I deputati del Movimento 5 Stelle intervengono sul caso del litorale di Miseno-Miliscola, sostenendo la richiesta del sindaco di Bacoli per una revisione degli spazi occupati
L’appello del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, sulla gestione del litorale di Miseno-Miliscola ha riacceso il dibattito sull’accesso alle spiagge e sull’utilizzo di ampie porzioni di arenile. Secondo quanto denunciato dal primo cittadino, oltre la metà della costa risulterebbe occupata da strutture riconducibili a lidi militari, per un’estensione complessiva stimata in circa 70.000 metri quadrati. Una situazione che, sempre secondo il sindaco, porrebbe un problema di equilibrio tra esigenze istituzionali e diritto alla fruizione pubblica del mare. L’area interessata è una delle più frequentate e rilevanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale del litorale flegreo, meta di residenti e turisti soprattutto nei mesi estivi.
Le dichiarazioni di Caso e Auriemma (M5S)
Sul tema sono intervenuti i deputati del Movimento 5 Stelle Antonio Caso e Carmela Auriemma, che hanno espresso sostegno all’iniziativa del sindaco di Bacoli, definendo “giusto” l’appello lanciato e chiedendo un intervento delle istituzioni competenti. “L’appello che arriva dal sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, è giusto e va sostenuto con forza”, hanno dichiarato i due parlamentari, richiamando i dati diffusi dall’amministrazione comunale sull’occupazione del litorale. Caso e Auriemma hanno sottolineato come, a loro avviso, la questione rappresenti un tema di “giustizia territoriale” che richiede una risposta istituzionale tempestiva e coordinata tra i vari livelli di governo. Nel loro intervento hanno ribadito che “il mare è un bene pubblico e non può diventare un privilegio per pochi”.
I deputati hanno inoltre precisato che il ruolo delle forze armate e dei corpi dello Stato non è in discussione, ma hanno contestato la presenza di ampie porzioni di costa sottratte alla libera fruizione senza, a loro dire, una evidente e attuale necessità operativa o di sicurezza.

Il nodo della fruizione pubblica e le aree costiere contese
Il caso del litorale di Miseno-Miliscola riguarda la gestione delle coste italiane e il bilanciamento tra utilizzi pubblici, concessioni e aree destinate a funzioni istituzionali. In molte località costiere, infatti, la disponibilità di spiagge libere rappresenta un tema ricorrente nel confronto tra amministrazioni locali, cittadini e soggetti pubblici o privati che ne detengono la gestione.
Nel caso specifico, la presenza di aree destinate a utilizzi militari solleva interrogativi sull’effettiva estensione necessaria per tali attività rispetto alla superficie complessiva del litorale disponibile. Le osservazioni avanzate dal Comune di Bacoli e riprese dai parlamentari M5S puntano a una verifica complessiva delle condizioni attuali e delle eventuali possibilità di rimodulazione degli spazi.
La richiesta di un tavolo istituzionale
Nel loro intervento, Caso e Auriemma hanno auspicato l’apertura di un confronto istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo indicato è quello di avviare un tavolo tra Comune, Governo, Agenzia del Demanio e amministrazioni interessate per valutare possibili soluzioni. “Per questo auspichiamo l’apertura di un tavolo tra Comune, Governo, Agenzia del Demanio e amministrazioni coinvolte, con un obiettivo chiaro: arrivare a un accordo che consenta di restituire una parte significativa di quel litorale alla collettività”, hanno affermato i due deputati.
L’eventuale percorso negoziale, secondo quanto auspicato, dovrebbe puntare a una revisione dell’attuale assetto, tenendo conto sia delle esigenze operative delle amministrazioni coinvolte sia del diritto alla libera fruizione delle aree costiere da parte dei cittadini. Al momento, la questione resta aperta e affidata al confronto tra istituzioni locali e nazionali, in attesa di eventuali sviluppi sul piano amministrativo o politico.


