Il sessantenne avrebbe sfruttato alcuni interventi di lavoro nelle abitazioni delle ragazze. Cinque gli episodi contestati: disposto il trasferimento nel carcere di Bellizzi Irpino
Un uomo di 60 anni, idraulico di professione e residente in un comune della Valle del Calore, è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due minori, una bambina di dieci anni e una ragazza di sedici, entrambe di origine straniera.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Francesco Raffaele. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi al termine di un’attività investigativa condotta dal Nucleo investigativo dei carabinieri.
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo avrebbe utilizzato alcuni interventi professionali svolti nelle abitazioni delle due giovani come occasione per avvicinarle e commettere gli abusi. Le contestazioni riguardano complessivamente cinque episodi, ma ogni responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento giudiziario.
Le indagini dei carabinieri
L’inchiesta è stata sviluppata attraverso una serie di attività investigative che avrebbero consentito agli inquirenti di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per chiedere la misura cautelare. I carabinieri hanno svolto controlli informatici, acquisito e analizzato documentazione ed effettuato riscontri diretti sul territorio, ricostruendo tempi, luoghi e circostanze degli episodi denunciati.
La Procura ha quindi sottoposto il materiale raccolto al giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la custodia cautelare in carcere. La misura non rappresenta una condanna, ma viene adottata quando il giudice ritiene presenti gravi indizi e specifiche esigenze cautelari, che saranno successivamente sottoposti al confronto con la difesa.

Cinque episodi contestati
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quattro dei cinque episodi contestati riguarderebbero la bambina di dieci anni e si sarebbero verificati in un arco temporale compreso tra l’estate del 2025 e il periodo pasquale del 2026. Il quinto episodio risalirebbe invece al novembre 2025 e coinvolgerebbe la ragazza di sedici anni.
L’uomo avrebbe approfittato della propria presenza nelle abitazioni per motivi professionali, ma la dinamica precisa e la fondatezza delle accuse saranno oggetto degli interrogatori, degli eventuali accertamenti successivi e del procedimento giudiziario.
La delicatezza della vicenda impone di tutelare integralmente le due minori. Non vengono quindi diffuse informazioni che possano consentirne l’identificazione, né dettagli ulteriori sulle famiglie o sui luoghi nei quali si sarebbero verificati i fatti.
L’arresto e il trasferimento in carcere
Dopo l’esecuzione dell’ordinanza, il sessantenne è stato trasferito nel carcere di Bellizzi Irpino. Al momento del suo ingresso nell’istituto si sarebbero verificati alcuni momenti di tensione, poi rientrati grazie all’intervento del personale della Polizia penitenziaria.
Alla luce della natura delle accuse, non viene esclusa la possibilità di un trasferimento in un altro istituto o dell’inserimento in una sezione protetta. Si tratta di valutazioni che spettano all’amministrazione penitenziaria e che tengono conto delle esigenze di sicurezza interne.
Atteso l’interrogatorio di garanzia
L’uomo, assistito dal proprio difensore, dovrà comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. In quella sede potrà rispondere alle contestazioni, fornire la propria versione dei fatti oppure avvalersi della facoltà di non rispondere.
La difesa potrà inoltre chiedere la revoca o la sostituzione della misura cautelare, mentre il giudice sarà chiamato a valutare se confermare la permanenza in carcere o adottare un provvedimento diverso.
Fino a un’eventuale sentenza definitiva, il sessantenne deve essere considerato presunto innocente. Il principio non riduce la gravità delle accuse, ma impone di distinguere con chiarezza tra la ricostruzione investigativa e una responsabilità penalmente accertata.
La tutela delle due minori
Parallelamente all’inchiesta, resta centrale la protezione delle due giovani coinvolte. Nei procedimenti per violenza sessuale su minori, le vittime devono essere accompagnate attraverso percorsi che evitino ulteriori traumi e limitino la ripetizione dei racconti alle sole occasioni strettamente necessarie.
Le autorità giudiziarie possono ricorrere a modalità protette per l’ascolto, con il supporto di professionisti specializzati, proprio per preservare il benessere psicologico delle persone offese e garantire al tempo stesso la correttezza dell’accertamento.
Il rispetto della loro riservatezza non è soltanto un obbligo giuridico, ma una responsabilità anche per chi racconta la vicenda. Per questo l’attenzione deve rimanere sull’indagine e sulle contestazioni, senza trasformare il dolore delle minori in materiale da esposizione pubblica.
Un’indagine ancora nella fase iniziale
L’arresto segna un passaggio importante dell’inchiesta, ma non la sua conclusione. Gli accertamenti potranno proseguire per verificare ogni elemento raccolto, ricostruire con maggiore precisione gli episodi contestati e stabilire se vi siano ulteriori circostanze rilevanti.
La Procura e i carabinieri dovranno ora consolidare il quadro accusatorio, mentre la difesa avrà la possibilità di contestarlo attraverso gli strumenti previsti dalla legge. Il procedimento dovrà arrivare alla verità nel pieno rispetto delle garanzie dell’indagato e, soprattutto, della dignità e della protezione delle due minori.

