L'Ospedale Pascale di Napoli
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📍 Napoli

4 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Tumore al seno e medicina di precisione, al Pascale lo studio per anticipare l’efficacia delle terapie innovative

Finanziato dal Ministero della Salute, lo studio punta a identificare in anticipo le pazienti che risponderanno alle terapie più avanzate

Il tumore al seno è al centro di un nuovo progetto di ricerca coordinato dall’Istituto nazionale tumori “Fondazione Pascale di Napoli, con l’obiettivo di comprendere in anticipo quali pazienti risponderanno alle terapie innovative. Lo studio, finanziato dal Ministero della Salute, si concentra sulle forme iniziali di carcinoma mammario trattate anche con immunoterapia e farmaci di nuova generazione. L’idea è passare da una medicina che osserva gli effetti delle cure a una che li prevede prima ancora di iniziare il trattamento.

Il progetto finanziato dal Ministero della Salute

L’iniziativa nasce all’interno dell’Irccs Fondazione Pascale e coinvolge il Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare. Il progetto si inserisce nel più ampio sviluppo della medicina di precisione, un approccio che mira a personalizzare le terapie oncologiche sulla base delle caratteristiche biologiche del singolo tumore. Al centro della ricerca c’è una domanda chiave: perché, a parità di diagnosi e trattamento, alcune pazienti ottengono benefici duraturi mentre altre sviluppano rapidamente resistenza ai farmaci? Comprendere questi meccanismi significa migliorare l’efficacia delle cure e ridurre trattamenti inutili o poco efficaci.

Le nuove terapie e la sfida della risposta ai farmaci

Negli ultimi anni il trattamento del tumore al seno ha conosciuto un’evoluzione significativa grazie all’arrivo di terapie sempre più mirate. Tra queste, i coniugati anticorpo-farmaco (Adc) rappresentano una delle innovazioni più rilevanti: molecole progettate per trasportare la chemioterapia direttamente all’interno delle cellule tumorali, riducendo l’impatto sui tessuti sani. Accanto a questi farmaci si stanno diffondendo anche l’immunoterapia e altre strategie avanzate, capaci di attivare il sistema immunitario contro il tumore. Tuttavia, non tutte le pazienti rispondono allo stesso modo. In alcuni casi la risposta è profonda e duratura, in altri il tumore riesce rapidamente a sviluppare meccanismi di resistenza. È proprio questa variabilità a rappresentare oggi una delle principali sfide della ricerca oncologica: identificare in anticipo chi può beneficiare davvero di una determinata terapia.

Tumore al seno - immagine di repertorio
Tumore al seno – immagine di repertorio

Le tecnologie del progetto: dal tessuto tumorale al sangue

Per affrontare questo problema, il progetto del Pascale utilizza due strumenti complementari. Il primo è la trascrittomica spaziale, una tecnologia avanzata che consente di analizzare l’attività dei geni all’interno del tessuto tumorale mantenendo la loro posizione originaria. In questo modo è possibile costruire vere e proprie mappe biologiche del tumore, osservando non solo quali geni sono attivi, ma anche dove e come interagiscono tra loro nel microambiente della malattia. Il secondo strumento riguarda invece il sangue delle pazienti, attraverso lo studio degli esosomi, minuscole vescicole rilasciate dalle cellule tumorali. Questi “messaggeri” biologici circolano nel sangue e possono essere analizzati tramite una biopsia liquida, una tecnica poco invasiva che permette di monitorare l’evoluzione del tumore nel tempo.

L’integrazione tra queste due prospettive – il tessuto tumorale e il sangue – consentirà ai ricercatori di osservare come la malattia cambia sotto l’effetto delle terapie, raccogliendo campioni prima dell’inizio dei trattamenti e al momento dell’intervento chirurgico.

Verso una medicina predittiva e personalizzata

L’obiettivo finale è duplice: identificare biomarcatori in grado di prevedere la risposta alle terapie e comprendere i meccanismi molecolari alla base della resistenza precoce ai farmaci. “Identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia, e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza”, ha spiegato Michelino De Laurentiis, principal investigator del progetto e direttore del Dipartimento di Oncologia Senologica e Toraco-Polmonare del Pascale. “La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica nel microambiente tumorale preservandone l’organizzazione spaziale, mentre l’analisi degli esosomi circolanti rende possibile un monitoraggio dinamico, non invasivo, dell’evoluzione della malattia sotto pressione terapeutica”. Secondo De Laurentiis, si tratta di un cambiamento di prospettiva rilevante per l’oncologia: “È un cambio di paradigma: dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori. Questo è ciò che la medicina di precisione deve diventare per avere un impatto reale sull’esito clinico delle nostre pazienti”.

Se gli obiettivi verranno raggiunti, il progetto potrebbe contribuire a rendere più mirate le terapie per il tumore al seno, riducendo l’incertezza clinica e migliorando la qualità delle cure, attraverso una maggiore capacità di prevedere l’efficacia dei trattamenti fin dalle prime fasi della malattia.


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