Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è stato vittima di un’intimidazione sotto casa: l’episodio ha suscitato reazioni politiche e riacceso il dibattito sul clima di odio verso gli amministratori locali
Momenti di tensione a Scafati, in provincia di Salerno, dove il sindaco Pasquale Aliberti è stato vittima di una grave intimidazione mentre rientrava nella propria abitazione. Secondo quanto denunciato, due persone a bordo di uno scooter lo avrebbero avvicinato nei pressi della casa, rivolgendogli offese e frasi minacciose. L’episodio ha immediatamente suscitato preoccupazione nel mondo politico e istituzionale, riaccendendo l’attenzione sul tema della sicurezza degli amministratori locali.
Le minacce e il racconto del primo cittadino
Nel suo racconto, Aliberti ha riferito che i due individui gli avrebbero urlato contro frasi offensive e intimidatorie, tra cui “Dimettiti, m…”. Un gesto che il sindaco ha interpretato come il punto più grave di un clima di ostilità crescente. L’episodio è stato denunciato pubblicamente dal primo cittadino, che ha scelto di rendere noto quanto accaduto anche attraverso i social, sottolineando la necessità di riportare il confronto politico in un clima di rispetto e civiltà.
Dopo l’accaduto, il sindaco ha espresso tutto il suo disagio con parole molto dure: “Basta, è il momento di pensare alle dimissioni per la mia famiglia”. Ha poi aggiunto: “L’episodio che ho denunciato rappresenta il punto più basso di un clima di odio e di violenza che sta accompagnando la mia attività amministrativa”. Aliberti ha anche rivendicato il proprio operato: “In questi anni ho scelto di servire Scafati senza compromessi. Non ho costruito fortune personali, non ho fatto speculazioni, non ho realizzato palazzi. La mia vita, il mio patrimonio e la mia storia sono sotto gli occhi di tutti. Sono semplicemente un sindaco che lavora con passione dedicando la sua vita alla comunità, sacrificando spesso anche gli affetti”.

La solidarietà del mondo politico
Numerose le reazioni di solidarietà. Il segretario regionale di Forza Italia Fulvio Martusciello ha definito l’episodio “un grave atto intimidatorio”, aggiungendo che “colpire un sindaco significa tentare di piegare, attraverso l’intimidazione, chi è chiamato ad amministrare la propria comunità e, con essa, le istituzioni democratiche”. Anche il sottosegretario Tullio Ferrante ha parlato di “un attacco intollerabile non solo alla persona del sindaco, ma alle istituzioni democratiche e all’intera comunità che rappresenta”. Ferrante ha ribadito che “nessun sindaco deve sentirsi solo davanti alle minacce. Lo Stato e le istituzioni sono sempre al fianco di chi opera ogni giorno con responsabilità e coraggio per il bene dei cittadini”.
Il sostegno di Noi Moderati
A intervenire anche Gigi Casciello, coordinatore di Noi Moderati per la Campania, che ha dichiarato: “Tutta la solidarietà mia e di Noi Moderati al sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, per le gravi minacce ricevute. Un atto intimidatorio assolutamente inaccettabile, che dimostra un ingiustificato e pericoloso clima di odio e che va condannato con la massima fermezza. Chi minaccia un sindaco colpisce non solo una persona, ma un’intera comunità, per questo è necessario fare fronte comune contro ogni forma di intimidazione. Ad Aliberti esprimiamo la nostra piena vicinanza e il nostro convinto sostegno, perché continui a svolgere il proprio mandato con l’impegno, la determinazione e il senso delle istituzioni che lo contraddistinguono”.
Un grave episodio che continua a destare allarme. Al di là delle responsabilità individuali, emerge una questione culturale e civile di cui tenere conto, ossia il progressivo inasprimento del linguaggio politico e sociale. Rischia, infatti, di trasformarsi pian piano in una pressione sempre più forte e diretta sulle persone. La politica locale, sempre più esposta e vicina ai cittadini, diventa vero e proprio bersaglio di tensioni. Garantire sicurezza e rispetto è essenziale non solo per la tutela dei sindaci, ma anche per la tenuta delle comunità.

