Il cantante campano ha attraversato a piedi il corso prima di essere accolto dai residenti con il tipico gesto della “girata”
Capelli sciolti, via le storiche treccine e un bagno di folla nel cuore della tradizione. Samurai Jay ha attraversato a piedi il corso principale di Nola per raggiungere piazza Duomo, circondato dall’abbraccio e dal calore dei residenti. L’artista, originario di Mugnano di Napoli, è stato preso in braccio dai presenti. In particolare, al grido della classica frase “si gira” e accompagnandolo con il gesto tipico dei “cullatori”, hanno voluto omaggiare il cantante per il legame speciale nato con la comunità. Questo legame è nato in occasione della storica ballata dei Gigli, svoltasi domenica 28 giugno. Il legame tra l’artista e la città si è consolidato proprio grazie al successo del suo brano “Ossessione”, presentato all’ultimo Festival di Sanremo. La canzone, caratterizzata da un ritmo incalzante, è diventata uno dei brani preferiti dai cantanti e dai musicisti della kermesse. Questi ultimi l’hanno inserita stabilmente nel repertorio musicale utilizzato per accompagnare e scandire i movimenti dei monumentali obelischi di cartapesta alti circa 25 metri.
Il rito della piazza e il tributo dei cullatori
La presenza di Samurai Jay tra i vicoli di Nola ha acceso l’entusiasmo dei presenti. L’arrivo a piedi lungo il corso e il successivo ingresso in piazza Duomo hanno attirato l’attenzione di una folla che, seppur ristretta in quel momento, ha risposto con estremo calore. L’apice dell’incontro è avvenuto quando alcuni componenti delle paranze hanno sollevato di peso l’artista. In quel momento hanno mimato le storiche oscillazioni delle macchine da festa e pronunciando i comandi tradizionali che i capi paranza rivolgono ai cullatori durante il trasporto a spalla. La melodia di “Ossessione” ha trovato una nuova e inaspettata veste all’interno della manifestazione. Infatti è stata riadattata dai musicisti locali per coordinare lo sforzo fisico collettivo. Il fenomeno dimostra la capacità della kermesse nolana di accogliere e reinterpretare i successi della musica urban contemporanea. Di conseguenza vengono trasformati in colonne sonore adatte a muovere strutture che possono superare pesi rilevanti lungo le vie della città.

Il video virale su TikTok con Rosario Caccavale
Già nelle scorse settimane, lo stesso Samurai Jay aveva manifestato il proprio interesse per la cultura nolana attraverso i propri canali social. Sul suo profilo ufficiale di TikTok, il rapper aveva pubblicato un video in cui simulava i movimenti tipici di un cullatore impegnato in una delle performance più note: la “girata“, ovvero la rotazione completa dell’obelisco su se stesso in spazi ristretti. Nel video, l’artista utilizzava una scopa al posto della “varra”, la barra di legno impiegata per il sollevamento. La clip era sonorizzata da una versione in “salsa nolana” di “Ossessione“, interpretata dal cantante Rosario Caccavale. Quest’ultimo si è esibito quest’anno dal vivo sul Giglio del Bettoliere, di cui è maestro di festa insieme alla propria famiglia. In questo modo, ha portato la collaborazione virtuale direttamente nelle strade della città durante la ballata domenicale.
I Gigli di Nola, una macchina collettiva tra fede e identità
Al centro di questa macchina collettiva c’è la secolare devozione per San Paolino, il Santo Vescovo a cui Nola dedica il suo evento più viscerale e identitario. Cuore pulsante della celebrazione sono, quest’anno come da tradizione, gli otto Gigli e la Barca: colossali obelischi piramidali in legno e cartapesta che danno voce alle antiche corporazioni artigiane della città, dall’Ortolano al Salumiere, passando per Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. Ogni struttura è governata da una paranza, il compatto esercito di “cullatori” che ne sostiene il peso a spalla. Nel percorso tra i vicoli, la forza fisica si fonde con la musica, vero e proprio metronomo capace di far convivere le marce classiche con il ritmo sanremese di Samurai Jay. Una fatica immane che quest’anno ha spinto i Gigli fino ai “tempi supplementari”: la festa si è infatti conclusa soltanto il lunedì mattina, 29 giugno, alle ore 12:30, dopo una maratona di suoni e ballate che ha prolungato l’abbraccio della città oltre ogni previsione.
Una tradizione riconosciuta e seguita in tutta Italia
Il rito si svolge ogni anno nel mese di giugno e intreccia la profonda devozione religiosa verso il santo vescovo con lo spettacolo popolare, trasformando il contesto urbano in un teatro a cielo aperto. Il momento culmine delle celebrazioni si raggiunge con la tradizionale processione del Busto Argenteo di San Paolino dal Duomo, un appuntamento che attira fedeli e visitatori da ogni parte d’Italia. Dal 2013 la tradizione è inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, nell’ambito della rete delle grandi macchine a spalla italiane. L’apertura della comunità alle nuove influenze musicali della scena campana, testimoniata dall’accoglienza riservata a Samurai Jay in piazza, conferma la vitalità di una ricorrenza capace di rinnovarsi costantemente. Così la festa non smarrisce le proprie radici confessionali e storiche.


