Da Caivano il viceministro Edmondo Cirielli (Fratelli d’Italia) risponde a Roberto Fico dopo le accuse sugli “impresentabili” nel centrodestra: «Sono sempre stato garantista, chi può candidarsi per legge ha diritto di farlo».
Prosegue il confronto acceso tra Edmondo Cirielli e Roberto Fico in vista delle elezioni regionali in Campania 2025.
Il viceministro degli Esteri e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, durante una visita a Caivano, ha risposto alle accuse lanciate dal leader del Movimento 5 Stelle e candidato del centrosinistra, secondo cui “gli impresentabili sono tutti nelle liste del centrodestra”.
Cirielli: “Il concetto di impresentabili è contrario alla legge”
«Io contesto questo concetto di impresentabili, che è contrario alla legge e alla legalità. Sono sempre stato garantista. Esistono delle leggi che consentono o non consentono alle persone di candidarsi», ha affermato Cirielli, richiamando il principio della presunzione di innocenza.
«Questo è il nostro approccio: se una persona per legge si può candidare, si può candidare», ha ribadito.

La replica al linguaggio “grillino” di Fico e Conte
Il viceministro ha poi criticato il tono delle accuse provenienti dal Movimento 5 Stelle:
«Se poi vogliamo parlare in linguaggio grillinese, come quello di Conte, allora c’è una profonda incoerenza. Non si può predicare garantismo solo quando fa comodo».
Secondo Cirielli, l’uso politico del termine “impresentabili” rischia di trasformare un dibattito istituzionale in una campagna di delegittimazione personale.
“Le liste di Fico? Zeppe di indagati e condannati”
Nel corso del suo intervento a Caivano, Cirielli ha rilanciato:
«Le liste che sostengono Fico sono zeppe di indagati, persone anche con qualche condanna o accuse di opacità nei rapporti con la malavita».
Un attacco diretto alle forze della coalizione progressista, che secondo il viceministro non avrebbero titolo per dare lezioni di moralità:
«Se sono loro a porre il tema degli impresentabili, credo che la loro lista vada aggiornata ogni ora».

La posizione di Cirielli: “Garantismo e rispetto delle regole”
Il candidato del centrodestra ha voluto sottolineare la linea di Fratelli d’Italia in tema di legalità: «Per quanto mi riguarda, tutte queste questioni devono essere ricondotte al tema della legalità prevista dalle norme. Non accetto che si usino criteri politici o morali per screditare candidati che rispettano la legge».
Un messaggio chiaro: nessuna esclusione preventiva senza fondamento giuridico.
Un confronto che accende la campagna elettorale campana
Le dichiarazioni arrivano in una fase di crescente tensione politica tra le coalizioni.
Da un lato, Fico ha puntato sulla trasparenza e moralità pubblica come pilastri della sua campagna; dall’altro, Cirielli difende la legittimità e la coerenza giuridica delle candidature nel centrodestra, rivendicando un approccio “garantista e non populista”.
Caivano, simbolo del riscatto e della sfida alla legalità
L’intervento di Cirielli a Caivano non è casuale. La città, indicata dal governo come modello di rigenerazione dopo anni di difficoltà, rappresenta per il viceministro il luogo simbolico da cui rilanciare il messaggio di legalità concreta e di fiducia nelle istituzioni.
«La Campania deve credere nello Stato di diritto, non nei tribunali mediatici», ha concluso Cirielli.
Con la sua replica, Cirielli sposta il confronto con Fico sul terreno della legalità formale e del garantismo costituzionale, segnando una netta distanza dal linguaggio del Movimento 5 Stelle.
Il tema degli “impresentabili” diventa così un nuovo capitolo della campagna elettorale campana, destinato ad animare il dibattito politico fino al voto.


