Il candidato del centrodestra parla al Giornale: «Mi sono candidato per orgoglio e responsabilità verso la mia terra. Fico? Garbato, ma a governare lo vedrei in difficoltà».
A meno di un mese dalle elezioni regionali in Campania, il clima politico si fa sempre più acceso.
Il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e volto di punta di Fratelli d’Italia, ha rilasciato un’intervista a Il Giornale in cui parla delle ragioni della sua candidatura e del confronto con l’avversario del centrosinistra, Roberto Fico.
«È una persona perbene e garbata – dice Cirielli – ma a governare lo vedrei in difficoltà».
“Mi sono candidato per orgoglio e responsabilità verso la mia terra”
Nell’intervista, Cirielli spiega i motivi che lo hanno spinto a scendere in campo.
«Mi sono candidato per tre ragioni – afferma –. Innanzitutto ho visto i sondaggi: dicevano che ero l’unico in grado di competere con il centrosinistra, e io non sono un disertore. In secondo luogo, è un orgoglio poter governare la propria terra e guidare il proprio popolo. Infine, la Campania è sempre stata una regione di grandi successi, e vederla così in ginocchio mi fa piangere il cuore».
Un messaggio che punta a mobilitare l’elettorato del centrodestra, facendo leva sull’identità territoriale e sull’esperienza amministrativa maturata negli anni da parlamentare e viceministro.
“Fico? Persona garbata, ma gli manca esperienza amministrativa”
Sul principale avversario politico, il candidato di Fratelli d’Italia sceglie toni misurati ma non rinuncia alla critica.
«Persona garbata, perbene, nulla da dire – spiega Cirielli –. Gli manca però l’esperienza amministrativa. A governare lo vedrei in difficoltà».
Una frase che evidenzia la differenza di approccio tra i due contendenti: da un lato Cirielli, politico di lungo corso e già prefetto, dall’altro Roberto Fico, ex presidente della Camera ma senza incarichi di governo locale alle spalle.

“La Campania in ginocchio, bisogna ripartire da sanità e sicurezza”
Tra i temi al centro del programma di Cirielli ci sono la lotta alla camorra e il rilancio del sistema sanitario regionale, considerati i due pilastri della sua proposta di governo.
«La camorra esiste – afferma –. Creerò un pool che possa vigilare sugli appalti pubblici».
Sul fronte della sanità, promette una verifica immediata dello stato del servizio regionale:
«In Campania si muore di sanità. L’aspettativa di vita è di due anni inferiore alla media nazionale. Non è tollerabile».
“Un pool anticamorra per difendere la legalità negli appalti”
Il candidato del centrodestra ha ribadito la volontà di istituire una struttura di controllo permanente sugli appalti pubblici, composta da tecnici e rappresentanti delle istituzioni, per garantire trasparenza e legalità.
L’obiettivo dichiarato è prevenire le infiltrazioni criminali, uno dei nodi storici della gestione amministrativa in Campania.
Sangiuliano in lista: “Un bravissimo ministro, vittima di un’ingiustizia”
Tra i nomi di punta nella lista di Fratelli d’Italia compare quello dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al quale Cirielli dedica parole di elogio:
«È stato un bravissimo ministro della Cultura e ha dato l’anima per Napoli e la Campania. Nella sua vicenda personale ha subìto una prepotenza e un’ingiustizia. Sì, prenderà tanti voti di solidarietà e di stima».
Con la candidatura di Sangiuliano, FdI punta a rafforzare il legame con l’elettorato urbano e a consolidare la propria presenza nel capoluogo partenopeo.

Campania, la sfida si gioca sul campo dell’esperienza
Le parole di Cirielli delineano una strategia elettorale basata sulla competenza e sull’affidabilità amministrativa, in contrapposizione all’immagine “civica” e dialogante di Roberto Fico.
Mentre il centrosinistra lavora alla costruzione del “campo largo”, il centrodestra campano si mostra unito e motivato, convinto di poter rovesciare l’egemonia decennale di De Luca e dei suoi successori politici.
A meno di un mese dal voto, la corsa per Palazzo Santa Lucia entra nella fase decisiva.
Cirielli rilancia il messaggio di un centrodestra coeso, pronto a governare con rigore e concretezza, mentre Fico continua a cercare il consenso dell’elettorato progressista.
La partita, ormai, si gioca sulla credibilità e sull’esperienza, i due temi che sembrano destinati a dominare il confronto finale.


