Il sindaco di Napoli e presidente dell’ANCI commenta la vittoria del No e l’importanza di un approccio condiviso per le riforme costituzionali
Con una partecipazione massiccia e una netta prevalenza del No, il referendum costituzionale si è concluso con un risultato che, secondo il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, segnala un forte messaggio di coesione e impegno civico. In un incontro con i giornalisti, Manfredi ha ribadito l’importanza di un processo riformista che tenga conto della pluralità delle voci politiche e sociali. Inoltre, secondo lui bisogna evitare l’approccio conflittuale che caratterizzerebbe una riforma senza consenso.
Grande partecipazione e vittoria del No
“Si è trattato di un grande risultato, innanzitutto per la partecipazione“, ha dichiarato Manfredi, facendo riferimento al dato positivo che ha caratterizzato il referendum in tutta Italia. “È un segno che la democrazia è viva“, ha continuato, ricordando come anche in Campania, e in particolare a Napoli, la partecipazione sia stata significativa. Nonostante la tendenza storica a un basso afflusso alle urne in queste aree, Manfredi ha sottolineato l’importanza dei dati. “Napoli ha ottenuto il miglior risultato tra le grandi città italiane“, ha aggiunto con soddisfazione il sindaco. In questo modo ha commentato la risposta positiva della città.
Il metodo delle riforme: fare insieme
Tuttavia, secondo Manfredi, il significato del voto va oltre il merito della proposta referendaria. “Il messaggio più forte che arriva dai cittadini riguarda il metodo”, ha sottolineato. La riforma, per essere davvero efficace, deve essere condivisa e costruita insieme, con il coinvolgimento di tutte le forze politiche e sociali. “Le grandi riforme costituzionali vanno fatte insieme“, ha dichiarato con fermezza. Il sindaco ha poi citato la necessità di affrontare altre riforme, come quella della legge elettorale o del sistema di governo. Secondo lui, solo con un approccio inclusivo e senza conflitti si può evitare di minare la stabilità democratica del Paese.
Manfredi ha ricordato come la Costituzione italiana sia stata scritta da forze politiche diverse, alcune delle quali provenienti da esperienze diametralmente opposte, ma unite dal desiderio di costruire un futuro comune. “Anche la legge elettorale, se va cambiata, deve essere cambiata in modo condiviso, perché le regole del gioco devono essere definite insieme”, ha dichiarato.

Il ruolo dei partiti nella mobilitazione civica
In un passaggio del suo intervento, il sindaco ha sottolineato la responsabilità dei partiti nell’incanalare la grande partecipazione civica che ha caratterizzato il referendum. “La politica spesso sottovaluta la capacità di partecipazione dei cittadini”, ha osservato. “Ma paradossalmente, sono gli elettori a essere oltre i partiti“. Manfredi ha esortato i partiti a consolidare questo coinvolgimento e a lavorare per un processo di partecipazione che si estenda anche alle prossime elezioni politiche e amministrative.
Conclusioni: l’importanza di un futuro riformista condiviso
Concludendo il suo intervento, Manfredi ha ribadito l’importanza di proseguire nel percorso riformista, ma in modo che la società tutta possa essere partecipe. “Non possiamo permetterci di rimanere fermi, la società cambia e le esigenze cambiano“, ha affermato. Tuttavia, ha sottolineato che la forma e il metodo con cui queste riforme vengono introdotte sono fondamentali per non minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. La vittoria del No al referendum, quindi, non è solo un segnale politico. Si tratta di una chiara richiesta di cambiamento nel processo riformista, che non può prescindere dalla condivisione e dal dialogo tra le diverse forze politiche e sociali del Paese.


