truffa

11 Luglio 2026

Cristina Siciliano

La voce al telefono, il falso allarme e la consegna di oro e denaro: da Napoli la regia delle truffe agli anziani. Denunciata una coppia

La coppia di Napoli, secondo gli investigatori, avrebbe coordinato telefonate e azioni sul territorio nazionale ai danni di persone anziane

Una coppia residente a Napoli è stata denunciata nell’ambito di un’inchiesta sulle truffe agli anziani condotta dal Pool Anti Truffe della Procura di Milano. Le indagini hanno portato alla ricostruzione, allo stato attuale, di 33 episodi delittuosi commessi in diverse zone d’Italia. In particolare, i reati si sono verificati con frequenza nelle città di Milano e Roma. Gli investigatori hanno individuato nell’abitazione della coppia, composta da una donna di 26 anni e un uomo di 28 anni, quello che viene ritenuto un punto di riferimento per un’attività criminale organizzata. Tale attività era specializzata in truffe, furti in abitazione e rapine ai danni di persone anziane.

L’indagine del Pool Anti Truffe della Procura di Milano

L’attività investigativa è stata condotta dal Pool Anti Truffe della Procura di Milano, formato da personale della Polizia di Stato e della Polizia Locale. Le operazioni hanno coinvolto anche gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli. Al termine degli accertamenti è stata eseguita una perquisizione nell’abitazione della coppia nel capoluogo campano. Inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, i due conviventi avrebbero avuto un ruolo centrale nell’organizzazione dei raggiri. Avrebbero gestito le comunicazioni e coordinato gli interventi dei complici incaricati di raggiungere le abitazioni delle vittime.

Il quadro investigativo delineato dagli inquirenti descrive un sistema strutturato, con una divisione dei compiti tra i soggetti coinvolti. Le modalità operative sono state ripetute in più episodi sul territorio nazionale.

Auto Carabinieri
Auto dei Carabinieri – Immagine di repertorio

Il meccanismo della falsa rapina in gioielleria

Tra i metodi utilizzati ci sarebbe stato quello della cosiddetta “falsa rapina in gioielleria”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, le telefonate partivano proprio dall’immobile individuato a Napoli. I truffatori, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine, avrebbero contattato le persone anziane comunicando loro che la targa dell’automobile di un familiare era stata rilevata dalle telecamere di videosorveglianza vicino a una gioielleria rapinata. Con questo falso racconto, le vittime venivano informate di un presunto coinvolgimento del proprio parente nell’indagine. Inoltre, venivano convinte della necessità di consegnare denaro, gioielli e altri beni preziosi per consentire delle verifiche.

Gli oggetti venivano poi ritirati direttamente nelle abitazioni da persone che si presentavano come incaricate delle autorità. Una modalità di truffa che punta sulla paura e sull’urgenza, facendo leva sul legame familiare e sulla fiducia riposta nelle istituzioni.

Una centrale operativa allestita nell’abitazione di Napoli

Nel corso della perquisizione, gli investigatori avrebbero individuato alcuni locali predisposti come una vera e propria centrale operativa. Gli ambienti erano stati organizzati per garantire la riservatezza delle conversazioni. Sarebbero stati utilizzati per gestire le telefonate rivolte alle vittime. Secondo quanto comunicato, le stanze erano dotate di pannelli fonoassorbenti sulle pareti, apparecchiature tecnologiche e un sistema di videosorveglianza abusivo. Quest’ultimo era destinato a controllare gli accessi all’edificio e le aree circostanti.

Gli spazi, sempre secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero serviti sia per effettuare le chiamate truffaldine sia per coordinare in tempo reale l’attività dei complici incaricati di presentarsi presso le abitazioni degli anziani. Di conseguenza, le apparecchiature e i locali individuati sono stati sottoposti a sequestro da parte degli investigatori.

La coppia denunciata all’autorità giudiziaria

Al termine delle attività, la coppia di conviventi è stata denunciata all’autorità giudiziaria. Le accuse sono ancora oggetto di valutazione nell’ambito del procedimento penale. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi giudiziarie. L’operazione si inserisce nel contrasto alle truffe ai danni degli anziani. Negli ultimi anni il fenomeno ha visto diffondersi tecniche sempre più organizzate, con gruppi capaci di operare anche a distanza attraverso telefonate, messaggi e sistemi di coordinamento.

Le forze dell’ordine continuano a richiamare l’attenzione sulla necessità di prestare particolare cautela davanti a richieste telefoniche di denaro, consegna di gioielli o informazioni personali effettuate da persone che dichiarano di appartenere a istituzioni o servizi pubblici.

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