Il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Severino Nappi, rivendica l’intervento del partito sulle presunte anomalie nella scelta dei test per oltre 25.000 partecipanti: «L’estrazione delle domande sarà il giorno stesso della prova e alla presenza delle forze dell’ordine».
«Grazie alla nostra denuncia sulle anomalie che stavano per interessare la modalità della scelta dei test da sottoporre agli oltre 25.000 partecipanti al maxi concorso per operatore socio sanitario (OSS) in Campania, l’estrazione delle domande avverrà nel pieno rispetto delle regole e della trasparenza». Così dichiara Severino Nappi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e vice-coordinatore del partito in Campania.
Le contestazioni sollevate da Nappi
Secondo Nappi, erano emerse «anomalie» nella modalità con cui sarebbe stata effettuata la selezione dei test d’esame: in particolare, la scelta delle domande non sarebbe stata conformata alle norme vigenti, potendo avvenire «una settimana prima del concorso».
Nappi rivendica che, grazie all’intervento della Lega, l’estrazione delle domande sarà fatta «come legge impone, lo stesso giorno dell’inizio delle prove e alla presenza delle forze dell’ordine».
Questa rettifica — afferma — impedisce che la procedura possa prestarsi a opacità o favoritismi: «Se non avessimo prontamente acceso i fari su questa vicenda dai contorni oscuri, ci saremmo trovati nuovamente di fronte a un episodio gravissimo e inquietante».

Il contesto del concorso OSS in Campania
Per comprendere appieno l’importanza della denuncia, è utile ripercorrere alcuni dati chiave della procedura concorsuale. Il concorso unico regionale per OSS prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 1.274 posti in Campania secondo il bando 2025.
Tale bando indica che la prova scritta si svolgerà con quesiti a risposta multipla estratti da una banca dati ufficiale, pubblicata in anticipo dai siti istituzionali.
Ogni candidato deve affrontare materie che includono: legislazione sociale e sanitaria, aspetti organizzativi del lavoro socio-sanitario, assistenza alla persona, anatomia e fisiologia umana.
La banca dati messa a disposizione contiene migliaia di quesiti, dai quali verranno estratti i test reali.
Il punto della contestazione riguarda proprio la tempistica e la modalità di estrazione delle domande: Nappi lamenta che inizialmente si prevedeva un’estrazione anticipata rispetto al giorno della prova, condizione che, a suo dire, avrebbe compromesso la trasparenza.
Le richieste politiche e istituzionali
Nappi interpreta la sua azione di denuncia come parte di un impegno più ampio:
«I campani hanno bisogno di una Regione in cui, a tutti i livelli, prevalgano il merito, la trasparenza e non ci sia alcuna ombra sulla regolarità di qualsivoglia iniziativa pubblica, a partire proprio dai concorsi. È arrivata l’ora di voltare pagina».
Il riferimento è alla credibilità delle procedure pubbliche e all’esigenza che nei concorsi — soprattutto in ambito sanitario, dove la domanda di personale è elevata — si applichino regole rigorose e chiare.
I potenziali impatti sulla sanità regionale
La correttezza delle procedure di reclutamento riveste un’importanza cruciale: il sistema sanitario campano necessita di nuovo personale qualificato e motivato, e il rapido inserimento di OSS è uno degli obiettivi.
Un concorso trasparente contribuisce a:
- rafforzare la fiducia dei candidati e della cittadinanza nel sistema di reclutamento;
- assicurare che la selezione avvenga secondo merito e non secondo logiche opache;
- evitare ritardi o contestazioni che possano rallentare l’assunzione del personale e, conseguentemente, l’efficienza delle strutture sanitarie.
In questo quadro, una procedura concorsuale sospetta avrebbe potuto generare disservizi o perdite di tempo prezioso nella copertura dei posti vacanti, aggravando la situazione in una Regione già con criticità nella sanità.
Con la sua denuncia, Severino Nappi chiede un segnale forte da parte delle istituzioni: che regole, trasparenza e merito non restino parole d’ordine ma diventino pratica concreta.
«Il concorso OSS in Campania – conclude – deve essere un’occasione per dimostrare che la Regione può gestire processi pubblici importanti in modo corretto e rispettoso verso i cittadini e i professionisti».


