truffa

4 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Ischia, minorenne denunciato per truffa agli anziani: guidato via chat da un complice mentre si fingeva carabiniere

Il 17enne avrebbe agito come esecutore di un raggiro orchestrato da un complice “telefonista”, con la vittima indotta a consegnare denaro e gioielli

Un ragazzo di 17 anni è stato denunciato dai carabinieri a Ischia con l’accusa di truffa aggravata ai danni di un’anziana. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minorenne avrebbe sottratto alla vittima 11mila euro in contanti e diversi monili in oro. Inoltre, avrebbe agito dopo una telefonata in cui un complice la convinceva a consegnare beni di valore. L’episodio risale al 27 giugno. Le indagini hanno inoltre permesso di sventare un secondo tentativo di raggiro nella stessa zona.

La truffa del falso carabiniere sull’isola

Il meccanismo ricostruito dai carabinieri di Ischia segue uno schema già noto nelle truffe agli anziani. In particolare, comprende un primo contatto telefonico, la costruzione di un clima di urgenza e paura e infine la consegna diretta di denaro o oggetti preziosi a un soggetto incaricato del ritiro. In questo caso, la vittima sarebbe stata contattata da un individuo che si sarebbe presentato come appartenente alle forze dell’ordine. Lo stesso individuo prospettava un controllo su presunti beni provenienti da una rapina mai avvenuta. Con questo stratagemma, l’anziana sarebbe stata indotta a preparare contanti e gioielli, convinta che dovessero essere “verificati” per accertarne la provenienza. Successivamente, il ritiro sarebbe poi avvenuto da parte del giovane denunciato, presentatosi come esecutore materiale del piano.

Il ruolo del minorenne e la chat di coordinamento

Le attività investigative hanno consentito di delineare il ruolo del 17enne, residente a Orta di Atella. Secondo quanto emerso, il ragazzo avrebbe agito come “corriere” della truffa. In concreto, si sarebbe recato fisicamente presso l’abitazione della vittima per ritirare il denaro e i gioielli. Determinante, secondo gli inquirenti, il contenuto dello smartphone sequestrato al giovane. All’interno del dispositivo sarebbe stata individuata una conversazione in chat nella quale un interlocutore, rimasto al momento non identificato, lo guidava in tempo reale verso l’abitazione della vittima. Le indicazioni sarebbero avvenute anche attraverso la condivisione della posizione su Google Maps. In questo modo il complice poteva indirizzare gli spostamenti del minorenne durante la fase esecutiva del raggiro.

Auto Carabinieri
Auto dei Carabinieri – Immagine di repertorio

Il secondo tentativo sventato dai carabinieri

L’attività dei militari, coordinati dal capitano Giuseppe Giangrande, non si è limitata alla ricostruzione del primo episodio. Nel corso degli approfondimenti è stato infatti intercettato un secondo tentativo di truffa in corso nella stessa area. In questo caso, un’altra vittima aveva già predisposto un pacco contenente circa 9mila euro in contanti e gioielli per un valore stimato di circa 30mila euro. Anche in questa circostanza il raggiro seguiva lo stesso schema del falso carabiniere e della consegna diretta a un incaricato. Tuttavia, l’intervento dei carabinieri ha impedito che la consegna avvenisse. Così ha bloccato di fatto il perfezionamento della truffa e messo in sicurezza il denaro e i preziosi.

Indagini e rete criminale dei “telefonisti”

Il quadro investigativo delineato dagli inquirenti evidenzia un sistema in cui i minorenni incensurati vengono spesso utilizzati come manovalanza per il ritiro materiale del denaro. Tuttavia la regia dell’operazione rimane affidata a soggetti non ancora identificati. La Procura per i minorenni di Napoli sta valutando la posizione del 17enne, mentre proseguono le indagini per individuare il cosiddetto “telefonista” e ricostruire l’eventuale rete criminale responsabile dei due episodi. L’ipotesi è che il giovane non agisse in autonomia, ma all’interno di una struttura organizzata dedita alle truffe ai danni delle persone anziane.

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