Il sindaco uscente rispetta la decisione del governo e attende le motivazioni del provvedimento, ma rivendica il lavoro svolto negli ultimi due anni
Il Comune di Castellammare di Stabia è stato sciolto per sospette infiltrazioni della criminalità organizzata. La decisione del governo arriva dopo il lavoro della commissione d’accesso e apre una nuova fase per l’amministrazione della città. Il sindaco Luigi Vicinanza ha dichiarato di rispettare il provvedimento, ma ha espresso amarezza per gli attacchi politici ricevuti nei mesi precedenti, puntando il dito contro una parte del Partito Democratico.
Lo scioglimento del Comune e la reazione del sindaco Vicinanza
La notizia dello scioglimento è arrivata mentre Luigi Vicinanza si trovava nel suo ufficio a Palazzo Farnese. Un provvedimento atteso da tempo, ma che non ha cancellato la delusione del primo cittadino, eletto nel giugno 2024 alla guida di una coalizione di centrosinistra composta da 14 liste. «Nel massimo rispetto della decisione assunta dal governo, attendo ora di conoscere le motivazioni», ha dichiarato Vicinanza. Il sindaco ha ribadito di essere convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle trovate al momento del suo insediamento.
Secondo Vicinanza, il lavoro portato avanti dall’amministrazione è stato caratterizzato da continuità e impegno, con l’obiettivo di superare una lunga fase di difficoltà amministrativa. Il timore espresso dal sindaco è che Castellammare possa tornare a una situazione di immobilismo. «Auspico che Castellammare di Stabia non torni nell’immobilismo amministrativo che avevo riscontrato al mio insediamento e che ha caratterizzato gran parte degli ultimi vent’anni», ha affermato.

Le tensioni politiche dentro il centrosinistra
Nel suo intervento dopo la decisione del governo, Vicinanza ha scelto di affrontare anche il tema degli scontri politici che hanno accompagnato il percorso della sua amministrazione. Il sindaco ha parlato di «continui attacchi personali» arrivati, a suo giudizio, «da parte della componente più giustizialista e settaria del Pd guidato da Elly Schlein». Le tensioni erano emerse già nei mesi successivi all’insediamento della nuova giunta, con alcune figure di primo piano del Partito Democratico che avevano sollevato dubbi e critiche sull’operato dell’amministrazione. Tra i protagonisti del confronto politico anche Sandro Ruotolo, europarlamentare e consigliere comunale, e Marco Sarracino, parlamentare del Pd. Al centro delle polemiche alcune vicende finite all’attenzione della commissione d’accesso.
Tra queste, l’inchiesta del pool anticamorra relativa al consigliere comunale di maggioranza Gennaro Oscurato, intercettato in un contesto investigativo con uno storico esponente del clan D’Alessandro. Oscurato si è successivamente dimesso, così come il consigliere Nino Di Maio, che non risultava indagato ma era stato ascoltato come testimone dai magistrati.
“La criminalità trova spazio nei vuoti amministrativi”
Vicinanza ha difeso la scelta di non lasciare l’incarico prima della conclusione del mandato. Secondo il sindaco, mantenere la continuità amministrativa rappresentava un dovere nei confronti dei cittadini. «È nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi», ha dichiarato. Per questo motivo, ha spiegato, ha deciso di restare al proprio posto e portare avanti il lavoro affidato dagli elettori. Il primo cittadino ha sottolineato di aver scelto di proseguire l’attività amministrativa «fino all’ultimo minuto», sostenuto dalla fiducia ricevuta dalla comunità.
Resta però, nelle sue parole, il rammarico per il rapporto con il principale partito della coalizione che lo aveva sostenuto alle elezioni. «Resta l’amarezza per non aver ricevuto dal principale partito del centrosinistra il sostegno che avrei ritenuto opportuno», ha affermato Vicinanza, definendo il confronto avuto nei mesi scorsi un «metodo di delegittimazione molto lontano da una sana dialettica democratica».
Il percorso di Vicinanza e il futuro di Castellammare
Luigi Vicinanza, giornalista con una lunga esperienza ai vertici di importanti testate nazionali e locali, aveva deciso di tornare nella sua città dopo lo scioglimento del Comune per camorra del febbraio 2022. La sua elezione era arrivata il 10 giugno 2024, con una coalizione di centrosinistra sostenuta dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. L’obiettivo dichiarato era quello di rilanciare l’azione amministrativa dopo una fase segnata dal commissariamento.
Ora la città si prepara a una nuova fase istituzionale. Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose comporterà l’arrivo di una gestione commissariale secondo le procedure previste dalla legge. Nel congedarsi dall’incarico, Vicinanza ha ribadito la propria posizione: «Lascio l’incarico di sindaco, che ho avuto l’onore di ricoprire per due anni, con la serenità di aver sempre agito nell’interesse della città, con impegno e senso delle istituzioni».
La prossima tappa sarà l’analisi delle motivazioni del provvedimento governativo, che chiarirà gli elementi alla base della decisione e il quadro amministrativo su cui si è concentrata l’attenzione degli organi competenti.


