Al Palavesuvio di Napoli la seconda giornata di “Città Anticamorra”: istituzioni, scuole e cittadini insieme per diffondere la cultura della legalità.
Prosegue a Napoli, al Palavesuvio di via Argine, la seconda giornata dell’iniziativa “Città Anticamorra”, promossa dal Comune per celebrare la Giornata contro l’influenza della camorra.
L’evento, avviato questa mattina alle ore 9, rappresenta un importante momento di dialogo tra istituzioni, scuola, cultura, sport e cittadinanza, con l’obiettivo di rafforzare la cultura della legalità e della responsabilità civica tra i più giovani.
A condurre l’incontro è l’attrice Veronica Maya, mentre l’apertura dei lavori è stata affidata alla fanfara del Reggimento Carabinieri Campania.
I saluti istituzionali
A inaugurare la giornata, i saluti delle autorità cittadine e regionali:
- Antonio De Iesu, assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli;
- Catello Maresca, consigliere comunale e magistrato impegnato da anni nella lotta alla criminalità organizzata;
- Vincenza Amato, presidente del Consiglio Comunale di Napoli;
- Michele Di Bari, prefetto di Napoli.
La loro presenza testimonia la centralità del tema della legalità nelle politiche cittadine e nella costruzione di una società fondata su trasparenza e partecipazione.

“Legalità e cultura dell’etica”: la tavola rotonda
Alle 10:45 si è svolta la tavola rotonda “Legalità e cultura dell’etica”, moderata dal giornalista Leandro Del Gaudio, con la partecipazione di:
- lo scrittore Maurizio De Giovanni,
- il sociologo Giacomo Di Gennaro,
- Catello Maresca,
- don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Polis,
- e rappresentanti dell’associazione Libera.
Il confronto ha approfondito il valore della cultura etica e dell’impegno civile, come strumenti fondamentali per contrastare la mentalità criminale e costruire una coscienza collettiva di comunità.

Le testimonianze delle vittime innocenti
Uno dei momenti più toccanti della giornata è stato dedicato alle testimonianze dei familiari delle vittime innocenti di camorra, tra cui Alessandra Clemente e Giuseppe Granata.
Le loro parole hanno ricordato che la memoria è un dovere civico e che la giustizia passa anche attraverso il racconto e la condivisione delle esperienze di chi ha subito la violenza mafiosa.
Musica, arte e impegno sociale
La mattinata è stata arricchita dagli intermezzi musicali del gruppo Sanitansamble, simbolo di rinascita attraverso la musica nei quartieri popolari di Napoli, e da un momento artistico con l’esibizione di Gabriele Esposito.
Un linguaggio, quello artistico, scelto per coinvolgere i giovani e trasmettere in modo diretto il messaggio di una Napoli che resiste e crea bellezza contro ogni forma di sopraffazione.
Lo sport come vettore di legalità
Alle 12:30 il tema della giornata è passato al linguaggio dello sport, con l’incontro “Lo sport come vettore di legalità”, moderato dall’assessora allo Sport Emanuela Ferrante.
Al dibattito hanno preso parte:
- Maurizio Marino, presidente della SSD Neapolis Marathon;
- Pino Maddaloni, atleta delle Fiamme Oro e campione olimpico di judo.
I relatori hanno condiviso esperienze e riflessioni sullo sport come strumento educativo e inclusivo, capace di promuovere rispetto, disciplina e senso di comunità.
Le conclusioni
A chiudere i lavori, l’intervento dell’assessora all’Istruzione e alle Famiglie Maura Striano, che ha sottolineato l’importanza di costruire una rete stabile tra scuola e istituzioni per educare alla legalità sin dall’infanzia.
“La scuola è il primo presidio di cittadinanza – ha dichiarato Striano – e attraverso la cultura e il dialogo possiamo formare generazioni che rifiutino l’indifferenza e l’illegalità.”
La seconda giornata di “Città Anticamorra” conferma l’impegno della città di Napoli nel costruire una rete educativa, culturale e sociale contro la criminalità organizzata.
Una manifestazione che unisce memoria, arte e partecipazione, per dire con forza che la legalità è un bene comune, da difendere ogni giorno.


