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Auto dei Carabinieri - Immagine di repertorio

24 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Caserta, il falsario viveva sotto falso nome: arrestato dopo cinque anni di latitanza

Il 51enne era ricercato dal 2021 e viveva nel casertano sotto una falsa identità, fino all’arresto dei carabinieri di Vairano Scalo

Un uomo di 51 anni, originario della provincia di Caserta, è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Vairano Scalo dopo una latitanza durata quasi cinque anni. L’uomo era ricercato dal dicembre 2021 in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si era costruito una nuova identità utilizzando documenti falsi. Dovrà ora scontare oltre quattro anni di reclusione.

L’arresto a Vairano Scalo dopo settimane di indagini

L’operazione che ha portato all’arresto è stata condotta nel pomeriggio del 23 marzo dai carabinieri della Stazione di Vairano Scalo. Le attività investigative si sono sviluppate nell’ambito di un servizio di controllo e ricerca di soggetti destinatari di provvedimenti restrittivi. Secondo quanto riferito, i militari hanno lavorato per settimane su una serie di informazioni raccolte sul territorio, attraverso appostamenti, verifiche e attività di osservazione. Questo lavoro ha permesso di individuare un’abitazione nel casertano ritenuta compatibile con la presenza del ricercato.

Quando i carabinieri hanno fatto accesso nell’immobile, l’uomo si trovava all’interno e non avrebbe opposto resistenza. L’identificazione successiva ha confermato che si trattava proprio del 51enne destinatario dell’ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Napoli.

La vita sotto falsa identità e i documenti contraffatti

Nel corso degli accertamenti, è emerso che il latitante avrebbe vissuto per lungo tempo utilizzando un’identità fittizia. L’obiettivo sarebbe stato quello di sottrarsi ai controlli e rendere più difficile la propria individuazione da parte delle forze dell’ordine.

Durante la perquisizione dell’abitazione, i militari hanno rinvenuto documenti risultati contraffatti. In particolare, una carta d’identità valida per l’espatrio riportava la fotografia dell’uomo ma dati anagrafici appartenenti a un’altra persona. È stata inoltre sequestrata una patente di guida con elementi alterati relativi a rilascio e scadenza.

Secondo le prime ricostruzioni, proprio il possesso e l’utilizzo di questi documenti avrebbe rappresentato uno degli elementi centrali della strategia di occultamento dell’identità. Paradossalmente, proprio tali strumenti avrebbero contribuito a confermare l’identità del ricercato nel momento del controllo.

Le accuse e la pena residua da scontare

L’uomo era ricercato per reati commessi a Napoli nel novembre 2018. Le contestazioni riguardano attività legate alla falsificazione e alla spendita di monete contraffatte, oltre alla fabbricazione e all’utilizzo di documenti falsi.

L’ordine di carcerazione eseguito nei suoi confronti prevede una pena residua di 4 anni, 3 mesi e 5 giorni di reclusione, oltre al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 400 euro.

Dopo le formalità di rito svolte presso la caserma, il 51enne è stato trasferito nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esecuzione della pena.

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Il contesto dei controlli dei Carabinieri sul territorio

L’arresto si inserisce in un quadro più ampio di attività di controllo e monitoraggio del territorio portate avanti dal Comando Provinciale dei Carabinieri. Le operazioni mirano in particolare alla ricerca di persone destinatarie di provvedimenti restrittivi e alla verifica di situazioni di irregolarità legate alla documentazione personale.

Negli ultimi anni, le forze dell’ordine hanno intensificato le attività investigative basate anche sull’analisi delle informazioni raccolte localmente, oltre che su osservazione diretta e verifiche incrociate. In questo caso, la combinazione di elementi informativi e attività sul campo ha consentito di chiudere una latitanza che si protraeva da tempo.

L’arresto del 51enne rappresenta quindi uno degli esiti di questo tipo di interventi, che puntano a ridurre le aree di invisibilità costruite attraverso l’uso di identità fittizie o documenti alterati.

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