Il figlio di Lyuba, Yuriy Hlyva, rompe il silenzio: “Mia madre lavorava onestamente, voglio che sia fatta piena luce sulla sua morte”
Due donne sono state uccise in 24 ore a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. Lyuba, 71 anni, e Sara, 29 anni, sono state fatte precipitare da un edificio in costruzione. L’indagato, Mario Landolfi, 48 anni, è in carcere e accusato di duplice omicidio e rapina. Il figlio di Lyuba, Yuriy Hlyva, residente in Ucraina, chiede verità e giustizia per la madre.
La vicenda e le prime indagini
Il duplice femminicidio è avvenuto tra il 16 e il 17 maggio 2026. Lyuba Hlyva, ucraina di 71 anni, e Sara, 29 anni, sono state uccise dal 48enne Mario Landolfi, come ricostruito dalle indagini dei carabinieri di Nola sotto la direzione del pm Martina Salvati. Landolfi, interrogato dal pubblico ministero, ha inizialmente confessato di aver lanciato entrambe le donne dal secondo piano di un edificio in costruzione. Successivamente, davanti al giudice, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarare di essere “non un mostro, ma un padre di famiglia” vittima di problemi legati a droghe e psicofarmaci.
Gli investigatori continuano ad approfondire alcune discrepanze nelle dichiarazioni di Landolfi, in particolare sulle tempistiche degli omicidi e sul legame con le vittime, ritenuto dai testimoni più stretto di quanto sostenuto dall’indagato.

Il ricordo di Lyuba e le parole del figlio
Yuriy Hlyva, figlio di Lyuba, ha parlato a la Repubblica dal suo paese natale, l’Ucraina, dove combatte dall’inizio della guerra. «Alla giustizia italiana chiedo la verità sull’omicidio di mia madre, niente di più e niente di meno» ha dichiarato.
Lyuba viveva in Italia da oltre 15 anni, si prendeva cura di persone anziane e lavorava pulendo appartamenti. Era nonna di tre nipoti e conosciuta per la sua gentilezza. Yuriy ha chiarito che la madre era viva il 17 maggio, smentendo la ricostruzione di Landolfi secondo cui Lyuba sarebbe stata uccisa il giorno precedente: «Ho uno screenshot della videochiamata, mia madre mi ha parlato alle 14 ora italiana, le foto che ha inviato confermano che era viva quel giorno».
Yuriy ha inoltre sottolineato come sua madre conoscesse l’uomo da almeno un anno e che tra loro vi fosse una relazione di fiducia: «Le sue amiche hanno raccontato che Landolfi portava fiori a mia madre e uscivano insieme per un caffè. Non era un estraneo».
Altre aggressioni e sviluppi delle indagini
La sera del 17 maggio Landolfi ha aggredito anche un’altra donna, Karen, 32 anni, di origini nigeriane. La donna ha raccontato ai carabinieri di essere stata minacciata con un coltello e di essere riuscita a fuggire grazie all’intervento di una passante. La borsa strappata a Karen è stata ritrovata vicino all’auto di Landolfi, che ora rischia anche l’accusa di rapina. Gli investigatori stanno analizzando tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza per verificare se Landolfi possa essere coinvolto in altri reati, oltre ai due omicidi e all’aggressione a Karen.
Il ritorno di Lyuba in Ucraina e la richiesta di giustizia
Il corpo di Lyuba sarà cremato e le ceneri trasferite in Ucraina. Yuriy Hlyva ha già incontrato gli investigatori italiani e segue con attenzione l’evoluzione del procedimento giudiziario: «Voglio che tutti sappiano la verità: la giustizia deve dimostrare che quell’uomo è un assassino, mentre mia madre era una persona buona e onesta. Confido nel sistema giudiziario italiano e chiedo giustizia per l’omicidio di mia madre».


