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Auto dei Carabinieri - Immagine di repertorio

30 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, 12enne ferito al polmone dal padre durante una lite familiare: dopo tre giorni in rianimazione esce dalla terapia intensiva

Il minore, vittima di una grave aggressione familiare, è ora cosciente e stabile secondo i medici dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli

Il bambino di 12 anni rimasto ferito il 26 maggio in un episodio di violenza domestica avvenuto nel Rione Sanità, a Napoli, è stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto ordinario dell’ospedale pediatrico Santobono. Il piccolo era stato colpito al polmone dal padre durante una lite in famiglia. Dopo tre giorni in rianimazione, le sue condizioni risultano in miglioramento. Di conseguenza, la prognosi è stata sciolta, anche se il percorso clinico non è ancora concluso. Nell’episodio sono rimasti coinvolti anche la madre del minore, ferita alla mano, e lo stesso aggressore, un uomo di 35 anni. Dopo l’attacco, l’uomo ha colpito un’infermiera del 118. Successivamente, ha tentato il suicidio tagliandosi la gola. L’uomo è attualmente ricoverato all’ospedale Pellegrini ed è stato arrestato con le accuse di tentato omicidio e lesioni aggravate.

Le condizioni cliniche del bambino dopo la terapia intensiva

Il quadro medico del 12enne è stato descritto dal direttore dell’Unità operativa di terapia intensiva pediatrica del Santobono. Il direttore ha confermato il passaggio dalla fase critica al ricovero in reparto ordinario.

Secondo quanto riporta Napoli Today, il bambino ha superato la fase più delicata del ricovero e non ha più necessità di assistenza intensiva. Il trasferimento è avvenuto dopo alcuni giorni di monitoraggio continuo. Durante quei giorni, non si sono registrate complicazioni acute. “Le sue condizioni sono discrete, non ci sono state urgenze e adesso dovrà proseguire l’iter fino alla guarigione. La prognosi è stata sciolta ma non possiamo dire quando sarà dimesso”, ha spiegato il medico. Il piccolo era arrivato in ospedale con una ferita al polmone che aveva richiesto un intervento immediato. Poi era stato sottoposto a un periodo di osservazione in terapia intensiva per evitare complicanze respiratorie o episodi di risanguinamento. Nelle ultime ore, i sanitari hanno confermato l’assenza di nuovi eventi critici. Tuttavia, il monitoraggio resta attivo.

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Il quadro clinico e il supporto familiare

Secondo quanto riporta Napoli Today, il 12enne è cosciente e lucido, ma non è ancora stato informato nel dettaglio di quanto accaduto durante l’aggressione. La scelta dei medici è stata quella di preservare il suo equilibrio psicologico. Hanno quindi evitato un impatto emotivo che potrebbe interferire con la fase di recupero fisico. “È presente a se stesso, ma nessuno gli ha parlato dell’episodio che lo ha visto coinvolto, anche per preservare la sua serenità”, ha aggiunto il direttore della terapia intensiva pediatrica.

Accanto al bambino è rimasta costantemente la madre, anch’essa ferita durante la lite domestica. La sua presenza viene considerata importante nel percorso di assistenza, sia sul piano emotivo sia su quello relazionale, in una fase in cui il minore necessita di un contesto stabile. I medici del Santobono hanno inoltre precisato che nei prossimi giorni verranno eseguiti ulteriori controlli. Tali controlli serviranno a verificare la completa guarigione del danno polmonare e a escludere complicazioni tardive.

Le conseguenze giudiziarie e il percorso di recupero

Parallelamente al percorso sanitario, proseguono le indagini sull’aggressione avvenuta nel quartiere Rione Sanità. Il padre del bambino, 35 anni, è stato arrestato con le accuse di tentato omicidio e lesioni aggravate. Dopo il gesto violento, l’uomo aveva anche tentato il suicidio ed è ora ricoverato sotto sorveglianza all’ospedale Pellegrini. La vicenda presenta ora due percorsi distinti ma strettamente collegati: quello giudiziario e quello sanitario. Da un lato le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti, dall’altro il lungo iter di guarigione del minore. Una volta superata la fase clinica, per il bambino sarà necessario affrontare un percorso psicologico strutturato. Gli specialisti sottolineano infatti che, nei casi di violenza intrafamiliare, il recupero non riguarda soltanto le lesioni fisiche, ma anche l’elaborazione del trauma.

Il supporto psicologico sarà quindi una componente centrale della fase successiva alla dimissione. L’obiettivo sarà accompagnare il minore in un processo graduale di recupero e stabilizzazione emotiva.

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