Ylenia Musella
Ylenia Musella

6 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Omicidio Ylenia Musella, la perizia cambia la ricostruzione: «Il colpo mortale fu inferto a distanza ravvicinata»

La consulenza medico-legale depositata dalla Procura ricostruisce le modalità dell’accoltellamento e introduce nuovi elementi sull’aggressione a Ylenia Musella avvenuta il 3 febbraio

L’inchiesta sull’omicidio di Ylenia Musella entra in una fase decisiva dopo il deposito della consulenza medico-legale richiesta dalla Procura di Napoli. La relazione attribuisce particolare rilievo alle modalità con cui sarebbe stato inferto il colpo mortale e descrive un’aggressione avvenuta in condizioni di contatto diretto tra aggressore e vittima. Gli elementi raccolti dagli esperti potrebbero incidere sull’evoluzione delle indagini e sul successivo confronto processuale.

La consulenza medico-legale

Secondo la relazione depositata dal consulente della Procura e quanto riporta Il Mattino, il colpo che ha provocato la morte della ventiduenne sarebbe stato inferto a distanza ravvicinata e non attraverso il lancio del coltello. Si tratta di una conclusione che si discosta dalle versioni fornite nelle prime ore successive al delitto da alcune persone ascoltate dagli investigatori. L’omicidio risale al 3 febbraio scorso, quando Ylenia Musella venne trasportata all’ospedale Villa Betania, dove fu constatato il decesso. Fin dall’inizio dell’inchiesta gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli avevano evidenziato alcune incongruenze nelle testimonianze raccolte, concentrando gli accertamenti sulla dinamica dell’aggressione.

La consulenza medico-legale rappresenta ora uno degli elementi principali del fascicolo coordinato dalla Procura e costituisce un tassello importante nella ricostruzione degli eventi.

Ylenia Musella uccisa dal fratello Giuseppe
Giuseppe e Jlenia Musella

I risultati dell’autopsia

L’esame autoptico ha stabilito che la causa della morte è stata la lesione dell’aorta toracica discendente provocata dalla penetrazione della lama, che avrebbe raggiunto una profondità superiore ai tredici centimetri, causando un grave choc emorragico. La relazione evidenzia inoltre la presenza di diversi traumi sul corpo della giovane. I medici hanno riscontrato ematomi sulla fronte e sulla mandibola, ritenuti compatibili con una colluttazione avvenuta prima dell’accoltellamento. Sono state inoltre documentate escoriazioni sui gomiti e sugli avambracci, elementi che potrebbero indicare un tentativo di difesa durante l’aggressione.

Tra gli aspetti analizzati figura anche il tempo di sopravvivenza dopo il ferimento. Secondo gli esperti, la giovane avrebbe potuto rimanere cosciente per un intervallo compreso tra sei e ventiquattro secondi prima di perdere i sensi. In questo breve lasso di tempo, viene ritenuto plausibile che abbia tentato di allontanarsi dal luogo dell’aggressione.

Le possibili conseguenze sull’inchiesta

Le conclusioni della consulenza potrebbero modificare alcuni aspetti della ricostruzione investigativa. In particolare, gli accertamenti medico-legali renderebbero compatibile l’ipotesi che il ferimento mortale sia avvenuto all’interno dell’abitazione e non durante una fuga lungo le scale, come era stato ipotizzato nelle prime fasi dell’indagine sulla base di alcune testimonianze. Gli investigatori stanno valutando tutti gli elementi raccolti per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti. Resta inoltre ancora da chiarire il movente dell’omicidio, che al momento non è stato definitivamente accertato.

Con il deposito della relazione tecnica, l’inchiesta entra ora in una fase particolarmente importante. La documentazione sarà esaminata anche dalla difesa dell’indagato, che potrà sviluppare proprie valutazioni tecniche nel corso del procedimento. Sarà il successivo confronto nelle sedi giudiziarie a stabilire il peso delle conclusioni medico-legali e il loro impatto sull’accertamento definitivo della dinamica dei fatti.

Cosa è successo

È il pomeriggio del 3 febbraio quando, nell’appartamento del Parco Conocal a Ponticelli, periferia est di Napoli, una lite tra Ylenia Musella, 22 anni, e il fratello Giuseppe, 25 anni, degenera fino a trasformarsi in un’aggressione mortale. Secondo la ricostruzione, il diverbio nasce per motivi ritenuti inizialmente futili e si consuma tra le mura domestiche, per poi proseguire all’esterno dell’abitazione. Nel corso dell’interrogatorio davanti ai magistrati, il 25enne ha riferito di aver discusso con la sorella mentre si trovava in uno stato di forte agitazione, sostenendo di voler soltanto riposare dopo aver accusato un malessere. La situazione, però, sarebbe rapidamente precipitata fino al momento in cui l’uomo avrebbe afferrato un coltello da cucina e lo avrebbe lanciato verso la giovane, che in quel momento si trovava di spalle. “Non volevo colpirla”, avrebbe dichiarato agli investigatori.

Il fendente raggiunge Ylenia alla schiena. Le condizioni appaiono subito gravissime: la ragazza viene trasportata d’urgenza all’ospedale Villa Betania, dove il decesso viene constatato poco dopo l’arrivo. Nelle ore successive il fratello si allontana dal quartiere. Le indagini della Squadra Mobile di Napoli portano al suo rintraccio e al fermo disposto dalla Procura con l’accusa di omicidio volontario. La versione fornita dall’indagato viene successivamente affiancata dagli accertamenti medico-legali, che delineano uno scenario diverso rispetto al lancio del coltello, ipotizzando un’aggressione avvenuta a distanza ravvicinata.

Lascia un commento