17enne aggredito Montesarchio
Ospedale San Pio di Benevento
📍 Benevento

21 Marzo 2026

Chiara Imbimbo

Neonata morta a Benevento, i genitori: “Non ci hanno ascoltati”. Il Monaldi diagnosticò un soffio al cuore

I genitori della neonata morta puntano il dito contro i medici del San Pio: «Avevamo segnalato i problemi al cuore, ma ci hanno rimandati a casa».

Iole e Clemente, i genitori di Ginevra la bambina di due mesi morta dopo le dimissioni al San Pio di Benevento, denunciano il dramma della figlia. La bambina aveva problemi cardiaci accertati sin dalla nascita dall’ospedale Monaldi. La Procura indaga sull’accaduto per accertare eventuali responsabilità mediche. Mentre i genitori attendono risposte, l’autopsia stabilirà le cause esatte del decesso. Le autorità analizzano ora le cartelle cliniche per fare luce sulla tragica fine della neonata.

Soffio al cuore diagnosticato dal Monaldi

I genitori di Ginevra ricostruiscono i tragici momenti della scomparsa della bimba nata il 22 gennaio e morta a soli due mesi. I genitori riferiscono che i medici del Monaldi di Napoli avevano inizialmente derubricato la patologia neonatale a un semplice soffio al cuore. Tuttavia, mercoledì sera la piccola mostrava un pallore estremo e sintomi riconducibili a un infarto.

«Ginevra è nata il 22 gennaio, fu trasferita al Monaldi di Napoli, dove ci avevano detto che era solo un piccolo soffio al cuore, che non era niente. Mercoledì sera era pallida, forse aveva sintomi di un infarto, ma in ospedale a Benevento non hanno fatto esami per il cuore, nonostante avessimo detto della problematica scoperta alla nascita», raccontano i genitori della bimba.

Nonostante la coppia avesse segnalato tempestivamente il pregresso problema cardiaco, il personale dell’ospedale San Pio di Benevento non ha eseguito gli esami specifici necessari. La neonata ha subito due ricoveri ravvicinati prima del decesso definitivo. Durante l’intervista a “Campania 24”, Iole e Clemente accusano la struttura sanitaria di non aver approfondito il quadro clinico. Ora la Procura coordina gli accertamenti mentre la famiglia attende l’autopsia per confermare le cause del dramma. I genitori cercano giustizia per una morte che ritengono evitabile se i medici avessero ascoltato i loro timori.

Neonato. Immagine di repertorio.
Neonato. Immagine di repertorio.

La corsa in ospedale per una crisi respiratoria

Iole e Clemente accompagnano d’urgenza la piccola Ginevra in ospedale dopo una preoccupante crisi respiratoria. I medici della struttura visitano la neonata ma, non riscontrando criticità immediate, dispongono le sue dimissioni poco dopo. Una volta rientrata a casa, la situazione precipita rapidamente: le condizioni della bambina peggiorano drasticamente, costringendo i genitori a una disperata corsa verso il nosocomio per la seconda volta.

Nonostante il tempestivo ritorno nella struttura sanitaria, il personale medico non riesce a stabilizzare il quadro clinico. La piccola Ginevra muore purtroppo pochi istanti dopo il secondo ricovero, lasciando i genitori nel dolore. La famiglia ora punta l’attenzione sulla decisione dei sanitari di rimandare a casa la bambina dopo il primo controllo. I magistrati esaminano i protocolli seguiti, mentre l’autopsia chiarirà se un intervento più incisivo durante la prima visita avrebbe evitato l’esito fatale. Iole e Clemente reclamano verità su quelle ore drammatiche.

Denuncia immediata da parte dei genitori

Iole e Clemente presentano immediatamente una denuncia formale tramite l’avvocato Antonio Leone per fare luce sulla morte della piccola Ginevra. Gli agenti della Squadra Mobile di Benevento acquisiscono tempestivamente la cartella clinica, mentre la Procura apre un fascicolo d’indagine per omicidio colposo. Gli inquirenti analizzano ogni passaggio medico avvenuto nelle ore precedenti al decesso per individuare eventuali negligenze. Attualmente, il personale sanitario trasferisce la salma nell’obitorio dell’ospedale San Pio, dove il medico legale eseguirà l’autopsia. Questo esame fondamentale stabilirà le cause esatte della tragedia, fornendo ai genitori le risposte che attendono con dolore.

La madre segnala una crisi cardiaca ma i medici non l’ascoltano

Iole riferisce di aver segnalato inutilmente ai medici una possibile insufficienza cardiaca, ma il personale ignora i suoi timori, limitandosi a esami superficiali come il controllo della pressione e delle urine. Nonostante i dubbi della madre, i sanitari dispongono le dimissioni della piccola Ginevra. Una volta a casa, i nonni notano un respiro estremamente affannoso; la neonata appare pallida, con le labbra cianotiche, costringendo i genitori a una seconda corsa disperata al pronto soccorso.

“Io avevo provato a dire che forse era un qualcosa che avesse a che fare con un’insufficienza cardiaca, ma non mi hanno praticamente ascoltata”, dice la mamma di Ginevra.  

Un secondo accesso in pronto soccorso al San Pio

In questa occasione, i medici tentano manovre di rianimazione per novanta minuti, avvalendosi finalmente di un cardiologo assente nel reparto di pediatria durante il primo accesso. Iole e Clemente chiariscono di non cercare una vendetta sommaria, ma esigono risposte concrete su eventuali responsabilità professionali. Mentre la famiglia attende la fissazione dell’autopsia, la Procura valuta se l’assenza di specialisti e il mancato ascolto dei sintomi abbiano determinato il tragico epilogo.

Una volta a casa, Ginevra «era sveglia, interagiva, ma piangeva – hanno raccontato i genitori – ma i nonni hanno sentito praticamente la bambina che respirava in maniera molto affannosa. Presa in braccio, era cadaverica. Aveva le labbra anche un po’ viola, l’abbiamo portata di nuovo in ospedale, stavolta al pronto soccorso. Lì hanno tentato di rianimarla per un’ora e mezza, è intervenuto anche un cardiologo che in Pediatria non c’era. Non vogliamo fare una caccia alle streghe, ma vogliamo semplicemente capire se ci sono delle responsabilità». 

La famiglia, ora, resta in attesa dell’esame autoptico cercando di capire se l’ospedale San Pio abbia realmente delle responsabilità riscontrabili nel poco credito dato alla diagnosi di soffio al cuore diagnosticata dal Monaldi.

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