Omicidio a Porta Capuana
Omicidio a Porta Capuana

13 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Omicidio a Porta Capuana, svolta nel caso Grivano: si costituiscono il presunto killer e la compagna. Gli investigatori seguono la pista della relazione contesa

La svolta nelle indagini dopo giorni di ricerche: al centro dell’inchiesta una relazione sentimentale finita male e un presunto movente passionale

Si chiude con due arresti la fase principale delle indagini sull’omicidio di Alessandro Grivano, il 32enne ucciso a colpi di pistola nella notte tra il 3 e il 4 luglio a Porta Capuana di Napoli. La compagna del presunto autore del delitto, Eliana Brunetti, 30 anni, si è presentata in questura ieri sera, mentre nella notte anche Ernesto Maddaloni si è costituito. Secondo la ricostruzione, sarebbe stato Maddaloni a sparare contro Grivano mentre entrambi si trovavano a bordo di uno scooter. La donna è accusata di concorso nell’omicidio. Alla base del delitto, secondo l’ipotesi investigativa, ci sarebbe una relazione sentimentale conclusa in modo conflittuale.

Il delitto a Porta Capuana e la fuga dopo gli spari

L’omicidio è avvenuto nelle prime ore del 4 luglio in piazza Capuana, una zona centrale di Napoli. Alessandro Grivano si trovava in sella al suo scooter quando sarebbe stato raggiunto da alcuni colpi di pistola. Uno dei proiettili lo avrebbe colpito alle spalle, provocandone la morte. Le indagini hanno portato rapidamente gli inquirenti a concentrarsi sulla vita privata della vittima. Grivano, già noto alle forze dell’ordine per alcuni piccoli precedenti, non risultava collegato a organizzazioni criminali. Gli investigatori hanno quindi valutato l’ipotesi di un movente personale, legato a contrasti maturati nell’ambito di una relazione sentimentale.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Maddaloni e Brunetti si sarebbero avvicinati a Grivano a bordo di uno scooter T-Max preso a noleggio. Dopo gli spari, la coppia si sarebbe allontanata facendo perdere le proprie tracce fino alla decisione di presentarsi alle autorità.

Carabinieri - immagine di repertorio
Carabinieri – immagine di repertorio

L’ipotesi del movente sentimentale

Il lavoro investigativo ha evidenziato un possibile conflitto nato attorno a una relazione tra Grivano e Brunetti, che secondo gli inquirenti sarebbe durata circa tre anni. La presunta relazione avrebbe provocato tensioni con Maddaloni, fino a un’escalation culminata con l’omicidio. Sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, già nel mese di febbraio Maddaloni avrebbe sparato contro l’abitazione di Grivano. L’episodio sarebbe stato collegato alla stessa vicenda sentimentale e avrebbe rappresentato un precedente nell’ambito dei contrasti tra i due uomini.

Gli inquirenti stanno ora ricostruendo ogni dettaglio della vicenda per chiarire il ruolo dei due indagati e la dinamica precisa dell’agguato. Le accuse dovranno essere valutate nelle successive fasi del procedimento giudiziario.

Due fermi dopo la costituzione degli indagati

Eliana Brunetti è stata fermata con l’accusa di concorso nel delitto. Il provvedimento è già stato confermato dal giudice per le indagini preliminari. La donna, secondo gli investigatori, si trovava insieme a Maddaloni sullo scooter dal quale sarebbe partito l’attacco. Ernesto Maddaloni è invece sottoposto a fermo con l’accusa di essere l’autore materiale degli spari. La convalida del provvedimento è prevista nei prossimi giorni, quando saranno valutati gli elementi raccolti dalla Procura e le eventuali dichiarazioni dell’indagato.

La costituzione dei due sospettati rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, ma gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto quella notte a Porta Capuana e stabilire tutte le responsabilità. L’omicidio di Alessandro Grivano riporta così l’attenzione su una vicenda nata, secondo l’accusa, da un conflitto privato trasformato in violenza. Le indagini continueranno ora a esaminare testimonianze, elementi tecnici e ulteriori riscontri per completare il quadro investigativo.

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