Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

27 Aprile 2026

Cristina Siciliano

Comunali a Salerno, otto candidati sindaco e 21 liste in campo: De Luca guida la sfida senza il simbolo del Pd

In campo 21 liste complessive e una competizione frammentata che vede il ritorno dell’ex sindaco per la quinta fascia tricolore

A Salerno si va verso una tornata elettorale particolarmente affollata: sono otto i candidati alla carica di sindaco e 21 le liste presentate. In primo piano il ritorno di Vincenzo De Luca, già primo cittadino ed ex presidente della Regione Campania, che punta alla quinta elezione a sindaco sostenuto da sette liste civiche, senza il simbolo del Partito Democratico. Sullo sfondo un centrodestra ricompattato e una serie di candidature civiche e politiche che rendono il quadro altamente frammentato.

La sfida a Salerno e il ritorno di De Luca

La competizione per Palazzo di Città si presenta come una delle più complesse degli ultimi anni. Vincenzo De Luca torna in campo dopo dieci anni, scegliendo ancora una volta uno schema civico. La sua coalizione si articola su sette liste, tutte prive del simbolo del Pd, in continuità con un modello politico già sperimentato nelle precedenti esperienze amministrative. Per l’ex sindaco si tratta di una nuova sfida personale: conquistare per la quinta volta la guida della città. Una candidatura che si inserisce in un contesto politico locale segnato da equilibri instabili e da una forte frammentazione dell’offerta elettorale. Sul fronte delle candidature, oltre a De Luca, figurano altri sette aspiranti alla fascia tricolore. Il numero complessivo delle liste, 21, conferma una competizione particolarmente articolata, con più soggetti civici e politici in campo.

Il centrodestra e le candidature civiche e politiche

Il centrodestra, dopo settimane di confronti interni, ha trovato una sintesi attorno alla candidatura di Gherardo Maria Marenghi. La sua coalizione è sostenuta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, in un quadro di ricomposizione avvenuto in extremis. Accanto ai due principali schieramenti si colloca una galassia di candidati civici e liste singole. Armando Zambrano corre con tre liste a sostegno, mentre Franco Massimo Lanocita è sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Altri candidati si presentano invece con singole liste: Alessandro Turchi con “Salerno Migliore”, Mimmo Ventura con “Dimensione Bandecchi”, Elisabetta Barone con “Semplice Salerno” e Pio Antonio De Felice con “Potere al Popolo”. La presenza di numerose candidature autonome contribuisce a rendere il quadro elettorale particolarmente frammentato, con possibili ripercussioni sugli equilibri del voto e sugli eventuali scenari di ballottaggio.

Gherardo Maria Marenghi
Gherardo Maria Marenghi Foto social

Il quadro provinciale e la corsa nei principali comuni

Il voto amministrativo non riguarda soltanto Salerno, ma coinvolge numerosi centri della provincia e dell’intera regione. Ad Avellino sono tre i candidati sindaco. Il campo largo si affida a Nello Pizza, penalista ed ex segretario provinciale del Pd, già candidato nel 2018 contro Vincenzo Ciampi. La sua candidatura si inserisce in un contesto segnato da forti contrapposizioni interne al centrodestra locale, con due ex sindaci, Laura Nargi e Gianluca Festa, ora in campo con liste civiche e sostegni politici differenziati. In totale sono 15 le liste e 480 candidati consiglieri per 32 seggi disponibili.

Nel resto della Campania si registra una vasta partecipazione elettorale. Tra i comuni al voto figurano centri rilevanti del Salernitano come Cava de’ Tirreni, Angri, Amalfi, Positano e Campagna. Nel Napoletano sono chiamati alle urne, tra gli altri, Pompei, Portici, Ercolano, Sorrento e Casalnuovo. In provincia di Caserta spiccano Marcianise, Aversa e Santa Maria a Vico, mentre in Irpinia e nel Sannio si segnalano numerosi piccoli e medi centri. Nel Golfo di Napoli si rinnova la sfida a Procida tra Titta Lubrano e Luigi Muro, mentre a Lacco Ameno si ripropone il confronto tra Giacomo Pascale e Domenico De Siano, in una competizione che richiama precedenti elettorali molto equilibrati.

Il quadro complessivo restituisce una tornata amministrativa diffusa e frammentata, con molteplici centri decisionali e una forte presenza di liste civiche che affiancano i tradizionali schieramenti politici.

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