Le notifiche dopo il superamento del limite fissato dall’ordinanza del sindaco di Nola Andrea Ruggiero: l’inchiesta riguarda la presunta violazione dell’articolo 650 del Codice penale
La Festa dei Gigli 2026 finisce sotto la lente della Procura di Nola. Dopo le polemiche nate dai ritardi accumulati durante la Ballata, sono arrivati i primi atti dell’autorità giudiziaria: Maestri di Festa e Capiparanza di alcune corporazioni risultano iscritti nel registro degli indagati per la presunta violazione dell’ordinanza comunale che fissava alle 6 del mattino di lunedì 29 giugno il termine della processione. La notizia è stata rilanciata anche dal gruppo Facebook “Noi che amiamo Nola”, dove è stato pubblicato un aggiornamento sui provvedimenti notificati agli esponenti delle corporazioni coinvolte. Secondo quanto riportato, agli interessati sarebbe stata comunicata l’elezione di domicilio con la richiesta di nominare un difensore di fiducia. L’inchiesta dovrà ora ricostruire le responsabilità e chiarire perché una parte della manifestazione abbia superato ampiamente il limite indicato nell’ordinanza firmata dal sindaco Andrea Ruggiero.
La contestazione riguarda l’articolo 650 del Codice penale
Al centro del procedimento c’è il mancato rispetto di un provvedimento dell’autorità. L’ipotesi contestata è quella prevista dall’articolo 650 del Codice penale, che riguarda l’inosservanza dei provvedimenti adottati per ragioni di sicurezza, ordine pubblico o altri motivi previsti dalla legge. L’ordinanza comunale aveva stabilito che la Festa dei Gigli dovesse concludersi entro le ore 6 del mattino. Tale prescrizione era stata inserita nel quadro delle misure organizzative e di sicurezza predisposte per la manifestazione.
Il superamento dell’orario ha aperto un confronto pubblico sulla gestione dei tempi della festa e sulla necessità di trovare un equilibrio tra il valore della tradizione e le esigenze di sicurezza della città. La Procura dovrà ora verificare se il mancato rispetto del termine sia attribuibile ai singoli soggetti responsabili della gestione delle paranze. In alternativa, dovranno chiarire se i ritardi siano stati determinati da una situazione più complessiva legata allo svolgimento della processione.

Le corporazioni coinvolte e il nodo dei ritardi
Secondo le prime informazioni raccolte, le iscrizioni riguarderebbero le corporazioni dal Panettiere al Sarto. Sarebbero invece escluse Ortolano, Salumiere e Bettoliere, che avrebbero concluso il proprio percorso entro l’orario stabilito, arrivando in piazza Duomo prima delle 6. La distinzione tra le diverse posizioni rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’indagine. Gli inquirenti dovranno infatti stabilire se i ritardi delle corporazioni successive siano dipesi esclusivamente dalla loro gestione della processione. In alternativa, dovranno chiarire se abbiano subito gli effetti di rallentamenti maturati nelle fasi precedenti.
È il cosiddetto effetto domino, uno dei punti sui quali potrebbe concentrarsi l’attività investigativa: capire se la sequenza dei tempi abbia prodotto conseguenze indipendenti oppure se vi siano responsabilità condivise tra più soggetti. Il procedimento servirà anche a chiarire il ruolo dei diversi protagonisti della festa. In particolare, dovrà chiarire il ruolo dei Maestri di Festa e dei Capi Paranza, figure centrali nell’organizzazione e nella movimentazione dei Gigli.
Una svolta nella gestione della Festa dei Gigli
L’inchiesta segna un passaggio significativo nella storia recente della manifestazione. Per la prima volta il mancato rispetto delle prescrizioni contenute in un’ordinanza sindacale viene valutato dalla magistratura sotto il profilo penale. Il provvedimento del sindaco Ruggiero era nato dall’esigenza di affrontare alcune criticità emerse negli anni precedenti. In particolare, questo provvedimento si occupava della sicurezza, della gestione degli spazi urbani e della durata complessiva della festa.
La linea adottata dall’amministrazione comunale, anche attraverso il confronto con le autorità preposte all’ordine pubblico, puntava a introdurre regole più precise sui tempi della processione. Ora toccherà agli inquirenti valutare i fatti e stabilire eventuali responsabilità. L’inchiesta potrebbe diventare un punto di riferimento anche per le prossime edizioni della Festa dei Gigli di Nola. In tal caso, dovranno confrontarsi con la necessità di preservare un patrimonio storico e culturale senza rinunciare al rispetto delle regole.
Le verifiche della Procura
L’iscrizione nel registro degli indagati non rappresenta una condanna, ma un passaggio che consente agli interessati di esercitare pienamente il diritto alla difesa durante la fase delle indagini preliminari. Nei prossimi mesi saranno acquisiti elementi utili a ricostruire la dinamica della processione, il rispetto delle prescrizioni e il ruolo dei diversi soggetti coinvolti.


