Fico voto Campania
Roberto Fico

16 Ottobre 2025

Angela Capasso

Fico lancia l’appello alla partecipazione: “Il voto è fondamentale. Basta autoreferenzialità nella politica campana”

Il candidato del centrosinistra Roberto Fico rilancia da Napoli l’appello alla partecipazione: “La democrazia si fonda sul voto, i partiti devono riconnettersi con i cittadini”

«Il mio appello per tutti i cittadini e le cittadine è di andare al voto. La politica non deve essere autoreferenziale, i partiti non devono essere autoreferenziali o arroccati su sé stessi».
Con queste parole, pronunciate durante la presentazione della lista civica “Roberto Fico Presidente” all’Hotel Mediterraneo di Napoli, il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, Roberto Fico (M5S), ha lanciato un forte messaggio contro l’astensionismo, definendo il voto «fondamentale per una democrazia sana».

Le dichiarazioni, riprese dall’agenzia Italpress, sono arrivate a poche ore dalla chiusura del programma elettorale e dalla definizione definitiva delle liste della coalizione progressista.

“Il voto è fondamentale, la politica si riconnetta con la realtà”

Fico ha ricordato che «la democrazia si basa anche sulla partecipazione al voto. Più persone vanno a votare, più la scelta è consapevole, forte e sorretta da una democrazia sana».
Ha poi aggiunto: «A noi spetta il compito di rimanere connessi con le vere esigenze del territorio. Dobbiamo dialogare, parlare, spiegare, condividere e far partecipare».

Un discorso rivolto tanto agli elettori quanto ai partiti, accusati spesso di essersi allontanati dalla vita quotidiana delle persone.
«La politica – ha insistito – non deve essere autoreferenziale. Altrimenti non riusciamo a connetterci con le esigenze della popolazione».

Roberto Fico Valle del Sarno
Roberto Fico

L’allarme astensionismo in Campania

Il tema dell’astensionismo è da anni una delle principali preoccupazioni del sistema politico campano.
Alle regionali del 2020 votò appena il 55% degli aventi diritto, e secondo le prime stime dei centri di analisi politica, il dato potrebbe scendere ulteriormente nel 2025.
Le province con i tassi più bassi di affluenza sono state Napoli e Caserta, dove si registra una crescente disaffezione verso la politica e le istituzioni.

L’appello di Fico si inserisce in questo contesto: una chiamata alla responsabilità collettiva, per “riattivare la partecipazione” e restituire senso civico al voto.
Una strategia che punta anche a mobilitare il voto d’opinione, tradizionalmente più sensibile ai temi della partecipazione e della trasparenza.

Una campagna fondata sull’ascolto

Nel corso della presentazione, Fico ha ribadito la volontà di fare una campagna elettorale partecipata, basata su incontri territoriali e confronti pubblici.
«Stiamo parlando con comitati, associazioni, realtà civiche e imprenditoriali – ha spiegato – per capire i bisogni reali della popolazione. Solo così possiamo costruire un programma che parta dal basso».

Le parole del candidato richiamano il metodo già adottato durante la stesura del programma: un lavoro condiviso tra coalizione politica e società civile, per un documento che vuole unire sostenibilità, inclusione e sviluppo locale.

“Basta autoreferenzialità”: un messaggio anche al centrosinistra

Sebbene l’appello sia rivolto a tutti i partiti, il messaggio di Fico suona anche come un monito interno al centrosinistra.
Dopo settimane di tensioni con il presidente uscente Vincenzo De Luca, l’ex presidente della Camera ha voluto ribadire la necessità di una politica “aperta e dialogante”, che non si chiuda nelle dinamiche interne dei partiti.

Nei giorni scorsi, Fico aveva dichiarato che «la costruzione si fa con il dialogo», riferendosi al confronto con De Luca. Oggi, il concetto si amplia: non solo dialogo tra leader, ma partecipazione popolare come fondamento dell’azione politica.

Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Il nodo del rapporto con il territorio

L’attenzione di Fico ai territori non è casuale: la Campania è una delle regioni con il più alto divario socioeconomico interno, dove il senso di distanza tra istituzioni e cittadini è spesso percepito in modo acuto.
La sfida del candidato è riconnettere le periferie al cuore politico della regione, partendo dai quartieri popolari di Napoli fino alle aree interne del beneventano e dell’avellinese.

In quest’ottica, l’idea di una politica “non autoreferenziale” diventa un impegno concreto per riportare la voce dei cittadini nei processi decisionali, attraverso consulte, tavoli civici e partecipazione attiva ai progetti regionali.

La lista “Fico Presidente” come strumento civico

La lista civica presentata a Napoli si inserisce perfettamente in questa visione: una piattaforma che unisce attivisti, amministratori locali e professionisti.
Secondo il comitato elettorale, la lista rappresenta «l’anima civica della coalizione», nata per dare voce a chi non appartiene ai partiti ma condivide la visione del candidato.
Un messaggio che punta a intercettare quella fetta di elettorato indeciso, spesso più sensibile ai temi di partecipazione e trasparenza.

Una sfida alla disillusione

L’appello al voto di Fico arriva in un momento di profonda disillusione politica, in cui la fiducia nelle istituzioni regionali e nazionali è ai minimi storici.
Secondo l’ultimo rapporto Censis 2025, oltre il 40% degli italiani ritiene che “votare serva a poco”, mentre in Campania la percentuale sale al 47%.

Fico tenta di ribaltare questa percezione, presentando la partecipazione non solo come un diritto ma come una forma di resistenza civile e democratica.
«La democrazia – ha concluso – è un bene che si rafforza solo se la viviamo, se partecipiamo. E il voto è il primo passo».

Il candidato del centrosinistra punta dunque a trasformare il tema dell’astensionismo in un punto di forza della sua campagna: un terreno su cui ribadire la differenza rispetto alla destra e rilanciare un messaggio di fiducia nella politica.
La sfida di Fico è duplice: riconnettere i cittadini alla partecipazione e convincerli che la Campania può cambiare solo se ciascuno torna a esercitare il proprio diritto di voto.

Un messaggio semplice, ma profondamente politico: la democrazia non è mai scontata, e si difende un voto alla volta.

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