Torre Annunziata, bunker nascosti tra i palazzi del clan Gionta
Torre Annunziata, bunker nascosti tra i palazzi del clan Gionta
📍 Torre Annunziata

7 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Blitz dei carabinieri a Torre Annunziata, trovati bunker nascosti tra i palazzi del clan Gionta: pistole, proiettili e videosorveglianza sequestrati

A Torre Annunziata, nel quadrilatero storico del clan sequestrati pistole, munizioni, droga e un sistema di videosorveglianza

Due bunker nascosti tra i palazzoni del Rione delle carceri, nel centro storico di Torre Annunziata, e un arsenale con pistole, proiettili e droga. È il risultato del blitz condotto dai carabinieri nella zona un tempo considerata la roccaforte del clan Gionta, dove i militari hanno individuato strutture che potrebbero essere state utilizzate come rifugio da persone ricercate. L’operazione ha coinvolto i carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, del Nucleo investigativo oplontino e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati armi, munizioni, sostanze stupefacenti e apparecchiature per il controllo del territorio.

Due bunker nascosti tra i palazzi del Rione delle carceri

I militari hanno individuato due bunker ricavati all’interno del complesso abitativo del cosiddetto “quadrilatero, area che per anni è stata associata alla presenza del clan Gionta. Gli ambienti erano nascosti tra le strutture del rione e presentavano caratteristiche compatibili con un possibile utilizzo come nascondiglio.

All’interno di uno dei bunker sono stati trovati un letto con lenzuola e un televisore. Elementi che, secondo gli investigatori, potrebbero indicare un utilizzo prolungato degli spazi, anche se saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire quando e da chi siano stati occupati. La scoperta dei bunker rappresenta un ulteriore elemento nell’attività di controllo delle aree ritenute storicamente sensibili sotto il profilo della criminalità organizzata. I carabinieri hanno passato al setaccio diversi punti del centro storico nell’ambito di un’operazione mirata alla ricerca di armi e materiali illeciti.

Carabinieri - immagine di repertorio
Carabinieri – immagine di repertorio

Sequestrate pistole, munizioni e droga

Durante l’intervento i carabinieri hanno recuperato quattro pistole. Due delle armi erano a salve, ma prive del tappo rosso previsto dalla normativa, circostanza che ne rendeva più difficile l’immediata identificazione come strumenti non offensivi. Oltre alle pistole sono stati trovati 195 proiettili di vario calibro e due caricatori per arma corta. Il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto agli accertamenti tecnici necessari per verificare provenienza, eventuali utilizzi e collegamenti con episodi criminali. Nel corso della perquisizione sono stati inoltre rinvenuti 92 grammi di marijuana e sostanza da taglio. Anche in questo caso il materiale è stato posto sotto sequestro e saranno svolte le verifiche previste per ricostruire la possibile destinazione della sostanza.

Videosorveglianza per controllare gli accessi alla zona

Tra il materiale recuperato dai carabinieri anche una microcamera e un sistema Dvr per la registrazione delle immagini. Gli investigatori ipotizzano che le apparecchiature potessero essere utilizzate per monitorare l’area circostante e segnalare eventuali presenze considerate indesiderate. I sistemi di videosorveglianza abusivi sono spesso oggetto di attenzione nelle indagini sulle organizzazioni criminali, perché possono consentire il controllo degli accessi agli edifici e delle vie di comunicazione interne ai quartieri. Il blitz nel Rione delle carceri si inserisce nelle attività di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata portate avanti dalle forze dell’ordine sul territorio oplontino. La zona, per anni segnata dalla presenza del clan Gionta, continua a essere interessata da interventi investigativi finalizzati al recupero di spazi e al contrasto delle attività illegali.

Le indagini proseguono per chiarire la provenienza del materiale

Il ritrovamento delle armi, delle munizioni e dei bunker apre ora una fase di approfondimento investigativo. Gli accertamenti tecnici sulle pistole e sui proiettili potranno fornire elementi utili per verificare eventuali collegamenti con fatti di sangue o altri episodi criminali. Gli ambienti sequestrati saranno analizzati anche per ricostruire la loro storia e stabilire se siano stati utilizzati recentemente come nascondigli.

L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso le aree considerate strategiche dalla criminalità organizzata, con l’obiettivo di individuare depositi di armi, basi operative e strumenti utilizzati per mantenere il controllo del territorio.

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