Il consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Zannini
Il consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Zannini

16 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Il caso Zannini non cambia: la Cassazione conferma lo stop al rientro in Campania, il consigliere regionale resta in Abruzzo

Respinto il ricorso dei difensori: resta in vigore la misura cautelare mentre si avvicina la possibile richiesta di rinvio a giudizio

La Corte di Cassazione ha confermato il divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe per il consigliere regionale di Forza Italia, Giovanni Zannini. Il politico casertano, sospeso dall’incarico, resterà quindi fuori dal territorio campano, con obbligo di permanenza a Castel di Sangro, in Abruzzo. La decisione dei giudici della Suprema Corte arriva dopo il ricorso presentato dai suoi difensori contro il provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli. Zannini è coinvolto in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per ipotesi di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, concussione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

La Cassazione conferma la misura cautelare per Zannini

La Cassazione ha ritenuto valide le valutazioni già espresse dal Tribunale del Riesame di Napoli, confermando sia la presenza dei gravi indizi di colpevolezza sia le esigenze cautelari alla base del provvedimento. La misura era stata inizialmente disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente confermata dal Riesame nel marzo scorso. Gli avvocati Angelo Raucci e Vincenzo Maiello avevano quindi impugnato la decisione davanti alla Suprema Corte, chiedendone l’annullamento.

Con la pronuncia della Cassazione, il consigliere regionale resta dunque sottoposto al divieto di rientrare in Campania e nelle regioni confinanti. La misura cautelare rimane collegata all’indagine coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e condotta dai sostituti procuratori Anna Ida Capone e Giacomo Urbano.

Procura di Santa Maria Capua Vetere
Procura di Santa Maria Capua Vetere

L’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere

Giovanni Zannini, originario di Mondragone, è al centro di un procedimento giudiziario che ha già raggiunto una fase avanzata. La Procura ha infatti notificato al consigliere regionale l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, un passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Le contestazioni riguardano diversi reati, tra cui la corruzione per l’esercizio della funzione, la falsità materiale in concorso, la concussione e la truffa aggravata per ottenere erogazioni pubbliche. Come previsto dalla legge, sarà ora il successivo sviluppo del procedimento a stabilire gli eventuali passaggi davanti all’autorità giudiziaria.

Il consigliere regionale, attualmente sospeso, potrà continuare a difendersi nelle sedi competenti. La fase attuale riguarda esclusivamente le valutazioni cautelari e non rappresenta una decisione definitiva sulla responsabilità penale, che potrà essere stabilita soltanto attraverso un eventuale processo.

I rilievi del Tribunale del Riesame e il ruolo politico di Zannini

Alla base della conferma della misura cautelare ci sono anche le valutazioni del Tribunale del Riesame di Napoli, che aveva evidenziato il rischio di una possibile reiterazione dei reati contestati. Secondo quanto riportato nelle motivazioni della decisione dei giudici napoletani, sarebbe emersa una spregiudicata familiarità corruttiva” e una possibilità di ripetizione delle condotte contestate legata anche al ruolo istituzionale ancora ricoperto da Zannini al momento dell’adozione della misura. Il Riesame aveva inoltre richiamato la “caratura politica” del consigliere regionale, la rete di rapporti costruita negli anni con amministratori, dirigenti e altri esponenti politici, oltre alla sua permanenza nell’attività politica. Elementi che, secondo i giudici, non avrebbero escluso il rischio di riproduzione di eventuali schemi già oggetto dell’indagine.

Verso la prossima fase giudiziaria

Con la conferma della Cassazione si chiude il capitolo relativo al ricorso sulla misura cautelare, ma resta aperto il fronte dell’inchiesta principale. La Procura di Santa Maria Capua Vetere dovrà ora valutare i successivi passaggi dopo la conclusione delle indagini preliminari. L’eventuale richiesta di rinvio a giudizio rappresenterebbe il passaggio successivo del procedimento, con una nuova fase davanti al giudice chiamato a valutare gli elementi raccolti dagli inquirenti.

Per Zannini, quindi, prosegue una vicenda giudiziaria che si intreccia con il suo ruolo politico regionale e con le conseguenze derivanti dal provvedimento cautelare che gli impedisce, al momento, di fare ritorno in Campania.

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