La donna, dopo la separazione, aveva iniziato una nuova relazione: l’uomo avrebbe intensificato minacce e pedinamenti fino all’intervento della Polizia
Per mesi avrebbe perseguitato l’ex moglie, incapace di accettare la fine della relazione e la nuova vita sentimentale della donna. Un uomo di 50 anni, residente nel Beneventano, è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di atti persecutori. Determinanti, ai fini delle indagini, le denunce della vittima e i messaggi minatori, tra cui quello in cui l’uomo avrebbe annunciato di volerla uccidere durante le festività pasquali. Tra i messaggi contestati, anche una minaccia esplicita: “Ti uccido a Pasqua”.
Le minacce e la denuncia della vittima
La vicenda prende forma dopo la separazione della coppia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda ha avuto origine dopo la separazione della coppia. La donna aveva deciso di intraprendere una nuova relazione sentimentale, scelta che l’ex marito non avrebbe accettato. Da quel momento sarebbero iniziati comportamenti vessatori: insulti, minacce e messaggi reiterati, anche tramite applicazioni di messaggistica come WhatsApp.
La vittima, sempre più intimorita, si è rivolta alle forze dell’ordine, denunciando una situazione che nel tempo sarebbe diventata insostenibile. Tra gli elementi raccolti dagli inquirenti figurano anche minacce di morte, formulate in modo esplicito. In particolare, quella riferita al periodo pasquale è stata ritenuta significativa nel delineare la gravità del quadro.
Il trasferimento in un’altra città e l’escalation
Nel tentativo di sottrarsi alle persecuzioni, la donna aveva deciso di cambiare città, trasferendosi in un altro comune della provincia di Benevento. Una scelta dettata dalla necessità di tutelare la propria sicurezza e ritrovare una condizione di serenità.
Tuttavia, secondo quanto emerso dalle indagini, il trasferimento non avrebbe posto fine alle condotte dell’uomo. Al contrario, gli atteggiamenti persecutori sarebbero proseguiti, configurando un’escalation che ha reso necessario l’intervento della Squadra Mobile. Gli investigatori hanno quindi avviato accertamenti mirati, monitorando i movimenti del sospettato e raccogliendo elementi utili a ricostruire il quadro complessivo dei fatti.
L’arresto e il sequestro del materiale
L’arresto è avvenuto nei pressi dell’abitazione dell’uomo. Gli agenti hanno atteso il suo arrivo e sono intervenuti quando il 50enne è giunto a bordo della propria automobile. Bloccato immediatamente, è stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare.
Nel corso dei controlli, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato una confezione di “diavolina” e un binocolo, nascosti sotto il sedile dell’auto, oltre al telefono cellulare dell’uomo. Gli oggetti sono stati acquisiti nell’ambito delle indagini, in quanto ritenuti potenzialmente rilevanti per chiarire ulteriormente le condotte contestate.
Al termine delle formalità di rito, il 50enne è stato arrestato in flagranza differita per il reato di atti persecutori. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è stato trasferito in carcere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.

Il quadro investigativo
L’autorità giudiziaria, informata dell’arresto, ha disposto il trasferimento dell’uomo in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi e consolidare il quadro probatorio. Gli elementi raccolti, dalle testimonianze ai messaggi, sono stati considerati coerenti e rilevanti dagli investigatori. Centrale resta la posizione della vittima, che aveva già adottato misure drastiche per proteggersi.
Nel sistema dell’informazione contemporanea, strutturato secondo criteri di chiarezza e gerarchia delle notizie tipici della “piramide invertita”, i fatti principali emergono fin dalle prime righe, lasciando poi spazio agli approfondimenti e ai dettagli investigativi. L’attività investigativa si è basata principalmente sulle dichiarazioni della vittima, ritenute coerenti e circostanziate, e sui riscontri raccolti dagli investigatori. I messaggi acquisiti e le segnalazioni hanno contribuito a delineare un quadro indiziario ritenuto grave, tale da giustificare l’intervento immediato delle forze dell’ordine.
La flagranza differita, applicata in questo caso, ha consentito di procedere all’arresto anche in assenza di un episodio avvenuto nell’immediatezza, sulla base della documentazione raccolta e della continuità delle condotte persecutorie.
Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi e accertare con precisione la portata delle azioni contestate all’uomo. Nel frattempo, resta centrale la tutela della vittima, che aveva già adottato misure drastiche come il trasferimento in un’altra città pur di sottrarsi alle minacce.


