Il caso è esploso durante la domenica: denunciate presunte aggressioni reciproche tra il candidato sindaco Roberto Galdieri e dirigenti di Gioventù Nazionale arrivati da Napoli e provincia
Momenti di forte tensione politica nella giornata di domenica a San Giorgio a Cremano, dove si è verificato uno scontro verbale e fisico tra esponenti di Futuro per San Giorgio e dirigenti di Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. L’episodio sarebbe avvenuto nelle ore centrali della campagna elettorale. Infatti, mancavano pochi giorni al voto amministrativo. Da una parte il candidato sindaco Roberto Galdieri, sostenuto dalla lista civica Futuro per San Giorgio e appoggiato pubblicamente dal generale Roberto Vannacci. Dall’altra, alcuni dirigenti provinciali e regionali del movimento giovanile meloniano erano presenti in città in occasione di un gazebo elettorale organizzato dal candidato sindaco di Fratelli d’Italia Maurizio Bruno. Entrambe le parti hanno annunciato l’intenzione di presentare querela. Hanno denunciato reciproche aggressioni. Secondo quanto riferito pubblicamente, ci sarebbe stata anche una colluttazione.
La presenza dei dirigenti di Gioventù Nazionale
Al centro della polemica vi è soprattutto la presenza in città di alcuni dirigenti di Gioventù Nazionale provenienti da altri comuni dell’area metropolitana di Napoli, tra cui Acerra e San Giuseppe Vesuviano. Tra i nomi circolati figurano Antonio Quaranta, dirigente provinciale di Gioventù Nazionale. C’è anche Vincenzo Riemma, segretario provinciale del movimento giovanile, e Roberta Salerno, segretario regionale dei giovani meloniani.
Secondo gli ambienti vicini a Futuro per San Giorgio, la presenza dei dirigenti avrebbe contribuito ad alimentare il clima di tensione durante la giornata elettorale. Dall’altro lato, gli esponenti di Fratelli d’Italia respingono ogni accusa. Sostengono infatti di essere stati vittime di un’aggressione. Il confronto politico tra le due aree della destra sangiorgese si inserisce in un contesto già segnato da forti divisioni interne in vista delle elezioni comunali.
Le accuse sulla gestione politica locale
Nel dibattito politico cittadino vengono contestate anche le scelte organizzative di Fratelli d’Italia sul territorio sangiorgese. Tra le critiche avanzate da esponenti vicini alla lista Futuro per San Giorgio vi sarebbero la composizione della lista elettorale, il mancato coinvolgimento di giovani dirigenti locali e la gestione del partito da parte dei vertici provinciali. Nel mirino politico è finita anche la deputata Marta Schifone, commissario provinciale di Fratelli d’Italia a Napoli. Quest’ultima è accusata dagli avversari interni di aver gestito in maniera problematica la costruzione del partito sul territorio cittadino.
Secondo quanto riporta Tutto Vesuvio, tra le contestazioni viene citato anche il numero dei candidati presentati nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno di Maurizio Bruno, inferiore al massimo consentito. Al centro del confronto anche il ruolo del segretario cittadino Antonio Pannico e le dinamiche interne al centrodestra locale. Le accuse, tuttavia, restano esclusivamente di natura politica e non risultano al momento confermate da atti ufficiali o procedimenti giudiziari.

La solidarietà di Francesco Borrelli
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che sui social ha espresso solidarietà agli esponenti di Fratelli d’Italia coinvolti nell’episodio. “Esprimo solidarietà agli esponenti di Fratelli d’Italia Antonio Quaranta, Vincenzo Riemma, Roberta Salerno, Giuseppe Manzo e Andrea Landretta che durante la campagna elettorale sono andati a prendere un caffè in un bar di San Giorgio a Cremano. Una volta entrati, sono stati circondati e aggrediti da circa trenta persone, con l’accusa assurda di essere lì per provocare”, ha scritto Borrelli.
Nel messaggio pubblicato online, il parlamentare aggiunge: “Antonio Quaranta ha ricevuto tre pugni e diversi schiaffi da Roberto Galdieri, candidato sindaco per una lista civica vicina a Vannacci. Sono stati cacciati dal bar e accerchiati in un clima di violenza inaudita. Quanto accaduto rappresenta una vergogna assoluta e un episodio di violenza gravissimo che deve essere condannato senza alcuna esitazione”. Le ricostruzioni fornite dalle parti coinvolte risultano però differenti. Saranno eventuali denunce e accertamenti delle forze dell’ordine a chiarire l’esatta dinamica dei fatti.
A pochi giorni dal voto, il caso rischia ora di avere ulteriori conseguenze sul piano politico e giudiziario. Intanto, resta alta l’attenzione sul confronto tra le diverse anime della destra cittadina.


