Incendio fabbrica ex Montefibre. Foto di Alessandro Cannavacciuolo
Incendio fabbrica ex Montefibre. Foto di Alessandro Cannavacciuolo
📍 Acerra

1 Luglio 2026

Martina Sarracino

Inferno tossico tra Acerra e Casalnuovo: rogo nell’ex area industriale Montefibre, paura per fumo e rifiuti abbandonati

Un vasto incendio divampato tra Acerra e Casalnuovo ha riportato l’attenzione sull’emergenza ambientale legata alle aree industriali abbandonate e alla gestione dei rifiuti

Un ennesimo episodio di emergenza ambientale ha colpito il complesso industriale ex Montefibre, nella zona tra Acerra e Casalnuovo di Napoli. Quello che inizialmente sembrava un semplice incendio di sterpaglie si è rapidamente trasformato in un rogo di vaste proporzioni, alimentato da cumuli di rifiuti e materiale abbandonato presenti in un’area verde interna al sito industriale dismesso. Le fiamme hanno interessato anche parte di un capannone utilizzato come deposito di materiali e scarti, aggravando ulteriormente la situazione.

Sterpaglie e rifiuti, la natura tossica del rogo

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio non si sarebbe limitato alla vegetazione spontanea, ma avrebbe coinvolto rifiuti eterogenei e materiali di risulta accumulati nel tempo tra Acerra e Casalnuovo. La combustione di plastica, metalli e scarti industriali ha generato un rogo definito da molti come potenzialmente tossico, con la possibile dispersione di sostanze nocive nell’aria. La presenza di un’area industriale dismessa e poco controllata ha favorito la propagazione delle fiamme, trasformando un evento apparentemente circoscritto in una vera emergenza ambientale.

L’intervento dei Vigili del Fuoco

I Vigili del Fuoco sono intervenuti tempestivamente sul posto, operando per oltre sei ore consecutive, dalle 14:00 alle 20:00, per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area. Sul luogo del rogo sono giunti anche la Polizia Municipale e la Polizia di Stato, impegnate nel controllo del perimetro e nella gestione della viabilità. Le operazioni di spegnimento si sono rivelate complesse a causa della natura del materiale combusto e della diffusione del fuoco all’interno del deposito.

Uno degli elementi più allarmanti dell’incendio è stata la densa colonna di fumo nero che si è levata dall’area industriale, visibile a chilometri di distanza. Il fenomeno ha immediatamente destato preoccupazione tra i residenti delle zone limitrofe, anche per il possibile impatto sulla qualità dell’aria. La combustione di rifiuti non classificati aumenta infatti il rischio di emissioni pericolose, rendendo necessario un monitoraggio attento da parte delle autorità competenti.

vigili del fuoco

Rischio per il distributore del carburante

A complicare ulteriormente le operazioni di emergenza è stata la vicinanza del rogo a un distributore di carburante. Un importante elemento che ha richiesto particolare cautela da parte delle squadre di intervento. L’area è stata prontamente messa in sicurezza per evitare il propagarsi delle fiamme verso strutture a rischio esplosivo. La presenza di siti industriali abbandonati e infrastrutture sensibili nello stesso perimetro evidenzia una condizione di fragilità territoriale che richiede interventi strutturali.

Un episodio molto importante che riporta al centro il tema della gestione delle aree industriali dismesse e del controllo dei rifiuti abbandonati. Non si tratta solo di un’emergenza isolata, ma di un problema molto più ampio che riguarda la manutenzione del territorio e la prevenzione dei rischi ambientali. La ripetizione di eventi simili solleva interrogativi sulla capacità di monitoraggio e sulla responsabilità nella gestione di spazi abbandonati. Serve un approccio più sistemico, che unisca bonifiche, controlli regolari e politiche di prevenzione efficaci. In questo modo si potrebbe evitare che situazioni simili continuino a trasformarsi in emergenze ricorrenti.

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