giunta aveva tentato di approvare una delibera consiliare per regolamentare la movida, ma le divisioni interne alla maggioranza avevano bloccato tutto.
L’unica via rimasta era quella dell’ordinanza sindacale, che non necessita di voto in aula ma ha una validità temporanea di 60 giorni.

Gaetano Manfredi
Gaetano Manfredi

Cosa prevede la nuova ordinanza

Il provvedimento, pubblicato il 1° novembre 2025, introduce una serie di misure restrittive per contrastare il degrado e riportare ordine nelle aree più problematiche del centro:

  • Divieto di asporto: stop alla vendita di bevande alcoliche e analcoliche per asporto dalle 22:00 alle 6:00 del mattino successivo.
  • Chiusura anticipata: i locali dovranno abbassare le serrande entro le 00:30 dalla domenica al giovedì e all’1:30 il venerdì e il sabato.
    È prevista una tolleranza di 30 minuti per sistemare gli spazi e garantire l’uscita ordinata dei clienti.
  • Controlli intensificati: il Comune promette un monitoraggio acustico costante e l’aumento delle pattuglie di controllo, in coordinamento con la Polizia Locale e la Prefettura.

Le zone interessate comprendono:
Via Domenico Capitelli, Vico Quercia, Vico II Quercia, Via Nina Moscati, Via Cisterna dell’Olio, Vico II e III Cisterna dell’Olio.

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Le motivazioni: tra diritto al riposo e vita notturna

Secondo Palazzo San Giacomo, l’obiettivo dell’ordinanza è “trovare un equilibrio tra il diritto alla socialità e quello al riposo”, in una città che vuole restare viva e accogliente ma più rispettosa dei suoi abitanti.

Un equilibrio difficile da raggiungere in quartieri dove il turismo e la movida hanno trasformato la quotidianità dei residenti.

Le reazioni: scontro tra residenti e commercianti

Le reazioni non si sono fatte attendere.
Da una parte, i gestori dei locali denunciano una “stretta punitiva” che rischia di far crollare gli incassi.

Un provvedimento temporaneo in attesa di una riforma strutturale

L’ordinanza avrà validità per due mesi, ma non risolve il problema alla radice.
Come spiega Pasquale Esposito, presidente della Commissione Legalità, l’obiettivo è arrivare entro l’inizio del 2026 a un provvedimento strutturale che disciplini la movida in modo organico su più aree della città.

Per riuscirci, sarà necessario approvare un Piano Regionale del Commercio, che stabilisca regole uniformi per tutto il territorio urbano, dagli orari alle licenze fino ai controlli.

Le zone rosse della movida

Le strade interessate dal provvedimento rappresentano il cuore della movida storica napoletana, dove tra locali, bistrot e bar affollati si concentra la vita notturna di migliaia di giovani:

  • Via Cisterna dell’Olio
  • Via Domenico Capitelli
  • Vico Quercia e traverse
  • Piazza Bellini e aree limitrofe

Qui, il mix di musica, dehors e consumo di alcolici ha generato un livello di rumore ben oltre i limiti consentiti, costringendo l’amministrazione a intervenire con un atto d’urgenza.

Un equilibrio ancora tutto da costruire

La sfida ora è mantenere la vivibilità del centro storico senza spegnere la vitalità che rende unica Napoli.
Il 2026 potrebbe essere l’anno della nuova regolamentazione complessiva della movida, ma fino ad allora resta l’incognita: l’ordinanza basterà a cambiare davvero le notti napoletane?

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