La Giunta comunale ha approvato il PAD, il piano attuativo sul demanio marittimo. Ora si apre la partecipazione pubblica. Ma la costa di Giugliano aspetta questo momento da molto tempo.
C’è un tratto di costa che appartiene a Giugliano in Campania e che molti giuglianesi non hanno mai davvero vissuto come proprio: Lago Patria, il litorale domitiano, la fascia che separa la città dal mare, un territorio che nel corso degli anni ha accumulato abusi, degrado, concessioni balneari affidate in modo opaco, accessi limitati, un pezzo di territorio pubblico trattato troppo spesso come se pubblico non fosse.
La Giunta comunale ha adottato il PAD, Piano per l’utilizzazione delle aree del Demanio marittimo, rispettando i tempi fissati dalla Regione Campania, un atto amministrativo atteso, che non risolve da solo i problemi di quella costa, ma che pone le condizioni perché qualcosa, finalmente, cominci a cambiare.
Cosa prevede il PAD: partecipazione, spiagge libere e gare
Il Piano adottato dalla Giunta fissa quattro obiettivi principali. Il primo è la pubblicazione del documento sul sito del Comune per avviare una fase di partecipazione pubblica: cittadini, operatori del settore, associazioni e forze politiche potranno presentare proposte, osservazioni e contributi, che confluiranno nella versione definitiva del piano. Il secondo obiettivo è garantire che una parte significativa del litorale rimanga ad accesso libero e gratuito, con spiagge libere e libere attrezzate.
Il terzo punto riguarda la continuità delle attività balneari per la stagione in corso, evitando che l’iter pianificatorio si traduca in un blocco per i gestori già operativi. Il quarto, forse il più atteso, è l’avvio delle procedure di gara per le concessioni demaniali marittime nelle aree del litorale già interessate dalla presenza di strutture balneari: un passaggio che mette fine al regime di proroga che ha caratterizzato le concessioni balneari italiane per anni e che ha spesso favorito chi era già insediato a scapito della concorrenza e della trasparenza.

Il quadro regionale: il PUAD del 2024 e l’obbligo del 30%
Il PAD di Giugliano si inserisce in un quadro normativo più ampio. La Regione Campania ha approvato nel 2024 il PUAD, Piano di Utilizzazione delle Aree del Demanio marittimo regionale, che costituisce il riferimento a cui tutti i comuni costieri campani devono adeguarsi. Uno dei cardini di quel piano è l’obbligo di destinare almeno il trenta per cento della lunghezza degli arenili a libera e gratuita fruizione: una soglia superiore a quella prevista dalla normativa precedente, che si fermava al venti per cento.
I comuni costieri sono tenuti a elaborare i propri PAD in coerenza con questo quadro regionale, garantendo accesso facilitato per le persone con disabilità, qualità ambientale e architettonica delle strutture, uniformità della segnaletica. Non si tratta solo di estetica, ma sono criteri che definiscono il tipo di litorale che una comunità decide di avere.
La costa di Giugliano: un territorio che aspetta
Parlare di Piano Spiagge a Giugliano significa parlare di un territorio con una storia complessa. Il litorale domitiano è da decenni sotto pressione: speculazione edilizia, presenza camorristica nell’economia balneare, discariche abusive nelle aree retrodunali, accessi al mare ostacolati da recinzioni e strutture private. La fascia costiera del comune più popoloso della provincia di Napoli (oltre centoventicinquemila abitanti) è rimasta per troppo tempo una periferia della periferia, priva di un disegno urbanistico coerente e di una gestione pubblica trasparente.
Un Piano Spiagge non basta a invertire decenni di abbandono, ma è uno strumento necessario, e la sua assenza è stata per anni una delle ragioni per cui quel litorale non è mai riuscito a diventare una risorsa vera per i cittadini. La fase di partecipazione che si apre ora è l’occasione per misurare quanto Giugliano voglia davvero riprendere in mano la propria costa. Le proposte che arriveranno diranno qualcosa di preciso su questo.


