Acerra è pronta ad accogliere Papa Leone XIV: una visita storica nella Terra dei Fuochi, è la prima volta per un pontefice
Acerra si prepara ad accogliere Papa Leone XIV in una giornata che è già destinata ad entrare nella storia. Per la prima volta, infatti, un pontefice farà visita nella Terra dei Fuochi. Il territorio, già molto fragile, è segnato da anni di emergenze ambientali, roghi tossici e battaglie civili per il diritto alla salute. Nelle strade l’atmosfera è proprio quella che si respira nelle grandi occasioni. Alle finestre ci sono palloncini bianchi e gialli, simboli del Vaticano. Nelle piazze, invece, si leggono manifesti ambientalisti con slogan come “Chi inquina paga”. Un messaggio molto chiaro che accompagna l’arriva del Papa e che richiama il dramma vissuto da migliaia di famiglie tra le province di Napoli e Caserta.
Il programma della visita del Pontefice
La visita di Papa Leone XIV durerà circa quattro ore e sarà scandita da incontri istituzionali e momenti pubblici. Il Papa è partito dall’eliporto vaticano alle 8 del mattino per raggiungere, dopo circa 45 minuti di volo, il campo sportivo “Arcoleo” di Acerra. Ad accoglierlo ci saranno mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il sindaco Tito d’Errico.
Dopo il trasferimento in cattedrale, Leone XIV incontrerà i vescovi della Campania, il clero, i religiosi e soprattutto le famiglie che hanno perso i propri cari a causa dell’inquinamento ambientale. Un momento particolarmente atteso, perché rappresenta il riconoscimento del dolore di un territorio che per anni ha denunciato malattie e morti legate ai veleni interrati e ai roghi illegali.

L’incontro con la popolazione della Terra dei Fuochi
Il cuore della visita sarà l’appuntamento in piazza Calipari, dove il Pontefice incontrerà sindaci e fedeli provenienti dai novanta Comuni della Terra dei Fuochi. Qui il Papa terrà uno dei suoi discorsi più attesi, rivolgendosi direttamente alle comunità locali e ai movimenti impegnati nella difesa dell’ambiente. Tra i presenti ci sarà anche don Peppino Gambardella, sacerdote molto conosciuto sul territorio, che ha espresso tutta la sua speranza per questo evento: “Il suo grido non sarà un grido inascoltato, innanzitutto da noi e dai movimenti di base. Sono convinto che ci sarà un bel futuro anche per le nostre terre. I movimenti di base si sentiranno rassicurati e anche la chiesa, sempre tiepida, uscirà dalle sagrestie. Per noi è una grande forza il suo arrivo”. Parole emozionanti che mostrano quanto questa visita venga percepita non solo come un evento religioso, ma anche come un segnale politico, sociale e morale per un territorio spesso dimenticato.
La musica come voce della protesta ambientale
Ad accompagnare la visita papale ci sarà anche la musica. Don Mimmo Iervolino ha infatti composto per Leone la canzone “Se questa terra”, definita una vera e propria canzone-manifesto contro l’inquinamento ambientale. Il sacerdote ha spiegato: “Un brano nato durante la pandemia con il circolo Laudato si’”. La scelta di legare una canzone all’arrivo del Papa sottolinea il desiderio della comunità di trasformare il dolore in un momento di partecipazione e speranza. Negli anni la Terra dei Fuochi è diventata simbolo delle contraddizioni tra sviluppo industriale illegale, criminalità ambientale e diritti dei cittadini. La presenza del Pontefice rappresenta una grande occasione per riportare l’attenzione a livello nazionale e internazionale su una delle più gravi emergenze ambientali in Italia.


