A trentadue anni dall’uccisione del sacerdote il suo ricordo resta vivo come testimone di sacrificio e giustizia nel nome della legalità.
Il Presidente del Consiglio regionale campano, Massimiliano Manfredi, commemora Don Giuseppe Diana a trentadue anni dal suo assassinio. Oggi, inaugurata un sala in consiglio in suo onore. Egli descrive il sacerdote come un faro di giustizia e un autentico testimone evangelico. Manfredi afferma che la sua voce libera scuote ancora le coscienze di chi persegue la legalità. Il sacrificio di Don Peppe alimenta la speranza contro la violenza della camorra.
Don Diana “Autentico testimone del Vangelo”
A trentadue anni dal tragico omicidio del 19 marzo 1994, il Presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, onora la memoria di Don Giuseppe Diana attraverso una sala a lui dedicata.
Manfredi evidenzia come la voce libera e determinata di Don Peppe non si sia spenta, ma continui a scuotere le coscienze civili di quanti sognano una società equa.
“Don Giuseppe Diana, sacerdote coraggioso ed autentico testimone del Vangelo, ha rappresentato un faro di giustizia, legalità e speranza per il suo territorio e per l’intero Paese. La sua voce, libera e determinata, continua a risuonare nelle coscienze di quanti credono in una società più giusta, fondata sul rispetto della dignità umana e sul rifiuto di ogni forma di violenza e sopraffazione”, afferma.
Secondo il Presidente, l’eredità del parroco promuove attivamente il rispetto della dignità umana, contrastando con fermezza ogni forma di soprusi e violenza. Il sacrificio di Don Diana, avvenuto per mano della camorra, funge ancora oggi da pilastro per la speranza collettiva. Manfredi ribadisce che il messaggio di resistenza morale del sacerdote ispira chiunque rifiuti la sopraffazione criminale, confermando il valore universale della sua lotta per la libertà e la verità.

Una guida morale per le generazione future
Massimiliano Manfredi, Presidente del Consiglio regionale della Campania, evidenzia come il ricordo di Don Peppe Diana acquisti quest’anno un significato profondo grazie all’avvio del processo di beatificazione. Egli sostiene che tale percorso riconosca ufficialmente il sacrificio supremo del sacerdote e la sua straordinaria testimonianza di fede, unita a un incrollabile impegno civile.
“Quest’anno il ricordo di Don Peppe Diana assume un valore ancora più significativo – sottolinea Manfredi – con l’avvio del processo per la sua beatificazione: un percorso che riconosce non solo il suo sacrificio, ma anche la straordinaria testimonianza di fede e impegno civile che ha lasciato in eredità. Il Consiglio regionale della Campania ha voluto rendere omaggio alla sua figura dedicandogli una sala conferenze, affinché il suo nome continui a vivere nei luoghi delle Istituzioni, ispirando quotidianamente il nostro operato”, afferma Massimiliano Manfredi.
Manfredi spiega che le Istituzioni campane onorano concretamente questa eredità attraverso la dedicazione di una sala conferenze all’interno della sede regionale. Questo gesto simbolico punta a far vivere il nome di Don Diana nei luoghi decisionali, affinché il suo esempio ispiri quotidianamente l’operato politico e amministrativo. Il Presidente sottolinea che la figura del parroco di Casal di Principe rappresenta un modello di integrità per chiunque serva lo Stato. Egli conclude affermando che mantenere viva la memoria del suo operato rafforza la lotta contro l’illegalità, trasformando il ricordo in una guida morale per le generazioni future e per l’intera comunità.
La sua memoria come guida operativa
Arriva, poi, l’esortazione per la collettività a seguire l’esempio di Don Peppe Diana, avvertendo il dovere morale di trasformare la sua memoria in una guida operativa. Egli sostiene con forza che il sacerdote abbia trasmesso un insegnamento fondamentale: l’impossibilità di restare neutrali dinanzi alle ingiustizie sociali. Manfredi chiarisce che scegliere da che parte stare non rappresenta un’opzione, bensì una responsabilità etica che coinvolge ogni cittadino e istituzione.
“Oggi più che mai avvertiamo il dovere di ribadire quanto il suo esempio debba guidarci. Don Peppe Diana ci ha insegnato che non esiste neutralità di fronte all’ingiustizia: scegliere da che parte stare è una responsabilità morale che riguarda tutti noi. Nel giorno di San Giuseppe – conclude – simbolo di paternità, protezione e dedizione, questa ricorrenza assume un significato ancora più profondo.”
Il Presidente conclude la sua riflessione collegando il sacrificio del parroco alla festività di San Giuseppe. Egli identifica in questa ricorrenza i simboli della paternità e protezione, valori che Don Diana ha incarnato dedicando la vita alla cura della propria comunità. Manfredi afferma che tale coincidenza temporale conferisce un significato profondo all’impegno civile, ribadendo che il rifiuto della sopraffazione criminale deve nutrire quotidianamente l’agire comune per costruire una società fondata sulla dedizione al bene collettivo.
“Un padre per la sua comunità”
Massimiliano Manfredi stabilisce un profondo legame tra la figura di Don Giuseppe Diana e il ruolo del padre all’interno della società. Egli afferma che il sacerdote, portando il nome di Giuseppe, ha esercitato una vera paternità spirituale per la propria comunità. Il Presidente sottolinea come Don Peppe abbia saputo proteggere ed educare i suoi fedeli, indicando con fermezza una strada di speranza che ha perseguito fino all’estremo sacrificio della vita.
“Don Diana portava il nome di Giuseppe e, come un padre per la sua comunità, ha saputo proteggere, educare e indicare una strada di speranza, anche a costo della propria vita. Rivolgo, infine, un pensiero e un augurio sincero a tutti i padri, custodi di valori e punti di riferimento fondamentali nelle nostre famiglie e nella società.”, conclude il Presidente.
Manfredi rivolge infine un pensiero colmo di gratitudine a tutti i padri, definendoli custodi di valori essenziali. Egli riconosce in loro i punti di riferimento fondamentali per la crescita delle famiglie e per la tenuta del tessuto sociale. Secondo il Presidente, l’esempio di Don Diana trasforma la figura paterna in un simbolo di dedizione assoluta e responsabilità. Egli conclude augurando che ogni genitore possa trarre ispirazione da questa guida morale per difendere la dignità e il futuro delle nuove generazioni.


