Incendia 20 sacchi di rifiuti, i Carabinieri Forestali di Boscoreale lo beccano in flagranza: arrestato uomo di 60 anni residente nei paesi vesuviani.
Un nuovo episodio di devastazione ambientale scuote l’area del Vesuvio, già segnata da anni di emergenze legate a rifiuti e incendi dolosi. A Boscoreale, precisamente in località Terzigno, i Carabinieri Forestali del Reparto Parco Nazionale del Vesuvio hanno arrestato un uomo di 60 anni. Quest’ultimo è stato beccato in flagrante mentre incendiava 20 sacchi di rifiuti abbandonati lungo una strada dell’area protetta. L’uomo, residente nei paesi vesuviani, avrebbe agito lanciando un ordigno incendiario direttamente dalla propria automobile. L’episodio è avvenuto lunedì scorso nel tardo pomeriggio, intorno alle 18. Le fiamme si sono propagate rapidamente tra i sacchi contenenti plastica e rifiuti di varia natura, provocando una nube densa di fumo. Un grande rischio ambientale in una zona già fragile dal punto di vista ecologico.
Le telecamere decisive per l’identificazione
Determinanti per le indagini, le telecamere del Parco Nazionale del Vesuvio. Il sistema di videosorveglianza, ad alta definizione, prevede telecamere attive nell’ambito di controlli straordinari contro gli illeciti ambientali nella cosiddetta Terra dei Fuochi. La scena è stata ripresa in modo nitido e chiaro. Grazie alle immagini registrate, i carabinieri sono riusciti ad identificare rapidamente il responsabile. Lo hanno arrestato nelle ore successive con la formula della flagranza differita. Un importante strumento che consente di intervenire anche dopo il fatto quando esistono prove video inequivocabili. L’uomo, quindi, è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Lo sversamento abusivo dei rifiuti
Le indagini dei Carabinieri Forestali non si sono fermate all’incendio. Gli investigatori hanno anche ricostruito la fase precedente, individuando i responsabili dello scarico abusivo di rifiuti. Tra il 30 aprile e il 5 maggio 2026, tre uomini italiani, di età compresa tra i 35 e i 70 anni, avrebbero trasportato e abbandonato nello stesso luogo i venti sacchi poi dati alle fiamme. Anche loro, residenti nell’aerea vesuviana, avrebbero utilizzato l’automobile di uno dei tre per effettuare il trasporto illecito. Per i tre è subito scattata la denuncia a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti. Inoltre, hanno ritirato la patente al conducente del veicolo. Una misura adottata nell’ambito delle sanzioni previste per i reati ambientali.
La lotta contro la Terra dei Fuochi
L’operazione dei carabinieri è un nuovo tassello nella lunga battaglia contro gli incendi tossici nel Vesuviano e gli sversamenti abusivi. Le forze dell’ordine stanno intensificando i controlli nelle aree più colpite grazie all’utilizzo di droni, telecamere e sistemi di monitoraggio ancora più avanzati. L’obiettivo non è solo individuare chi appicca materialmente il fuoco, ma anche colpire l’intera filiera illegale dietro lo smaltimento dei rifiuti. Negli ultimi anni, il fenomeno ha provocato gravi conseguenze, sia dal punto di vista ambientale che sanitario. Ha inoltre alimentato la preoccupazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste.
Le zone bonificate del Parco del Vesuvio oggi sono aree particolarmente sorvegliate, proprio per evitare che tornino ad essere discariche abusive o luoghi di combustione illegale. Vicende come questa, mostrano quanto il problema dei rifiuti illegali sia ancora profondamente radicato nel territorio campano. Nonostante gli sforzi delle istituzioni e delle forze dell’ordine, continuano ad emergere comportamenti irresponsabili. Il tutto, mette a rischio l’ambiente, ma anche la salute pubblica e il patrimonio naturale del Vesuvio.


