Le fiamme sarebbero state appiccate in una cella da due detenuti e si sono estese all’intera sezione detentiva
Un incendio di natura dolosa è scoppiato nel carcere di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino. Esso ha provocato l’intossicazione di otto agenti della Polizia Penitenziaria, tra cui il comandante dell’istituto. Secondo quanto riferito dal sindacato USPP, le fiamme sarebbero state innescate all’interno di una cella da due detenuti. L’episodio ha reso necessario l’intervento immediato del personale penitenziario. Infatti, era fondamentale contenere il rogo e mettere in sicurezza la sezione detentiva coinvolta.
La dinamica dell’incendio nella sezione detentiva
L’episodio si è verificato all’interno di una sezione del carcere irpino nella giornata del 17 aprile. Secondo le informazioni diffuse dall’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (USPP), l’incendio sarebbe stato provocato da due detenuti, già noti per comportamenti problematici. Essi avrebbero appiccato il fuoco alla propria cella.
Le fiamme, in breve tempo, si sarebbero propagate oltre il locale di origine. Inoltre, hanno interessato l’intera sezione detentiva. La rapidità con cui il rogo si è esteso ha reso complesso il contenimento da parte del personale presente. Questi è intervenuto per evitare ulteriori conseguenze e per garantire l’evacuazione e la messa in sicurezza dell’area. Non risultano, al momento, ulteriori dettagli ufficiali sulle modalità precise di innesco dell’incendio. Tuttavia, la matrice dolosa è stata indicata nelle comunicazioni sindacali.
L’intervento della Polizia Penitenziaria e le operazioni di soccorso
Il personale della Polizia Penitenziaria è intervenuto immediatamente per domare le fiamme e circoscrivere l’incendio. In questo modo si è evitato che la situazione potesse degenerare ulteriormente all’interno della struttura detentiva. L’operazione, secondo quanto riportato, è stata condotta in condizioni di forte criticità a causa del fumo e della propagazione rapida del rogo.
Durante le operazioni, otto agenti sono rimasti intossicati, tra cui il comandante del reparto. Il loro intervento è stato definito dall’USPP come determinante per evitare conseguenze più gravi all’interno dell’istituto. Secondo quanto comunicato, il comandante e un altro agente sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Avellino. Gli altri cinque agenti sono stati trasferiti presso le strutture ospedaliere di Sant’Angelo dei Lombardi e di Ariano Irpino. Questi sono stati sottoposti ad accertamenti e cure legate all’intossicazione da fumo.
Le condizioni dei feriti non sono state dettagliate ulteriormente nelle comunicazioni disponibili. Tuttavia, i trasferimenti in più presidi ospedalieri indicano la necessità di una gestione diffusa dell’emergenza sanitaria.

Le reazioni dell’USPP e il tema della sicurezza negli istituti
L’USPP ha espresso una posizione di forte preoccupazione rispetto a quanto accaduto. Inoltre, ha sottolineato come l’episodio si inserisca in un quadro più ampio di criticità che interesserebbero diversi istituti penitenziari.
Nel commentare l’accaduto, i rappresentanti sindacali hanno evidenziato come il personale operi quotidianamente in condizioni complesse, spesso caratterizzate da tensioni interne e da carichi di lavoro elevati. È stato inoltre ribadito il riconoscimento del comportamento degli agenti intervenuti. Questi hanno agito, secondo il sindacato, con tempestività e coraggio, contribuendo a evitare conseguenze peggiori.
Il sindacato ha anche richiamato l’attenzione sulla situazione specifica del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi. Infatti, ha evidenziato come l’istituto, nel tempo, abbia visto un incremento della presenza di detenuti trasferiti per motivi di ordine e sicurezza. Questo è avvenuto a fronte – secondo la loro lettura – di una dotazione di personale ritenuta insufficiente.
L’episodio riaccende così il dibattito sulle condizioni operative all’interno delle carceri italiane. In particolare, la discussione riguarda la gestione di eventi critici e la sicurezza del personale penitenziario.
Le conseguenze e gli accertamenti in corso
Al momento sono in corso verifiche interne per ricostruire con precisione la dinamica dell’incendio e le responsabilità individuali. Le autorità competenti dovranno accertare le modalità con cui i detenuti avrebbero appiccato il fuoco e valutare eventuali misure successive nei loro confronti.
L’attenzione resta concentrata anche sulle condizioni di salute degli agenti coinvolti, tutti sottoposti a controlli medici dopo l’intossicazione. La gestione dell’emergenza ha evitato, secondo le prime ricostruzioni, conseguenze più gravi all’interno della struttura.


