La scuola superiore di Saviano ha dovuto abbandonare la sede storica, in attesa di una nuova struttura mai realizzata. Intanto, le lezioni sono suddivise tra più sedi e le iscrizioni sono in calo
L’istituto scolastico superiore di Saviano Montalcini-Ferraris, un’importante realtà educativa del territorio, ha recentemente affrontato un momento di grande difficoltà. A luglio, infatti, la scuola è stata sfrattata dall’immobile che occupava da anni in affitto, a seguito di una sentenza favorevole alla nuova proprietà dell’edificio. Una vicenda che ha avuto inizio due anni fa, quando l’immobile, di proprietà privata, è stato venduto e la nuova proprietà ha richiesto un aumento del canone di locazione alla Provincia, senza ottenere alcuna risposta. In assenza di una soluzione, la questione è finita in tribunale, con il rilascio dei locali come esito finale. “L’edificio è stato venduto due anni fa, e la nuova proprietà ha chiesto un adeguamento del canone. Purtroppo, non abbiamo ricevuto risposte. Hanno fatto valere i loro diritti per via legale e alla fine hanno vinto”, spiega una docente dell’istituto.
Una soluzione provvisoria: lezioni in più sedi
A partire dall’inizio del nuovo anno scolastico, l’istituto si è visto costretto a riorganizzare le proprie attività didattiche in maniera provvisoria. Alcune classi sono state trasferite nella sede principale di Saviano, in piazza Musco, mentre altre sono ospitate all’interno di una scuola primaria recentemente ristrutturata. Una soluzione temporanea che, però, sta creando disagi non solo dal punto di vista logistico, ma anche per le famiglie e gli studenti.
“Questa situazione ha avuto un impatto significativo sulle nuove iscrizioni. Molte famiglie sono state disorientate da questa incertezza e hanno preferito orientarsi verso altre scuole”, aggiunge un’altra fonte interna all’istituto. La dispersione delle classi, inoltre, ha comportato una difficoltà nell’organizzazione delle attività scolastiche, con conseguenti rallentamenti nel normale svolgimento delle lezioni.
La nuova sede: promesse non mantenute
Ma le difficoltà della scuola non si fermano qui. Da anni, infatti, si parla della realizzazione di una nuova sede scolastica a Saviano, destinata a risolvere in maniera definitiva la questione degli spazi. L’area per la costruzione dell’edificio è stata individuata, ma i lavori non sono mai stati avviati.
“A luglio ci avevano detto che saremmo diventati una priorità, ma di fatto non è stato fatto nulla. Neanche una piccola buca con una pala da giardino è stata scava”, racconta una fonte interna all’istituto, esprimendo delusione e frustrazione per la situazione. La promessa di una nuova sede scolastica, quindi, rimane ancora lontana dall’essere realizzata.
Nonostante le dichiarazioni pubbliche, le famiglie e gli studenti non vedono progressi concreti, e la scuola continua a vivere un periodo di grande incertezza. La Provincia, dal canto suo, non ha ancora fornito aggiornamenti chiari sulla questione, lasciando la comunità scolastica in un limbo.

Le iscrizioni in calo: le preoccupazioni per il futuro
Il quadro complessivo per l’istituto scolastico di Saviano non appare positivo. La mancanza di una sede stabile e l’incertezza sulle future soluzioni stanno contribuendo a un calo delle iscrizioni, con possibili ripercussioni anche sulla qualità dell’offerta formativa. Il futuro dell’istituto è ora appeso a un filo: la speranza di una nuova sede, tanto attesa quanto mai realizzata, è l’unica possibilità per porre fine a un periodo di incertezze e difficoltà che continua a gravare sulla scuola e sui suoi studenti.
Saviano, flashmob per salvare la scuola “Montalcini-Ferraris”: un appello alle istituzioni
Il 3 aprile, davanti all’Istituto superiore “Montalcini-Ferraris” di Saviano, si è svolto un flashmob organizzato dall’attivista Carmine Piccolo, con il supporto del comitato “La Corsa per la Vita”. L’iniziativa ha visto la partecipazione di docenti, studenti e cittadini, uniti dalla preoccupazione per la chiusura dell’istituto, punto di riferimento fondamentale per la comunità. L’evento ha messo in luce la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni locali e regionali, in vista delle prossime elezioni amministrative. Secondo quanto riporta Binews, durante la manifestazione, Piccolo ha ringraziato il dirigente scolastico Domenico Ciccone per la sua disponibilità, mentre il messaggio simbolico “Se chiude una scuola, Cristo muore due volte” ha richiamato l’importanza sociale e culturale dell’istruzione. Peppe Allocca, tra i partecipanti, ha denunciato il disinteresse istituzionale per le aree vesuviane, chiedendo che la scuola e gli edifici scolastici diventino una priorità per le future amministrazioni.


